Economia

Fiducia delle imprese in calo ad agosto: segno meno per tutti i settori

La discesa segue il balzo segnato il mese scorso, quando erano stati raggiunti i massimi da  circa tre anni. Un vantaggio ora completamente annullato (siamo di nuovo ai livelli di giugno). Bissati i dati negativi su fiducia dei consumatori e vendite al dettaglio. Brusco calo anche nell'Eurozona, la Commissione: "Preoccupati"

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MILANO - Torna a calare la fiducia delle imprese italiane ad agosto, con l'indice che passa a 88,2 da 90,8 punti, e bissa così il dato negativo arrivato dal fronte dei consumatori, che si ripercuote anche sull'andamento negativo delle vendite al dettaglio. Il Belpaese non è però un anomalia, se si guarda ai dati della Commissione europea che tracciano un brusco calo del clima di fiducia economico del Vecchio continente e dell'Eurozona.

Quanto alle imprese tricolori, si tratta di un arretramento di 2,6 punti, che colpisce tutti i principali settori. La discesa segue il balzo segnato il mese scorso, quando erano stati raggiunti i massimi da circa tre anni. Un vantaggio ora completamente annullato (siamo di nuovo ai livelli di giugno).

"Il calo dell'indice complessivo è dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio", spiega l'Istituto di Statistica nella sua nota.

L'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere scende a 95,7 da 99,1 di luglio. Peggiorano sia i giudizi sugli ordini che le attese di produzione (da -23 a -24 e da 7 a 1, i rispettivi saldi); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da 0 a 3. Si tratta del livello peggiore da un anno a questa parte.

Guardando all'analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie, qui si scorgono peggioramenti per i beni di consumo (da 98,0 a 94,8), per i beni intermedi (da 101,7 a 97,0) e per i beni strumentali (da 97,0 a 95,7).

Ancora, nel segmento delle imprese di costruzione la fiducia scende a 77,0 da 83,0 di luglio. Peggiorano sia i giudizi sugli ordini o piani di costruzione (da -45 a       -48) sia le attese sull'occupazione (da -14 a -22). L'indice destagionalizzato per quanto rigurda le imprese dei servizi scende a 87,5 da 92,3 di luglio. Il saldo dei giudizi sugli ordini passa da -5 a -11, sale leggermente (da -6 a -5) quello relativo alle attese; si contraggono le aspettative sull'andamento dell'economia in generale (da -24 a -33). Nel commercio al dettaglio, infine, l'indice del clima di fiducia scende a 98,3  da 101,4 di luglio. La fiducia peggiora sia nella grande distribuzione (da 101,0 a 97,2) sia in quella tradizionale (da 102,7 a 99,3).

Il dato italiano fa il paio con la brusca caduta della fiducia economica dell'Eurozona e dell'Ue ad agosto. L'indice di fiducia economica dell'eurozona scende, infatti, a 100,6 punti (-1,5 punti da luglio) e scende nell'ue a 104,6 punti (-1,2 punti). Lo comunica la Commissione europea osservando che dopo un periodo di stabilità osservato negli ultimi cinque mesi, il calo di agosto ha riportato l'indicatore della zona euro ai livelli di dicembre 2013. Il peggioramento del sentiment è il risultato del deteriorarsi del clima di fiducia di commercio, consumatori, industria e servizi. Il dato definitivo dell'indice di fiducia dei consumatori, infatti, mostra una flessione di -1,6 punti a -10, caratterizzato da opinioni più pessimistiche sul problema della disoccupazione e più in generale sulla situazione economica.

La flessione della fiducia è "fonte di preoccupazione": per questo è più che mai "urgente" procedere con riforme e politiche di bilancio che, assicurando la stabilità, sostengano la crescita, "in particolare attraverso una miglior gestione della spesa pubblica". Così il commissario Ue per gli affari economici, Jyrki Katainen, commenta i dati.