MILANO - Dimezzare l'arretrato della giustizia civile e il tempo dei contenziosi, garantendo una durata di un anno in primo grado, è uno dei principali obiettivi del decreto sulla Giustizia presentato ieri dal premier Renzi e dal ministro Andrea Orlando dopo il Consiglio dei Ministri. E se diventasse realtà, per le imprese sarebbe una grandissima boccata d'ossigeno. Lo sottolineano i dati emersi pochi giorni fa da un'analisi di Confartigianato, secondo la quale la giustizia-lumaca costa alle imprese 1 miliardo l'anno.
Gli imprenditori italiani, per avere giustizia in una causa civile, devono aspettare in media 1.185 giorni (3 anni e 1 mese). I loro colleghi nel resto d'Europa impiegano meno della metà: 544 giorni. L'Italia è quasi in vetta alla classifica europea per la lentezza della giustizia civile: ci supera soltanto la Grecia con i suoi 1.300 giorni per chiudere una controversia in Tribunale.
Le lunghe attese nelle aule giudiziarie si trasformano in costi: per le imprese italiane si tratta di 1.032 milioni di euro l'anno. "L'efficienza della giustizia civile è un fattore determinante per l'attività delle imprese e per le condizioni di sviluppo del Paese. La decisione del governo di affrontare il problema dei ritardi del nostro sistema giudiziario - ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti - è una scelta di civiltà che confartigianato sollecita da tempo. Le imprese devono poter contare su certezza e rapidità della giustizia civile. Ne va della loro competitività".
Oggi, in Italia, se la durata media per un procedimento civile supera i 3 anni, per definire unaprocedura fallimentare si arriva addirittura a 2.566 giorni (7 anni). Inoltre, i tempi per chiudere una causa sono molto diversi nel Paese. Le attese più lunghe per un procedimento civile presso il tribunale ordinario si registrano nel distretto di Messina con 1.992 giorni, seguito da Salerno con 1.919 giorni, Potenza con 1.831 giorni, Catanzaro con 1.703 giorni e Bari con 1.484 giorni.
I tempi più brevi si rilevano nel distretto di Trento con 601 giorni, seguito da Trieste con 656 giorni, Torino (666 giorni), Milano (739 giorni), Brescia (818 giorni). Secondo Confartigianato, dal 1980 al 2013 negli uffici giudiziari si sono accumulati 5.257.693 procedimenti civili pendenti, al ritmo di 325 pratiche al giorno. Per efficienza del sistema giudiziario, l'Italia è al 24° posto tra i 27 paesi dell'Ue.
E questo nonostante la spesa pubblica per la giustizia in Italia sia sostanzialmente in linea con quella europea: nel nostro Paese si attesta allo 0,3% del Pil a fronte dello 0,4 del Pil registrato nella media Ue. Tra il 2011 e il 2013 qualcosa è migliorato: la durata media dei giudizi pendenti dinanzi alle Corti d'Appello è scesa di 26 giorni (da 1.051 a 1.025), quella dei giudizi pendenti dinanzi ai Tribunali è diminuita di 29 giorni (da 466 a 437 giorni) e quella dei giudizi dinanzi ai Giudici di pace è calata di 9 giorni (da 367 a 358 giorni). Ma la strada per raggiungere la durata media europea di 544 giorni dei procedimenti civili rimane molto lunga: Confartigianato ha calcolato che occorrerebbero 22 anni e 1 mese se si procedesse ad un ritmo costante di riduzione di 29 giorni per ciascun procedimento.
In italia, il 10% dei cittadini maggiorenni è stato coinvolto, come attore o convenuto, in una causa civile. E, tra gli imprenditori, a toccare con mano la lentezza della giustizia sono 582.355 titolari di piccole imprese fino a 20 addetti, di cui 191.456 I titolari di impresa artigiana. I motivi principali di ricorso alla giustizia da parte degli imprenditori riguardano le cause di lavoro (20,5%), seguite da controversie cliente/fornitore (14,4%), rapporti con assicurazione e banca (10,3%) fallimento e diritto societario commerciale (7,4%), eredità e successioni (4,6%), previdenza e assistenza (1,8%).
Gli imprenditori italiani, per avere giustizia in una causa civile, devono aspettare in media 1.185 giorni (3 anni e 1 mese). I loro colleghi nel resto d'Europa impiegano meno della metà: 544 giorni. L'Italia è quasi in vetta alla classifica europea per la lentezza della giustizia civile: ci supera soltanto la Grecia con i suoi 1.300 giorni per chiudere una controversia in Tribunale.
Le lunghe attese nelle aule giudiziarie si trasformano in costi: per le imprese italiane si tratta di 1.032 milioni di euro l'anno. "L'efficienza della giustizia civile è un fattore determinante per l'attività delle imprese e per le condizioni di sviluppo del Paese. La decisione del governo di affrontare il problema dei ritardi del nostro sistema giudiziario - ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti - è una scelta di civiltà che confartigianato sollecita da tempo. Le imprese devono poter contare su certezza e rapidità della giustizia civile. Ne va della loro competitività".
Oggi, in Italia, se la durata media per un procedimento civile supera i 3 anni, per definire unaprocedura fallimentare si arriva addirittura a 2.566 giorni (7 anni). Inoltre, i tempi per chiudere una causa sono molto diversi nel Paese. Le attese più lunghe per un procedimento civile presso il tribunale ordinario si registrano nel distretto di Messina con 1.992 giorni, seguito da Salerno con 1.919 giorni, Potenza con 1.831 giorni, Catanzaro con 1.703 giorni e Bari con 1.484 giorni.
I tempi più brevi si rilevano nel distretto di Trento con 601 giorni, seguito da Trieste con 656 giorni, Torino (666 giorni), Milano (739 giorni), Brescia (818 giorni). Secondo Confartigianato, dal 1980 al 2013 negli uffici giudiziari si sono accumulati 5.257.693 procedimenti civili pendenti, al ritmo di 325 pratiche al giorno. Per efficienza del sistema giudiziario, l'Italia è al 24° posto tra i 27 paesi dell'Ue.
E questo nonostante la spesa pubblica per la giustizia in Italia sia sostanzialmente in linea con quella europea: nel nostro Paese si attesta allo 0,3% del Pil a fronte dello 0,4 del Pil registrato nella media Ue. Tra il 2011 e il 2013 qualcosa è migliorato: la durata media dei giudizi pendenti dinanzi alle Corti d'Appello è scesa di 26 giorni (da 1.051 a 1.025), quella dei giudizi pendenti dinanzi ai Tribunali è diminuita di 29 giorni (da 466 a 437 giorni) e quella dei giudizi dinanzi ai Giudici di pace è calata di 9 giorni (da 367 a 358 giorni). Ma la strada per raggiungere la durata media europea di 544 giorni dei procedimenti civili rimane molto lunga: Confartigianato ha calcolato che occorrerebbero 22 anni e 1 mese se si procedesse ad un ritmo costante di riduzione di 29 giorni per ciascun procedimento.
In italia, il 10% dei cittadini maggiorenni è stato coinvolto, come attore o convenuto, in una causa civile. E, tra gli imprenditori, a toccare con mano la lentezza della giustizia sono 582.355 titolari di piccole imprese fino a 20 addetti, di cui 191.456 I titolari di impresa artigiana. I motivi principali di ricorso alla giustizia da parte degli imprenditori riguardano le cause di lavoro (20,5%), seguite da controversie cliente/fornitore (14,4%), rapporti con assicurazione e banca (10,3%) fallimento e diritto societario commerciale (7,4%), eredità e successioni (4,6%), previdenza e assistenza (1,8%).