LUGANO - La prostituta equiparata a una partita Iva. Per meglio regolamentare il mestiere più antico del mondo, che nel Canton Ticino è fiorente, le autorità locali hanno pensato bene di chiedere alle belle di notte che arrivano dall'estero, cioè praticamente tutte, la presentazione di un business plan, di un curriculum vitae, oltre all'elenco delle prestazioni offerte e al relativo tariffario. In mancanza di questi requisiti, entrati in vigore il primo settembre, il permesso di soggiorno, della durata di 5 anni, viene negato. In sostanza le prostitute finiscono per trovarsi nella stessa condizione dei padroncini, ovvero di quegli artigiani italiani che, quotidianamente, attraversano la frontiera italo-svizzera, per effettuare lavori a prezzi concorrenziali, rispetto alle ditte ticinesi.
"Ma ve lo immaginate cosa possa scrivere alla voce elenco delle prestazioni offerte, una di quelle ragazze?", dice scuotendo il capo Michel Venturelli, un criminologo che, da anni, si occupa del fenomeno della prostituzione nel Canton Ticino. Non a caso, su Facebook, sono cominciati a comparire i commenti ironici, come quello di un tale che ha scritto: "Sono disposto a pagare una professionista del sesso, ma solo se ha un master", citando una delle tante posizioni del kamasutra. Fatto sta che, anche in altri cantoni, è richiesto il business plan, mentre nessuno fa riferimento all'elenco delle prestazioni.
"II problema - rincara Venturelli - è che nè chi ha concepito la legge, ma neppure chi la dovrà applicare, si è sentito in dovere di consultare le donne interessate". Infuriato è anche Ulisse Albertalli, titolare dell'Oceano, il principale bordello di Lugano, il quale ha già preannunciato un ricorso al Tribunale Federale, la corte suprema elvetica. "Ma il nostro obiettivo era solo quello di mettere un freno agli abusi", replica, sul quotidiano 20 Minuti, Attilio Cometta, uno dei funzionari responsabili della normativa.
Che ci siano stati abusi, negli ultimi anni, è indubbio, visto che nel Canton Canton Ticino sono fiorite case di tolleranza e appartamenti affittati a lucciole un po' ovunque, per la gioia, in particolare, di molti appassionati italiani del genere. Ora il Governo, a maggioranza leghista, sembra intenzionato a far ordine, anche perché alle elezioni manca meno di un anno. C'è, tuttavia il rischio che, con norme più restrittive, si finisca per alimentare le situazioni di illegalità. Ad esempio, perché una prostituta possa ottenere il permesso di soggiorno deve poter esibire un contratto di locazione. Nel quale, però, è scritto a chiare lettere che "è vietato esercitare la prostituzione o altra attività ad essa connessa". Di più: senza permesso di soggiorno di almeno un anno non è possibile contrarre un'assicurazione contro le malattie. L'associazione My Day, che assiste le prostitute, non è comunque del tutto negativa, di fronte alle novità. "Faremo un bilancio a metà del prossimo anno", il loro commento.
"Ma ve lo immaginate cosa possa scrivere alla voce elenco delle prestazioni offerte, una di quelle ragazze?", dice scuotendo il capo Michel Venturelli, un criminologo che, da anni, si occupa del fenomeno della prostituzione nel Canton Ticino. Non a caso, su Facebook, sono cominciati a comparire i commenti ironici, come quello di un tale che ha scritto: "Sono disposto a pagare una professionista del sesso, ma solo se ha un master", citando una delle tante posizioni del kamasutra. Fatto sta che, anche in altri cantoni, è richiesto il business plan, mentre nessuno fa riferimento all'elenco delle prestazioni.
"II problema - rincara Venturelli - è che nè chi ha concepito la legge, ma neppure chi la dovrà applicare, si è sentito in dovere di consultare le donne interessate". Infuriato è anche Ulisse Albertalli, titolare dell'Oceano, il principale bordello di Lugano, il quale ha già preannunciato un ricorso al Tribunale Federale, la corte suprema elvetica. "Ma il nostro obiettivo era solo quello di mettere un freno agli abusi", replica, sul quotidiano 20 Minuti, Attilio Cometta, uno dei funzionari responsabili della normativa.
Che ci siano stati abusi, negli ultimi anni, è indubbio, visto che nel Canton Canton Ticino sono fiorite case di tolleranza e appartamenti affittati a lucciole un po' ovunque, per la gioia, in particolare, di molti appassionati italiani del genere. Ora il Governo, a maggioranza leghista, sembra intenzionato a far ordine, anche perché alle elezioni manca meno di un anno. C'è, tuttavia il rischio che, con norme più restrittive, si finisca per alimentare le situazioni di illegalità. Ad esempio, perché una prostituta possa ottenere il permesso di soggiorno deve poter esibire un contratto di locazione. Nel quale, però, è scritto a chiare lettere che "è vietato esercitare la prostituzione o altra attività ad essa connessa". Di più: senza permesso di soggiorno di almeno un anno non è possibile contrarre un'assicurazione contro le malattie. L'associazione My Day, che assiste le prostitute, non è comunque del tutto negativa, di fronte alle novità. "Faremo un bilancio a metà del prossimo anno", il loro commento.