MILANO - Ha fatto discutere, negli ultimi giorni, la liquidazione di 27 milioni di euro a Luca Cordero di Montezemolo, che si sommano al patrimonio di 112 milioni guadagnati dal 2002 a oggi tra compensi, bonus e stock option. Tuttavia la liquidazione dell'ormai ex presidente della Ferrari è soltanto l'ultima di una lunga serie di buonuscite milionarie che i top manager delle grandi aziende italiane hanno incassato nel momento dell'addio al proprio posto di lavoro.
La classifca delle buonuscite da record
Da Romiti a Scaroni, non mancano gli esempi di addii da parte di super-manager alle loro società, conditi da assegni da capogiro. JobPricing ha analizzato questi dati partendo da una semplice domanda: quanti anni dovrebbe lavorare un dipendente delle aziende guidate dai Managers con le buonuscite con uno stipendio medio, per raggiungere queste cifre? Tenendo conto che si parla solo di buonuscite, e non degli stipendi percepiti dai top manager, le risposte possono comunque risultare sconcertanti. Per esempio, un impiegato, la cui Ral (Retribuzione Annua Lorda) media è di 28.303 euro, impiegherebbe 953 anni a guadagnare i 27 milioni dati a Montezemolo come sola liquidazione; stimato che la "vita lavorativa" di un individuo dura mediamente 40 anni, per un impiegato sarebbero necessari 23 vite lavorative per raggiungere 27 milioni di euro o, detta diversamente, 40 anni di lavoro continuativo di 23 impiegati metterebbero insieme la buonuscita di Montezemolo.
La situazione è ancora più sconfortante se si parla di operai e appena più roseo per quanto riguarda quadri e dirigenti. La prima tabella illustra la retribuzione annua lorda dei quattro inquadramenti professionali principali, mentre la seconda calcola quanti anni complessivi e vite lavorative sarebbero necessari a ciascuna categoria per raggiungere le cifre guadagnate a titolo di liquidazione dai top manager sopra nominati.
Quelli inseriti nella tabella non sono i soli casi di liquidazioni d'oro, anzi questa prassi pare essere piuttosto consolidata nelle aziende italiane. Per esempio, nel 2001 Colaninno è stato liquidato da Olivetti con 17 milioni di euro (pari a 15 vite lavorative di un impiegato e 18 di un operaio), Geronzi nel 2001, all'uscita da Generali dopo un solo anno di permanenza, ha recepito una liquidazione di 16 milioni (14 vite lavorative di un impiegato e 17 di un operaio), mentre Paolo Scaroni, ex amministratore delegato di Eni, detiene il record tra i manager pubblici con una liquidazione di 8,3 milioni di euro (equivalenti a 7 vite lavorative di un impiegato e 9 di un operaio).
Il confronto fin qui condotto rischia di essere improprio, in quanto accosta due elementi diversi come la retribuzione e la liquidazione che, per questi manager, può essere considerata una sorta di trattamento di fine rapporto. Quindi, al fine di comparare elementi retributivi il più possibile simili tra loro, JobPricing ha svolto anche un'elaborazione che prende in considerazione l'ammontare del Tfr - la cosidetta retribuzione differita - che un dipendente medio percepirebbe per un periodo di lavoro pari alla durata delle cariche dei top manager italiani e lo rapporta alle buonuscite di quest'ultimi. Tenendo conto che il Tfr equivale a circa una mensilità lorda moltiplicata per gli anni di servizio, si nota anche in questo caso una sperequazione ancora maggiore per tutti gli inquadramenti, come illustra la tabella seguente.
In altre parole Romiti con i suoi 24 anni di lavoro in Fiat ha accantonato (e poi preso) 100 milioni, contro i 42 mila euro di un operaio che abbia lavorato sempre in Fiat per lo stesso numero di anni; Scaroni con i suoi 8,3 milioni di euro per i 13 anni in Eni si confronta con i 110mila euro di un suo dirigente che abbia lavorato in Eni per lo stesso numero di anni.
La classifca delle buonuscite da record
Da Romiti a Scaroni, non mancano gli esempi di addii da parte di super-manager alle loro società, conditi da assegni da capogiro. JobPricing ha analizzato questi dati partendo da una semplice domanda: quanti anni dovrebbe lavorare un dipendente delle aziende guidate dai Managers con le buonuscite con uno stipendio medio, per raggiungere queste cifre? Tenendo conto che si parla solo di buonuscite, e non degli stipendi percepiti dai top manager, le risposte possono comunque risultare sconcertanti. Per esempio, un impiegato, la cui Ral (Retribuzione Annua Lorda) media è di 28.303 euro, impiegherebbe 953 anni a guadagnare i 27 milioni dati a Montezemolo come sola liquidazione; stimato che la "vita lavorativa" di un individuo dura mediamente 40 anni, per un impiegato sarebbero necessari 23 vite lavorative per raggiungere 27 milioni di euro o, detta diversamente, 40 anni di lavoro continuativo di 23 impiegati metterebbero insieme la buonuscita di Montezemolo.
La situazione è ancora più sconfortante se si parla di operai e appena più roseo per quanto riguarda quadri e dirigenti. La prima tabella illustra la retribuzione annua lorda dei quattro inquadramenti professionali principali, mentre la seconda calcola quanti anni complessivi e vite lavorative sarebbero necessari a ciascuna categoria per raggiungere le cifre guadagnate a titolo di liquidazione dai top manager sopra nominati.
| INQUADRAMENTO | RETRIBUZIONE ANNUA LORDA |
|---|---|
| Dirigenti | € 110. 457 |
| Quadri | € 53.867 |
| Impiegati | € 28.303 |
| Operai | € 22.775 |
| Manager | Liquidazione | Anni/vite - operai | Anni/vite - impiegati | Anni/vite - quadri | Anni/vite - dirigenti |
|---|---|---|---|---|---|
| Montezemolo | € 27 mln | 1.185/29 | 954/24 | 501/12 | 244/6 |
| Romiti | € 100 mln | 4.390/109 | 3.553/88 | 1.856/46 | 905/22 |
| Profumo | € 40 mln | 1.756/43 | 1.413/35 | 742/18 | 362/9 |
| Arpe | € 37 mln | 1.624/40 | 1.307/33 | 686/17 | 335/8 |
Quelli inseriti nella tabella non sono i soli casi di liquidazioni d'oro, anzi questa prassi pare essere piuttosto consolidata nelle aziende italiane. Per esempio, nel 2001 Colaninno è stato liquidato da Olivetti con 17 milioni di euro (pari a 15 vite lavorative di un impiegato e 18 di un operaio), Geronzi nel 2001, all'uscita da Generali dopo un solo anno di permanenza, ha recepito una liquidazione di 16 milioni (14 vite lavorative di un impiegato e 17 di un operaio), mentre Paolo Scaroni, ex amministratore delegato di Eni, detiene il record tra i manager pubblici con una liquidazione di 8,3 milioni di euro (equivalenti a 7 vite lavorative di un impiegato e 9 di un operaio).
Il confronto fin qui condotto rischia di essere improprio, in quanto accosta due elementi diversi come la retribuzione e la liquidazione che, per questi manager, può essere considerata una sorta di trattamento di fine rapporto. Quindi, al fine di comparare elementi retributivi il più possibile simili tra loro, JobPricing ha svolto anche un'elaborazione che prende in considerazione l'ammontare del Tfr - la cosidetta retribuzione differita - che un dipendente medio percepirebbe per un periodo di lavoro pari alla durata delle cariche dei top manager italiani e lo rapporta alle buonuscite di quest'ultimi. Tenendo conto che il Tfr equivale a circa una mensilità lorda moltiplicata per gli anni di servizio, si nota anche in questo caso una sperequazione ancora maggiore per tutti gli inquadramenti, come illustra la tabella seguente.
| Manager | Liquidazione | Anni di lavoro | TFR operai | TFR impiegati | TFR quadri | TFR dirigenti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Romiti | € 100 mln | 24 | € 42.000 | € 52.250 | € 99.360 | € 204.000 |
| Profumo | € 40 mln | 12 | € 21.000 | € 26.120 | € 49.680 | € 102.000 |
| Arpe | € 37 mln | 7 | € 12.260 | € 15.240 | € 29.000 | € 59.475 |
| Montezemolo | € 27 mln | 13 | € 22.750 | € 28.300 | € 53.820 | € 110.500 |
| Colaninno | € 17 mln | 15 | € 26.250 | € 32.655 | € 62.100 | € 127.500 |
| Geronzi | € 16 mln | 1 | € 1.750 | € 2.177 | € 4.140 | € 8.500 |
| Scaroni | € 8,3 mln | 13 | € 22.750 | € 28.300 | € 53.820 | € 110.500 |
In altre parole Romiti con i suoi 24 anni di lavoro in Fiat ha accantonato (e poi preso) 100 milioni, contro i 42 mila euro di un operaio che abbia lavorato sempre in Fiat per lo stesso numero di anni; Scaroni con i suoi 8,3 milioni di euro per i 13 anni in Eni si confronta con i 110mila euro di un suo dirigente che abbia lavorato in Eni per lo stesso numero di anni.