Economia

Le Borse Ue ripartono dai massimi in attesa dal Pil Usa. Lo spread torna alla primavera 2011

La Germania mette in guardia mercati e governi dal rischio bolla: "C'è troppa liquidità", ma l'Eurozona è in stagnazione. Gli investitori scommettono su un rafforzamento del dollaro nei confronti dell'euro

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MILANO - Le Borse europee sfiorano i massimi degli ultimi sei anni e mezzo, Alibaba debutta a Wall Street e in poche ore raggiunge la capitalizzazione record di 230 miliardi di dollari. Sul fronte dei debiti pubblici lo spread sul bund di Spagna e Italia viaggia tra i 115 e 132 punti base: per i mercati il rischio investimento su Roma o Madrid è praticamente svanito. Lo spread, infatti, misura il premio richiesto per comprare debito di paesi considerati meno affidabili della Germania. Quoata 132, per l'Italia, infatti, rappresenta lo stesso premio pagato nell'aprile del 2011: prima dell'esplosione della crisi che portò alle dimissioni del governo Berlusconi e all'invio della lettera della Bce al governo con la richiesta di riforme non più rinviabili.

Insomma, dai mercati arrivano segnali distensivi nella settimana in cui la Fed ha messo la parola fine alle massicce operazioni di acquisto titoli (Quantitative easing), aprendo peraltro alla possibilità di un rialzo dei tassi a partire dal prossimo anno. Ma dal G20 di Cairns in Australia, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble lancia l'allarme: questi segnali potrebbero rappresentare soltanto una bolla sottolineando i rischi connessi a politiche monetarie e di bilancio espansive.

Una presa di posizione in contrasto con le politiche monetarie messe in campo dalla Bce: dal taglio dei tassi d'interesse allo 0,05% al programma d'acquisto di titoli cartolarizzati (Abs) e di covered bond, misura diretta a facilitare il credito. La scorsa settimana, poi, si è tenuta la prima asta di finanziamento alle aziende attraverso i Tltro, seppur seppur con un risultato inferiore rispetto alle attese (il sistema bancario europeo ha sottoscritto soltanto 82,6 miliardi di prestiti).

Intanto, sul mercato azionario gli analisti alla luce del contesto attuale si attendono un graduale rafforzamento del dollaro sull'euro. Proprio in vista di un possibile rialzo dei tassi negli Stati Uniti, dove l'andamento della congiuntura offre segnali migliori rispetto al Vecchio Continente: in attesa dei dati sul Pil venerdì prossimo, la previsione è che nel 2015 il rapporto euro-dollaro possa attestarsi a quota 1,25 (adesso viene scambiato a 1,28). Uno scenario possibile a meno che le politiche della Bce in materia di Abs non provochino l'effetto inverso, ovvero un incremento di flussi di capitale extra-europei. Un'ipotesi che farebbe girare al rialzo i corsi della moneta unica, a maggior ragione con un ritorno dei tassi d'interesse su livelli più alti.

Il contesto macroeconomico, tuttavia, non è semplice e al G20 i grandi ne hanno preso atto: l'Eurozona è in stagnazione, il
Giappone ancora stenta, mentre gli Usa guidano una crescita mondiale che comincia a zoppicare nonostante il target di un aumento del 2% del tasso d'espansione. Di questo parlerà anche il presidente della Bce, Mario Draghi, in audizione a Bruxelles, davanti alla commissione problemi economici del Parlamento Ue.

I principali appuntamenti della settimana.

Lunedì.

- Italia: l'Istat rende noti i dati del fatturato e ordinativi dell'industria relativi al periodo giugno-luglio e a seguire i dati sul Pil 2013 secondo la nuova direttiva europea
- Eurozona: fiducia consumatori, settembre.
- Stati Uniti: vendite di case esistenti, agosto

Martedì.

- Eurozona: indice pmi, settembre
- Francia: fiducia imprese, settembre; Pil del secondo trimestre; indice pmi, settembre
- Germania: indice pmi, settembre
- Stati Uniti: indice dei prezzi delle case, luglio

Mercoledì.

- Italia: l'istat rende noti i dati della fiducia dei consumatori relativi a settembre e a seguire i dati sulla bilancia commerciale extra Ue a luglio-agosto
- Germania: indice Ifo, settembre
- Stati Uniti: vendite di nuove case, agosto

Giovedì.

- Italia: l'Istat rende noti i dati delle retribuzioni contrattuali relativi ad agosto; le vendite al dettaglio di lugio e i prezzi alla produzione dei servizi
- Stati Uniti: ordinativi, beni durevoli, agosto; richieste di sussidio, settimanali

Venerdì.

- Italia: l'istat rende noti i dati della fiducia delle imprese relativi a settembre
- Ue: acea presenta i dati relative ai mesi di luglio e agosto sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in europa
- Francia: fiducia consumatori, settembre
- Germania: fiducia consumatori, ottobre
- Giappone: inflazione, agosto
- Stati Uniti: deflatore consumi core, secondo trimestre; Pil secondo trimestre e fiducia famiglie a settembre