Economia

Mutui, per l'Abi ci sono 15,6 miliardi in più sul mercato

I dati ufficiali: crescita del 28,6% nei primi otto mesi dell'anno. Ma un'inchiesta di Repubblica ha mostrato come le porte siano chiuse per una coppia di trentenni con due stipendi, di cui uno "precario"

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MILANO - I dati ufficiali dipingono una realtà, la cruda prova dei fatti un'altra. All'indomani dell'inchiesta di Repubblica sull'erogazione dei prestiti per l'acquisto di una casa, durante la quale è emerso che per una giovane coppia con uno stipendio "precario" e uno a tempo indeterminato è praticamente impossibile ricevere il sostegno degli istituti di credito, l'Abi, l'Associazione delle banche italiane, dice che nei nei primi otto mesi dell'anno i mutui erogati alle famiglie italiane sono cresciuti.

In particolare, su un campione di 84 banche (per l'80% del mercato italiano) sono stati erogati tra gennaio e agosto 2014 oltre 15,6 miliardi di euro di mutui con un aumento del 28,6% sullo stesso periodo del 2013. Il problema è allora che, proprio per chi ne ha maggiormente bisogno (una famiglia si costruisce a trent'anni), le prospettive ancora mancano.

In ogni caso, "i dati relativi ai primi otto mesi del 2014 - sottolinea l'Abi - evidenziano la ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni". Tra gennaio e agosto 2014 l'ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 15,543 miliardi di euro rispetto ai 12,089 miliardi dello stesso periodo del 2013. "L'incremento su base annua è, quindi, del 28,6%".

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L'ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2014 è superiore anche al dato dei primi otto mesi del 2012, quando si attestarono sui 13,924 miliardi di euro.  Sono in aumento - spiega l'Abi - soprattutto i mutui a tasso variabile che rappresentano, nei primi otto mesi del 2014, il 79,7% delle nuove erogazioni complessive; tale valore era del 77,2% nello stesso periodo del 2013 e del 69,1% nei primi otto mesi del 2012.

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