Economia

Manifatturiero, Eurozona ai minimi e Germania ferma

Segnali positivi dall'Italia, con l'indice Pmi che sale a sorpresa sopra la soglia di 50 punti, che separa l'espansione economica dalla contrazione. La zona della moneta unica ai minimi da 14 mesi. Male la Germania, "particolarmente stagnante", debole la Francia

1 minuti di lettura
MILANO - L'indice Pmi che monitora l'attività del settore manifatturiero sale a settembre a 50,7 punti per l'Italia, superando la soglia di 50 che separa la contrazione dall'espansione, contro attese per un valore di 49,5. La Francia si attesta invece a 48,8 contro 46,9 di agosto, la Germania a 49,9. Nel complesso dell'Eurozona l'indice Pmi scende a 50,3 punti a settembre, contro i 50,5 della precedente stima flash e da 50,7 di agosto. Il Pmi, calcolato da Markit, tocca così i minimi di 14 mesi.

I dati calcolati dall'Istituto Markit si basano sulle impressioni rilasciate dai direttori degli acquisti delle aziende e sono solitamente molto attesi dai mercati. "Conseguentemente alla prima contrazione dei nuovi ordini da giugno 2013, il settore manifatturiero dell'Eurozona ha rallentato ad un valore vicino alla stagnazione con sia i prezzi di acquisto che quelli di vendita che hanno raggiunto valori più bassi rispetto ad agosto", spiega l'istituto di ricerca economica nella nota.

L'Irlanda ha continuato a guidare la classifica dei Pmi per il settimo mese consecutivo, nonostante il corrispettivo tasso di crescita sia rallentato dal valore più alto in quasi 15 anni di agosto. La Spagna è rimasta in seconda posizione. Le altre due sole nazioni a registrare Pmi positivi sono state Italia e Paesi Bassi. "A settembre è risultato particolarmente stagnante il settore manifatturiero della Germania", annotano da Markit, dove "il corrispettivo Pmi ha raggiunto un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50 per la prima volta da giugno 2013. La crescita è rallentata al valore più basso in 15 mesi, mentre i nuovi ordini sono diminuiti al tasso più veloce in quasi due anni e per la prima volta dallo scorso giugno. Il tasso di crescita dei nuovi ordini è stato leggerissimo mentre rimane invariato quello del livello occupazionale". Anche i Pmi della Grecia e dell’Austria sono scivolati in territorio di contrazione, mentre rallenta la diminuzione in Francia anche se al tasso di declino più lento in quattro mesi.

Venendo all'Italia, nel report dedicato l'istituto Markit dice che "migliorano leggermente a settembre le condizioni operative del settore manifatturiero italiano, con le imprese campione che hanno aumentato i livelli della produzione e quelli occupazionali durante il mese. Ad ogni modo, il processo è stato impedito in qualche modo dal rallentamento del tasso di crescita dei nuovi ordini. Sul fronte dei prezzi, allo stesso tempo i dati hanno sottolineato forze disinflazionistiche nel settore, e hanno mostrato la prima riduzione dei prezzi di vendita in tre mesi e il rallentamento al valore più basso in quattro mesi dell'inflazione dei costi".