Economia

Il saluto di Mario Draghi durante la cena di gala a Palazzo Reale (ansa)

Bce, tassi invariati nel vertice di Napoli. Draghi tra rigore, crescita e proteste di piazza

Il board dei governatori lascia il costo del denaro al minimo storico dello 0,05%. Da metà ottobre via all'acquisto di covered bond, poi il piano Abs: in tutto mille miliardi di acquisti potenziali. Il presidente: "La ripresa perde slancio, accelerare le riforme strutturali"

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NAPOLI - Nessuna novità, come da attese, sul costo del denaro in Europa: la Banca centrale europea, che ha tenuto la consueta riunione di inizio mese in "trasferta" a Napoli, ha deciso di lasciare il tasso di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0,05%. Si tratta di una decisione messa in conto dai mercati, che aspettavano dalle parole del governatore, Mario Draghi, il dettaglio del piano d'acquisto di Abs, i prestiti cartolarizzati delle imprese, e covered bond.

Questi sono arrivati nel corso della conferenza stampa. La Bce acquisterà prestiti cartolarizzati nel "quarto trimestre 2014" e obbligazioni garantite a partire da metà ottobre, per almeno due anni. Draghi ha confermato, come fatto anche dopo l'ultimo board, "che il consiglio è unanime" nel dirsi pronto a usare strumenti ulteriori e non convenzionali per combattere la bassa inflazione. Gli acquisti di Abs e covered bond, per "un universo potenziale di mille miliardi di euro", insieme alle aste di liquidità finalizzate a concedere credito alle imprese (le cosiddette Tltro), per Draghi dovrebbero però servire a espandere il bilancio Bce e quindi a sostenere la dinamica dei prezzi. Resta il fatto, ha ammesso, che le prospettive d'inflazione a medio e lungo termine sono peggiorate e "vediamo che i rischi sono aumentati".

Nel consueto passaggio dedicato alle scelte dei governi, Draghi - che ha riconosciuto come la crescita stia rallentando e sia frenata dalla disoccupazione - ha fatto riferimento alla necessità di proseguire la strada di consolidamento dei conti anche nella determinazione delle leggi di Stabilità 2015, che a breve andranno consegnate a Bruxelles. D'altra parte, solo chi è impegnato nelle riforme strutturali potrà sfruttare la flessibilità già prevista nel Patto di Stabilità Ue per sostenere gli sforzi necessari: "Le riforme strutturali devono accelerare in molti Paesi", ha ammonito. Rispondendo in italiano a un'ultima domanda, dei giornalisti, Draghi ha spiegato come - al di là delle scelte monetarie e delle aste - "ci vuole la fiducia" perché arrivi la ripresa economica.

L'incontro napoletano tra i banchieri centrali della Bce è stato caratterizzato da una vigilia rovente sul piano europeo, ma anche per le proteste inscenate dai movimenti antagonisti e per la situazione della città che da ieri si trova con il sindaco, Luigi de Magistris, sospeso per provvedimento del prefetto in seguito alla condanna riportata nel processo sull'inchiesta Why Not.

Il dilemma sulle proprità, tra rigore dei conti e misure per la ripresa, è stato al centro dell'incontro di benvenuto nel quale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto i governatori delle banche centrali europee. Ieri sera Napolitano ha sottolineato l'importanza di scelte che favoriscano la crescita, la ripresa dell'economia e soprattutto il calo della disoccupazione. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha replicato, ricordando che il cammino per la ripresa passa inevitabilmente dalle riforme strutturali chieste ai singoli governi. La Francia, proprio ieri, ha risolto il dilemma decidendo di andare allo scontro con l'Ue. Parigi ha annunciato che non rispetterà i vincoli di bilancio imposti dal patto di stabilità e che fino al 2017 sforerà il tetto del 3% imposto sul deficit, proprio come farà anche l'Italia. Una presa di posizione quindi non isolata. Anche per questo, Angela Merkel, cancelliera della Germania capofila dei fautori del rigore, ha ricordato agli alleati europei che devono fare i compiti imposti dagli accordi in sede Ue.
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