MILANO - "Ci serve uno slancio nuovo per crescita, occupazione e investimenti, ma senza creare nuovo debito": così il vicepresidente designato per Lavoro, crescita e investimenti, Jyrki Katainen, e attuale commissario agli Affari economici, ha parlato in audizione al Parlamento Ue. "Nei Paesi non c'è spazio di manovra per nuovo deficit e debito", ha aggiunto, sottolineando che "se incrementiamo ancora il debito" per gli investimenti "mettiamo a rischio la ripresa e io non voglio incorrere in questo rischio".
I richiami non sono da leggere solo verso la periferia dell'Eurozona. Quando infatti Katainen ha detto che "è importante che i Paesi in surplus facciano investimenti per stimolare l'economia", si è rivolto in particolare alla Germania, alla quale da tempo la Commissione Ue e altri organismi internazionali chiedono di riequilibrare la bilancia stimolando la domanda interna.
Il focus pare di nuovo spostato su Italia e Francia, in particolare, quando Katainen ha spiegato "Bisogna continuare ad avere politiche di bilancio responsabili, per evitare che i problemi di uno, due o tre Paesi abbiamo impatto su tutta l'Eurozona" che ha bisogno di investire. "Non commento la richiesta italiana, ma dobbiamo trattare tutti i Paesi nello stesso modo", dice in particolare sulla volontà di Roma di rimandare il pareggio strutturale di bilancio.
Guardandosi alle spalle, Katainen ha detto che l'austerità e la crescita non sono in contrasto ma anzi si completano a vicenda. Accusato dall'eurodeputata socialdemocratica portoghese Elisa Ferreira di essere un sostenitore dell'austerità, l'ex premier finlandese ha spiegato che le politiche di risanamento dei conti pubblici messe in campo per combattere le crisi hanno permesso "di recuperare la fiducia, precondizione per creare posti di lavoro e attrarre investimenti privati. Ora - ha aggiunto - dobbiamo pensare alle misure pratiche per dare slancio alla competitività e alla crescita e puntare alle cose che ci uniscono, non a quelle che ci dividono".
Giallo invece sul piano di spesa della Commissione: "Non posso speculare molto su certi dettagli finanziari del piano di investimenti da 300 miliardi per evitare un impatto negativo sui mercati", ha ha giustificato la grande reticenza dal fornire indicazioni precise sul modo in cui la commissione intende finanziare il pacchetto di investimenti del valore di 300 miliardi. Cercando di parare il fuoco di fila di domande degli Europarlamentari, evidentemente insoddisfatti dalla ripetizione costante delle stesse formule generiche sull'uso più efficiente delle risorse pubbliche europee e nazionali attuali, Katainen ha poi aggiunto che dei dettagli "dobbiamo discutere anche con gli altri colleghi della nuova commissione". L'impressione è che il lavoro sul piano sia ancora in alto mare.
I richiami non sono da leggere solo verso la periferia dell'Eurozona. Quando infatti Katainen ha detto che "è importante che i Paesi in surplus facciano investimenti per stimolare l'economia", si è rivolto in particolare alla Germania, alla quale da tempo la Commissione Ue e altri organismi internazionali chiedono di riequilibrare la bilancia stimolando la domanda interna.
Il focus pare di nuovo spostato su Italia e Francia, in particolare, quando Katainen ha spiegato "Bisogna continuare ad avere politiche di bilancio responsabili, per evitare che i problemi di uno, due o tre Paesi abbiamo impatto su tutta l'Eurozona" che ha bisogno di investire. "Non commento la richiesta italiana, ma dobbiamo trattare tutti i Paesi nello stesso modo", dice in particolare sulla volontà di Roma di rimandare il pareggio strutturale di bilancio.
Guardandosi alle spalle, Katainen ha detto che l'austerità e la crescita non sono in contrasto ma anzi si completano a vicenda. Accusato dall'eurodeputata socialdemocratica portoghese Elisa Ferreira di essere un sostenitore dell'austerità, l'ex premier finlandese ha spiegato che le politiche di risanamento dei conti pubblici messe in campo per combattere le crisi hanno permesso "di recuperare la fiducia, precondizione per creare posti di lavoro e attrarre investimenti privati. Ora - ha aggiunto - dobbiamo pensare alle misure pratiche per dare slancio alla competitività e alla crescita e puntare alle cose che ci uniscono, non a quelle che ci dividono".
Giallo invece sul piano di spesa della Commissione: "Non posso speculare molto su certi dettagli finanziari del piano di investimenti da 300 miliardi per evitare un impatto negativo sui mercati", ha ha giustificato la grande reticenza dal fornire indicazioni precise sul modo in cui la commissione intende finanziare il pacchetto di investimenti del valore di 300 miliardi. Cercando di parare il fuoco di fila di domande degli Europarlamentari, evidentemente insoddisfatti dalla ripetizione costante delle stesse formule generiche sull'uso più efficiente delle risorse pubbliche europee e nazionali attuali, Katainen ha poi aggiunto che dei dettagli "dobbiamo discutere anche con gli altri colleghi della nuova commissione". L'impressione è che il lavoro sul piano sia ancora in alto mare.