MILANO - L'agenzia di rating Dbrs ha confermato la sua "pagella" all'Italia: l'outlook resta "negativo" con un rating A-low (cosa sono i rating). Lo afferma in una nota, sottolineando che la conferma riflette i progressi nel risanamento di bilancio. Se Dbrs avesse tagliato il rating sarebbe diventato più oneroso per le banche italiane rifinanziarsi presso la Bce usando Btp come garanzia. Come ormai scontato anche dal governo, per gli analisti l'Italia resterà in recessione anche nel 2014, con il Pil che si contrarrà dello 0,3%. Il Prodotto è previsto salire dello 0,5% nel 2015; secondo l'agenzia che ha sede a Toronto, le riforme strutturali del governo aumenteranno la crescita nei prossimi anni ma "il potenziale di crescita dell'Italia resta debole". L'outlook negativo riflette la valutazione di Dbrs sui rischi derivanti dalle fragili prospettive economiche - con una ripresa che "stenta a materializzarsi" - e dall'ampio debito. "Con le attuali stime di crescita, la dinamica del debito italiano rimane un elemento di preoccupazione" scrive Dbrs, spiegando che i margini di manovra di bilancio per il paese appaiono "pesantemente vincolati". Sul fronte politico Dbrs riconosce l'accelerazione imposta dal governo Renzi sul tema delle riforme ma ritiene che, nonostante le intenzioni del governo siano definite "incoraggianti", i rischi legati alla realizzazione di tali iniziative restano "significativi".
Chi sono le agenzie di rating
Alla fine, invece, non è arrivato l'atteso verdetto di Moody's, la prima delle grandi agenzie di rating che avrebbe dovuto rilasciare il suo aggiornamento sulla situazione del Belpaese. Moody's diffonde di solito un calendario per l'aggiornamento del rating di ogni Paese. Le date per l'Italia nel 2014 erano il 14 febbraio, il 13 giugno e il 10 ottobre. Nelle ultime due date però l'agenzia non ha preso alcuna decisione sul nostro Paese. Il calendario di Moody's è sempre indicativo, e lascia all'agenzia la possibilità di decidere in qualsiasi momento.
Come accennato, Moody's ha "saltato" anche la sua pagella di prima dell'estate: allora ha poi deciso di temporeggiare per vedere che cosa avrebbe fatto - in termini di politica economica - il tandem Renzi-Padoan. L'ultima decisione dell'agenzia americana era stata di confermare il rating a Baa2, migliorando l'outlook (cioè le prospettive per l'economia e di riflesso anche della "pagella" del paese) da negativo a stabile. La mossa era stata fatta proprio a cavallo del cambio di governo, con il passaggio delle consegne da Enrico Letta a Renzi. Nel frattempo, come noto, le prospettive del Paese sono cambiate: ora il governo ha certificato nel Documento di economia e finanza un nuovo anno di recessione (il Pil segnerà -0,3% nel 2014), mentre il debito pubblico è visto in salita e il deficit verrà sfruttato fino al massimo consentito dai patti Ue (il 3%) per inserire nella legge di Stabilità provvedimenti espansivi, a cominciare dalla conferma degli 80 euro in busta paga che costano allo Stato 10 miliardi.
I giudizi delle agenzie di rating sull'Eurozona
Poi toccherà a Fitch il prossimo 24 ottobre e quindi a Standard&Poor's, il 5 dicembre. Quest'ultimo aggiornamento è particolarmente atteso, perché l'agenzia Usa tiene il Belpaese in "outlook negativo" e ciò potrebbe presupporre - qualora gli analisti giudichino la situazione delle finanze pubbliche tricolori peggiorata - a un taglio del voto.
Intanto Standard&Poor's ha emesso le valutazioni di rating su Fondo Salvastati, sulla Francia e sulla Finlandia. L'agenzia ha rivisto in negativo l'outlook dell'Efsf sulla scia dell'omologo parametro deciso stasera per la Francia. Il rating del fondo 'salva-Stati' è stato invece confermato ad 'AA/A-1+'.
Per quanto riguarda la Francia, conferma il rating 'AA', ma rivede al ribasso l'outlook a 'negativo' da 'stabile'. "La revisione dell'outlook riflette la riduzione dello spazio di bilancio a disposizione del governo della Francia" afferma Standard & Poor's, sottolineando che il rapporto deficit-pil francese dovrebbe attestarsi in media al 4,1% per il 2014-2017, a fronte di un pil in crescita in media dell'1,2% nello stesso arco di tempo. Il deficit 2014 dovrebbe attestarsi al 4,4% del pil. Il pil crescerà invece quest'anno dello 0,5%, per poi accelerare all'1,1% nel 2015 e all'1,5% nel 2016-2017.
E variazione anche per la Finlandia: Standard & Poor's ha tagliato il rating da 'AAA' a 'AA+'. L'outlook è stabile. Lo comunica l'agenzia spiegando che il "downgrade riflette una visione del rischio che l'economia finlandese potrebbe sperimentare per una stagnazione prolungata".
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Le classificazioni di Moody's per i rating a lungo termine di società industriali e dei servizi. La scala dei rating è utilizzata anche per il debito sovrano
Chi sono le agenzie di rating
Alla fine, invece, non è arrivato l'atteso verdetto di Moody's, la prima delle grandi agenzie di rating che avrebbe dovuto rilasciare il suo aggiornamento sulla situazione del Belpaese. Moody's diffonde di solito un calendario per l'aggiornamento del rating di ogni Paese. Le date per l'Italia nel 2014 erano il 14 febbraio, il 13 giugno e il 10 ottobre. Nelle ultime due date però l'agenzia non ha preso alcuna decisione sul nostro Paese. Il calendario di Moody's è sempre indicativo, e lascia all'agenzia la possibilità di decidere in qualsiasi momento.
Come accennato, Moody's ha "saltato" anche la sua pagella di prima dell'estate: allora ha poi deciso di temporeggiare per vedere che cosa avrebbe fatto - in termini di politica economica - il tandem Renzi-Padoan. L'ultima decisione dell'agenzia americana era stata di confermare il rating a Baa2, migliorando l'outlook (cioè le prospettive per l'economia e di riflesso anche della "pagella" del paese) da negativo a stabile. La mossa era stata fatta proprio a cavallo del cambio di governo, con il passaggio delle consegne da Enrico Letta a Renzi. Nel frattempo, come noto, le prospettive del Paese sono cambiate: ora il governo ha certificato nel Documento di economia e finanza un nuovo anno di recessione (il Pil segnerà -0,3% nel 2014), mentre il debito pubblico è visto in salita e il deficit verrà sfruttato fino al massimo consentito dai patti Ue (il 3%) per inserire nella legge di Stabilità provvedimenti espansivi, a cominciare dalla conferma degli 80 euro in busta paga che costano allo Stato 10 miliardi.
I giudizi delle agenzie di rating sull'Eurozona
Poi toccherà a Fitch il prossimo 24 ottobre e quindi a Standard&Poor's, il 5 dicembre. Quest'ultimo aggiornamento è particolarmente atteso, perché l'agenzia Usa tiene il Belpaese in "outlook negativo" e ciò potrebbe presupporre - qualora gli analisti giudichino la situazione delle finanze pubbliche tricolori peggiorata - a un taglio del voto.
Intanto Standard&Poor's ha emesso le valutazioni di rating su Fondo Salvastati, sulla Francia e sulla Finlandia. L'agenzia ha rivisto in negativo l'outlook dell'Efsf sulla scia dell'omologo parametro deciso stasera per la Francia. Il rating del fondo 'salva-Stati' è stato invece confermato ad 'AA/A-1+'.
Per quanto riguarda la Francia, conferma il rating 'AA', ma rivede al ribasso l'outlook a 'negativo' da 'stabile'. "La revisione dell'outlook riflette la riduzione dello spazio di bilancio a disposizione del governo della Francia" afferma Standard & Poor's, sottolineando che il rapporto deficit-pil francese dovrebbe attestarsi in media al 4,1% per il 2014-2017, a fronte di un pil in crescita in media dell'1,2% nello stesso arco di tempo. Il deficit 2014 dovrebbe attestarsi al 4,4% del pil. Il pil crescerà invece quest'anno dello 0,5%, per poi accelerare all'1,1% nel 2015 e all'1,5% nel 2016-2017.
E variazione anche per la Finlandia: Standard & Poor's ha tagliato il rating da 'AAA' a 'AA+'. L'outlook è stabile. Lo comunica l'agenzia spiegando che il "downgrade riflette una visione del rischio che l'economia finlandese potrebbe sperimentare per una stagnazione prolungata".
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Le classificazioni di Moody's per i rating a lungo termine di società industriali e dei servizi. La scala dei rating è utilizzata anche per il debito sovrano