Economia

Ora è Berlino 'osservata speciale' della Ue, attesa per la fiducia delle imprese

In settimana si aspettano ulteriori indicazioni sul rallentamento tedesco dall'indice Zew. Italia impegnata nella legge di Stabilità, negli Usa si guarda alle vendite al dettaglio. Attenzione ai prezzi al consumo: se rallentano ancora la Bce sarà chiamata ad agire

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MILANO - La Germania è il nuovo osservato speciale dell'Eurozona. Non solo la Francia, con il suo deficit previsto ben oltre la soglia del 3% dei parametri comunitari. Non solo l'Italia, con il suo fardello di debito pubblico e l'incapacità di cambiare marcia per uscire dalla crisi economica. Ora nell'occhio del ciclone c'è Berlino e la sua economia singhiozzante, non più immune alla stagnazione dei vicini del Vecchio continente. Un paradosso per i paladini del rigore, che hanno sempre frenato le richieste del Sud "spendaccione" di fare di più per la crescita e mettere temporaneamente all'angolo i vincoli di bilancio.

La scorsa settimana gli ordini dell'industria e le previsioni che alcuni istituti hanno consegnato ad Angela Merkel hanno mostrato il momento critico dell'economia tedesca: la recessione è dietro l'angolo e il terzo trimestre (dopo il -0,2% del secondo periodo 2014) potrebbe certificarla. Negativo anche il dato giunto dalle esportazioni, il vero turbo nel motore tedesco. Anche il falco Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze, è ora all'angolo: da Washington, dove ha seguito i meeting di Fmi e Banca Mondiale, ha detto che la politica di bilancio "deve spostarsi verso gli investimenti" per rispondere ai colpi della stagnazione. La stima di crescita del 2014, d'altra parte, è stata ormai tagliata dal +1,9 al +1,3% e per il 2015 si prevede ancora un cauto +1,2%. Insomma, anche a Berlino si inizia a guardare alla spesa pubblica, anche a scapito del totem del bilancio in equilibrio, come panacea di parte dei mali.

Brutte notizie potrebbero però finire sul tavolo di Schaeuble e Merkel in settimana, quando verrà pubblicato il dato dell'indice Zew che misura la fiducia delle imprese attraverso il sondaggio di un panel di esperti. L'indicatore ha continuato a registrare un ribasso da dicembre ad oggi e nessuno scommette ora in un'inversione di tendenza.
"I numeri sull'industria e sul commercio che abbiamo visto nelle ultime settimane sono stati abbastanza terribili", dice l'economista James Knightley di Ing a Reuters. "Sottolineano la preoccupazione che l'economia tedesca stia rallentando troppo e che la zona euro nel suo insieme possa scivolare in recessione".


Con questa preoccupazione principale, i mercati riprendono gli scambi nel pieno di un periodo di debolezza. Anche la Cina è in rallentamento e la Fed, preoccupata per l'evoluzione della situazione globale e in Europa in particolare, potrebbe tenere i tassi ancora bassi a lungo nonostante la sostenuta crescita Usa. Piazza Affari è reduce da una settimana in rosso del 4,9%, ma soprattutto ormai da cinque ottave non riesce a portare a casa un bilancio positivo. Anche gli investitori americani sono preoccupati per aver visto evaporare negli ultimi tempi i guadagni di un intero anno. Intanto il lavorio del governo si concentra sulla legge di Stabilità, che tra spending review e misure espansive deve essere presentata a Bruxelles entro il 15 ottobre. Ecco i principali appuntamenti della settimana.

Lunedì 13 ottobre. A Bruxelles si riuniscono ii ministri delle Finanze per discutere dei bilanci 2015. Da Stoccolma, arriverà loro la notizia sul nuovo premio Nobel dell'Economia. Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato ascolteranno i rappresentanti della Banca d'Italia, dell'Istat, della Corte dei Conti e il presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio sul Def, mentre l'agenda macroeconomica non presenta dati rilevanti.

Martedì 14 ottobre. Ben più densa l'agenda di martedì, con i dati sui prezzi al consumo in Italia, Francia e Regno Unito. Dalla Germania, come detto, si aspetta l'indice Zew, poi sarà l'intera Eurozona a pubblicare i dati sulla produzione industriale. Occhi anche sul debito pubblico italiano nel Bollettino dei Bankitalia e, nel pomeriggio, sul deficit Usa.

Mercoledì 15 ottobre. La giornata comincia con i dati del Giappone su produzione industriale e ordini di macchinari. In Germania si diffondono i prezzi al consumo, dal Regno Unito arriva la disoccupazione. In Italia, l'Istat aggiorna i conti pubblici al secondo trimestre 2014 con la nuova metodologia Esa2010. Ancora l'Istituto italiano è protagonista con i dati sul reddito e il risparmio delle famiglie e i profitti delle società, relativi al secondo trimestre 2014. Dagli Usa, in agenda ci sono l'andamento delle richieste di mutui, l'indice sul manifattueriero di New York e le vendite al dettaglio.

Giovedì 16 ottobre. L'Eurozona diffonde i dati sui prezzi al consumo, poi gli Usa sono protagonisti con le richieste di sussidi iniziali per la disoccupazione, la produzione industriale, la fiducia dei consumatori della Fed di Philadelphia e l'indice Nahb sull'edilizia.

Venerdì 17 ottobre. L'Italia pubblica la bilancia delle partite correnti, Eurostat aggiorna le stime sul Pil con i nuovi criteri statistici e gli Usa pubblicano la fiducia tracciata dall'Università del Michigan.