MILANO - Sull'onda della crisi "la diseguaglianza è cresciuta a livelli senza precedenti" a livello globale. L'allarme è del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui se "aumentare il reddito è centrale per fuggire dalla povertà, altrettanto importante" è concentrarsi sulle infrastrutture materiali e immateriali come "l'accesso all'elettricità, alla sanità, all'acqua e all'educazione primaria". Anche l'Italia, d'altra parte, non è immune al dualismo che coinvolge tutto il mondo, con la forbice tra chi ha molto e chi nulla che si allarga. Una recente inchiesta di Repubblica ha mostrato, infatti, che l'esercito dei ricchi tricolori continua a crescere, malgrado la crisi: nel Belpaese c’erano nel 2013 oltre 203mila persone (28mila più dell'anno precedente) con un patrimonio superiore al milione di euro, secondo il calcolo di Cap Gemini. Una cifra che parcheggiata in Btp a 10 anni garantisce da sola interessi netti per oltre 1.700 euro al mese. Un Olimpo dorato al cui apice ci sono tremila individui il doppio rispetto alla media europea - seduti su tesoretti personali superiori ai 22 milioni.
Nel suo intervento presso il Comitato per lo sviluppo della Banca mondiale, il numero uno di Palazzo Koch esorta a combattere per evitare che la diseguaglianza si trasformi in una forza "distruttrice", tale da "ridurre gli investimenti, diminuire gli incentivi e generare instabilità economica e sociale, così da comprimere infine anche la crescita economica".
La globalizzazione e i progressi tecnologici, afferma ancora Visco, "hanno sostenuto la crescita negli ultimi decenni", aiutando "milioni di persone a uscire dalla povertà e riducendo le disparità tra Paesi". Allo stesso tempo, pero, "la diseguaglianza di reddito all'interno dei Paesi è aumentata. Nel breve termine, inoltre, in alcune economie avanzate i cambiamenti nel commercio e tecnologici possono aver espulso più lavoratori di quanti il mercato ne abbia saputi assorbire". Per questo, "le politiche del lavoro e le istituzioni devono porsi l'obiettivo di contenere questi costi di aggiustamento e facilitare la riallocazione settoriale e professionale".
Secondo Visco, "la miglior risposta a questa sfida è aggiustare la composizione dell'offerta di lavoro investendo in educazione e capacità professionali, non solo per i giovani, ma anche attraverso un processo formativo che duri tutta la vita. In un ambiente che cambia rapidamente", avverte il governatore, "i profili professionali di maggior valore non sono necessariamente quelli più specializzati, ma piuttosto i più fungibili".
Fondamentale è "consentire ai lavoratori di adeguarsi flessibilmente ai cambiamenti e di acquisire le necessarie competenze professionali". Nel suo intervento, Visco chiede di "rimettere in campo gli incentivi alle imprese a investire", ma non manca di sottolineare che "per sostenere il processo di creazione dell'occupazione dobbiamo porci l'obiettivo di fornire opportunità uguali per tutti, con un'efficiente rete di sicurezza".
Anche "le politiche di redistribuzione, secondo il governatore, "possono contribuire a consolidare i guadagni della crescita, fornendo uno scudo ai non privilegiati durante la fase di transizione". Visco osserva anche che "la crescita deve essere eco-sostenibile nel tempo". Secondo il numero uno di Palazzo Koch, "da un utilizzo più responsabile delle risorse naturali e una maggiore attenzione ai temi ambientali trarrebbero beneficio innanzitutto i meno fortunati. che tipicamente sopportano il peso maggiore".
Il governatore si dice anche preoccupato per il rallentamento del commercio mondiale. "Rivitalizzarlo", dice, "è uno strumento importante per rilanciare la crescita. Allo stesso tempo", insiste Visco, "la crescita beneficerebbe da un miglioramento dell'accesso al mercato e incrementando la partecipazione nei Paesi in via di sviluppo, dove la popolazione soffre ancora fortemente per il limitato accesso a servizi essenziali come trasporti, elettricità o cure sanitarie. Per questa ragione", conclude Visco, "l'investimento in infrastrutture è cruciale in molti Paesi a basso reddito ed emergenti e dovrebbe essere una priorità per la cooperazione internazionale".
Nel suo intervento presso il Comitato per lo sviluppo della Banca mondiale, il numero uno di Palazzo Koch esorta a combattere per evitare che la diseguaglianza si trasformi in una forza "distruttrice", tale da "ridurre gli investimenti, diminuire gli incentivi e generare instabilità economica e sociale, così da comprimere infine anche la crescita economica".
La globalizzazione e i progressi tecnologici, afferma ancora Visco, "hanno sostenuto la crescita negli ultimi decenni", aiutando "milioni di persone a uscire dalla povertà e riducendo le disparità tra Paesi". Allo stesso tempo, pero, "la diseguaglianza di reddito all'interno dei Paesi è aumentata. Nel breve termine, inoltre, in alcune economie avanzate i cambiamenti nel commercio e tecnologici possono aver espulso più lavoratori di quanti il mercato ne abbia saputi assorbire". Per questo, "le politiche del lavoro e le istituzioni devono porsi l'obiettivo di contenere questi costi di aggiustamento e facilitare la riallocazione settoriale e professionale".
Secondo Visco, "la miglior risposta a questa sfida è aggiustare la composizione dell'offerta di lavoro investendo in educazione e capacità professionali, non solo per i giovani, ma anche attraverso un processo formativo che duri tutta la vita. In un ambiente che cambia rapidamente", avverte il governatore, "i profili professionali di maggior valore non sono necessariamente quelli più specializzati, ma piuttosto i più fungibili".
Fondamentale è "consentire ai lavoratori di adeguarsi flessibilmente ai cambiamenti e di acquisire le necessarie competenze professionali". Nel suo intervento, Visco chiede di "rimettere in campo gli incentivi alle imprese a investire", ma non manca di sottolineare che "per sostenere il processo di creazione dell'occupazione dobbiamo porci l'obiettivo di fornire opportunità uguali per tutti, con un'efficiente rete di sicurezza".
Anche "le politiche di redistribuzione, secondo il governatore, "possono contribuire a consolidare i guadagni della crescita, fornendo uno scudo ai non privilegiati durante la fase di transizione". Visco osserva anche che "la crescita deve essere eco-sostenibile nel tempo". Secondo il numero uno di Palazzo Koch, "da un utilizzo più responsabile delle risorse naturali e una maggiore attenzione ai temi ambientali trarrebbero beneficio innanzitutto i meno fortunati. che tipicamente sopportano il peso maggiore".
Il governatore si dice anche preoccupato per il rallentamento del commercio mondiale. "Rivitalizzarlo", dice, "è uno strumento importante per rilanciare la crescita. Allo stesso tempo", insiste Visco, "la crescita beneficerebbe da un miglioramento dell'accesso al mercato e incrementando la partecipazione nei Paesi in via di sviluppo, dove la popolazione soffre ancora fortemente per il limitato accesso a servizi essenziali come trasporti, elettricità o cure sanitarie. Per questa ragione", conclude Visco, "l'investimento in infrastrutture è cruciale in molti Paesi a basso reddito ed emergenti e dovrebbe essere una priorità per la cooperazione internazionale".