Borse Ue contrastate, a Milano crolla Luxottica. Tesoro, pieno in asta Btp
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERII listini europei faticano a invertire la rotta dopo settimane difficili contrassegnate dai segnali di debolezza dell'economia globale, solo la scorsa settimana sono stati persi 1.500 miliardi di dollari. A Piazza Affari il titolo degli occhiali paga l'ennesimo cambio al vertice. Rendimenti in salita per il debito italiano
MILANO - I mercati, dopo aver provato a mettersi alle spalle i ribassi di oltre un mese, chiudono contrastati. Milano ha perso lo 0,32%, Francoforte e Parigi sono rimasti sulla parità, mentre Londra ha incassato oun rialzo frazionale. La correzione delle Borse è iniziata ormai da oltre un mese, da quando Wall Street ha toccato l'ultimo record. Piazza Affari non riesce a rimbalzare da 5 settimane: nell'ultima ottava ha ceduto il 4,9% unendosi al coro delle Borse mondiali che hanno bruciato 1.500 miliardi di dollari portando il conto a 3.500 dalla metà di settembre. Ad alimentare le tensioni sono le previsioni fosche che arrivano dalla Bce secondo cui la ripresa ha perso slancio a causa, soprattutto, della frenata tedesca. Preoccupano anche le stime della Fed secondo cui alla ripresa americana non fa eco quella globale.
Tiene solo la Cina dove a settembre, il surplus della bilancia commerciale si è attestato a 31 miliardi di dollari, più che radd…
Tiene solo la Cina dove a settembre, il surplus della bilancia commerciale si è attestato a 31 miliardi di dollari, più che radd…
MILANO - I mercati, dopo aver provato a mettersi alle spalle i ribassi di oltre un mese, chiudono contrastati. Milano ha perso lo 0,32%, Francoforte e Parigi sono rimasti sulla parità, mentre Londra ha incassato oun rialzo frazionale. La correzione delle Borse è iniziata ormai da oltre un mese, da quando Wall Street ha toccato l'ultimo record. Piazza Affari non riesce a rimbalzare da 5 settimane: nell'ultima ottava ha ceduto il 4,9% unendosi al coro delle Borse mondiali che hanno bruciato 1.500 miliardi di dollari portando il conto a 3.500 dalla metà di settembre. Ad alimentare le tensioni sono le previsioni fosche che arrivano dalla Bce secondo cui la ripresa ha perso slancio a causa, soprattutto, della frenata tedesca. Preoccupano anche le stime della Fed secondo cui alla ripresa americana non fa eco quella globale.
Tiene solo la Cina dove a settembre, il surplus della bilancia commerciale si è attestato a 31 miliardi di dollari, più che raddoppiato rispetto a settembre 2013 ma al di sotto delle stime (41 miliardi) e dei livelli record registrati nei mesi precedenti: il calo è dovuto all'imprevisto rimbalzo delle importazioni, salite del 7% a 182,7 miliardi di dollari, un incremento che sembra riflettere una ripresa della seconda economia mondiale. Le importazioni cinesi sono diminuite del 1,6% anno su anno nel mese di luglio e del 2,4% nel mese di agosto, confermando la crisi economica del paese. Gli analisti avevano previsto un ulteriore calo del 2,4% nel mese di settembre. Le esportazioni sono aumentate del 15,3% su anno a 213,7 miliardi di dollari, in miglioramento rispetto alla crescita del 9,4% di settembre e superiori alle attese analisti (12,5%).
Dal punto di vista macroeconomico, la giornata ha visto l'Italia sotto i riflettori l'Italia con il Tesoro che ha collocato tutti i 3,5 miliardi di euro massimo del nuovo Btp a tre anni ma il tasso è risalito a 0,70% da 0,52% del mese scorso. Venduti anche due miliardi del sette anni ad un tasso stabile a 1,71% e 1,25 miliardi del trent'anni al 3,66%. Lo spread è rimasto stabile in area 145 punti base con un rendimento dei Btp al 2,33%. Due i titoli sotto i riflettori: da una parte Luxottica con il nuovo cambio al vertice e il riassetto di Delfin; dall'altra Fiat che venerdì ha cessato di essere quotata a Piazza Affari lasciando spazio, da oggi, a Fca che verrà scambiata a Milano e Wall Street. Debole la Borsa americana con il Dow Jones che cede l'1,35% a 16.321,26 punti e il Nasdaq l'1,46% a 4.213,66 punti.
In mattinata, le principali Borse asiatiche si sono presentate in calo. Gli investitori hanno venduto non solo per le accresciute preoccupazioni per la salute dell'economia globale, alla luce di quanto emerso dal recente vertice del Fmi, ma anche per mettere da parte il denaro per gli imminenti nuovi collocamenti sulle piazze cinesi. Hong Kong ha ceduto lo 0,47%, Shanghai o 0,46% e Shenzhen l'1,02%. Chiusa per una festività Tokyo. In calo dello 0,71% il Kospi di Seul.
Sul fronte delle materie prime continua la discesa dei prezzi del petrolio con i contratti sul greggio Wti con consegna a novembre che vengono scambiati a 84,4 dollari al barile. Il Brent perde 96 centesimi a 89,25 dollari. L'oro corre sulle quotazioni massime da un mese a questa parte: il lingotto con consegnavale 1,229 dollari l'oncia.
Tiene solo la Cina dove a settembre, il surplus della bilancia commerciale si è attestato a 31 miliardi di dollari, più che raddoppiato rispetto a settembre 2013 ma al di sotto delle stime (41 miliardi) e dei livelli record registrati nei mesi precedenti: il calo è dovuto all'imprevisto rimbalzo delle importazioni, salite del 7% a 182,7 miliardi di dollari, un incremento che sembra riflettere una ripresa della seconda economia mondiale. Le importazioni cinesi sono diminuite del 1,6% anno su anno nel mese di luglio e del 2,4% nel mese di agosto, confermando la crisi economica del paese. Gli analisti avevano previsto un ulteriore calo del 2,4% nel mese di settembre. Le esportazioni sono aumentate del 15,3% su anno a 213,7 miliardi di dollari, in miglioramento rispetto alla crescita del 9,4% di settembre e superiori alle attese analisti (12,5%).
Dal punto di vista macroeconomico, la giornata ha visto l'Italia sotto i riflettori l'Italia con il Tesoro che ha collocato tutti i 3,5 miliardi di euro massimo del nuovo Btp a tre anni ma il tasso è risalito a 0,70% da 0,52% del mese scorso. Venduti anche due miliardi del sette anni ad un tasso stabile a 1,71% e 1,25 miliardi del trent'anni al 3,66%. Lo spread è rimasto stabile in area 145 punti base con un rendimento dei Btp al 2,33%. Due i titoli sotto i riflettori: da una parte Luxottica con il nuovo cambio al vertice e il riassetto di Delfin; dall'altra Fiat che venerdì ha cessato di essere quotata a Piazza Affari lasciando spazio, da oggi, a Fca che verrà scambiata a Milano e Wall Street. Debole la Borsa americana con il Dow Jones che cede l'1,35% a 16.321,26 punti e il Nasdaq l'1,46% a 4.213,66 punti.
In mattinata, le principali Borse asiatiche si sono presentate in calo. Gli investitori hanno venduto non solo per le accresciute preoccupazioni per la salute dell'economia globale, alla luce di quanto emerso dal recente vertice del Fmi, ma anche per mettere da parte il denaro per gli imminenti nuovi collocamenti sulle piazze cinesi. Hong Kong ha ceduto lo 0,47%, Shanghai o 0,46% e Shenzhen l'1,02%. Chiusa per una festività Tokyo. In calo dello 0,71% il Kospi di Seul.
Sul fronte delle materie prime continua la discesa dei prezzi del petrolio con i contratti sul greggio Wti con consegna a novembre che vengono scambiati a 84,4 dollari al barile. Il Brent perde 96 centesimi a 89,25 dollari. L'oro corre sulle quotazioni massime da un mese a questa parte: il lingotto con consegnavale 1,229 dollari l'oncia.