Economia

Bce non fa ripartire i prestiti delle banche, ma frena la caduta

A settembre la contrazione è stato del 2,3% rispetto al 2,5%: si tratta del risultato migliore da maggio 2012. Secondo l'Abi con il Ltro potrebbe tornare il segno positivo già a fine anno. In diminuizione anche i tassi, salgono le sofferenze

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MILANO - L'arrivo di nuova liquidità da parte della Bce non serve a far ripartire i prestiti, ma quanto meno attutisce la caduta. Dai dati dell'Abi su settembre emerge che il calo delle erogazioni si è fermato al 2,3% contro il -2,5% di agosto e rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Seppure ancora negativo, il dato di settembre rappresenta il del miglior risultato da maggio 2012.

Grazie all'intervento della Bce il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è ridotto a settembre al 3% (3,12% il mese precedente e segnando il valore più basso da marzo 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 2,87%. E con la spinta dei finanziamenti dell'Eurotower, i prestiti delle banche in Italia al settore privato potrebbero tornare a vedere il segno positivo già a fine anno. Almeno secondo il direttore centrale Abi Gianfranco Torriero: "La tendenza al miglioramento della riduzione dei prestiti parte da lontano, almeno dal novembre 2013 ma certo il Tltro darà una spinta. Bisogna ricordare comunque che l'operazione è finalizzata solo a prestiti alle imprese e non alle famiglie".

E mentre continua la frenata dei prestiti, cresce ancora la loro rischiosità: le sofferenze lorde sono risultate ad agosto 2014 pari a quasi 174 miliardi, dai 172,4 miliardi di luglio. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,2% ad agosto 2014 (7,3% un anno prima. Anche le sofferenze nette registrano ad agosto un aumento, passando dai 78,2 miliardi di luglio ai 79,5 miliardi di agosto. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,41% ad agosto dal 4,30% di luglio 2014.

Ancora una volta in caduta libera le obbligazioni bancarie mentre salgono i depositi. Secondo l'ultimo rapporto mensile Abi i depositi a settembre 2014 sono saliti di oltre 45 mld di euro rispetto all'anno precedente (su base annua, +3,8%, +3% ad agosto 2014). La raccolta tramite obbligazioni cade del 10,6%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 55 miliardi di euro) il che, sottolinea l'Abi "penalizza l'erogazione dei prestiti a medio e lungo termine".