MILANO - I listini europei interrompono la più lunga serie negativa consecutiva da 11 anni a questa parte, ma il clima resta ampiamente timoroso. Più convincenti i segnali positivi giunti dagli Stati Uniti, dettati dal fatto che nella Fed qualcuno (la colomba James Bullard di St. Louis) inizia a spingere perché si prosegua il quantitative easing, l'acquisto di titoli sul mercato, ancora per un po'. Una mossa simbolica, visto che ormai il programma è ridotto al lumicino, ma che per i mercati significa disponibilità della Banca centrale a rimanere accomodante in un periodo di estrema tensione per i listini globali e di rallentamento dell'inflazione Usa.
Si inserisce in questo contesto la presa di posizione del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann che critica gli acquisti di asset backed securities (Abs) previsti dalla Bce perché suggeriscono "lo spostamento da programmi mirati a facilitare il credito verso una filosofia di quantitative easing". Il banchiere ha sottolineando il "problema" che il piano "trasferisce i rischi dalle banche ai contribuenti".
In Europa, Milano apre in rialzo e, a differenza di ieri, si rafforza con il procedere degli scambi fino a chiudere a +3,42%. Atene guadagna il 7%. Andamento con il segno 'più' anche per Londra (+1,85%), Parigi (+2,92%) e Francoforte (+3,12%): il rimbalzo si può definire anche "tecnico", cioè corrisponde agli acquisti che gli investitori ordinano dopo un lungo periodo di calo dei prezzi, trovando i titoli sul mercato a livelli ben più convenienti di quanto succedesse poco fa. Secondo i calcoli di Bloomberg, infatti, fino ad ora il mese di ottobre ha "sottratto" ai mercati azionari globali 3.300 miliardi di dollari, che si sono diretti verso lidi più sicuri quali i titoli di Stato tedeschi o americani e l'oro.
Anche Wall Street partecipa alla riscossa: mentre chiudono i mercati europei, il Dow Jones sale dell'1,8% come il Nasdaq, mentre l'S&P 500 avanza dell'1,7%. Da monitorare Google, che ha pubblicato conti trimestrali sotto le stime. Bene invece Morgan Stanley, che ha battuto le attese di utili. Gli investitori Usa incassano anche i dati positivi sui nuovi cantieri, cresciuti del 6,3% a settembre e sopra le stime. La fiducia dei consumatori, intanto, ha toccato il massimo da oltre sette anni a ottobre. L'indice dell'Università di Michigan è salito dagli 84,6 punti di settembre a 86,4 punti in lettura preliminare, il dato più elevato dal luglio 2007. Gli analisti avevano invece previsto una flessione a 84,1 punti.
Tornano intanto a risalire le quotazioni del petrolio, dopo i minimi dei giorni scorsi dovuti ai timori per il rallentamento dell'economia globale a partire da Cina e Ue. I contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre guadagnano un punto percentuale circa e vengono scambiati a 83,6 dollari al barile. Anche il Brent sale in area 86,5 dollari (quotazioni in diretta).
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, dopo la fiammata delle ultime sedute, si restringe sotto la soglia di 163 punti base con un rendimento del decennale italiano al 2,48%. L'euro chiude in calo a 1,2772 dollari sulla scia dell'ottimo dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi che risolleva il biglietto verde, in rialzo anche sulla divisa nipponica a 106,69 yen. La moneta giapponese arretra anche sull'euro a quota 136,25 in virtù dell'orientamento al rialzo dei mercati finanziari, che penalizza gli investimenti difensivi.
Tornando ai titoli del listino milanese, si segnala che la Consob ha disposto il divieto di vendita allo scoperto di azioni del Monte dei Paschi di Siena, per tutta la giornata di oggi, dopo i recenti scossoni. Occhi puntati anche sul titolo di Fca, mentre si rafforza la ripresa del mercato dell'auto in Europa. A settembre, secondo i dati diffusi da Acea, le immatricolazioni di auto nuove nell'Ue registrano una crescita del 6,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso con un volume di 1,235 milioni di unità. In Francia, c'è subbuglio intorno a Vincent Bolloré e Havas: il finanziere bretone, secondo Le Monde, avrebbe pronta l'opa sul gruppo pubblicitario, che intanto si è aggiudicato il budget pubblicitario da mezzo miliardo di Telefonica.
In mattinata, invece, è rimasta debole la Borsa di Tokyo, chiudendo in peggioramento una giornata fin lì poco mossa: alla fine l'indice Nikkei è arretrato dell'1,4%. In Asia, si registra la volontà della Banca centrale cinese di iniettare fino a 200 miliardi di yuan (32,8 miliardi dollari) in circa 20 grandi banche nazionali e regionali per stimolare l'economia, secondo le indiscrezioni raccolte dal Wsj.
Si stabilizzano le quotazioni dell'oro, sui livelli della vigilia a 1.238 dollari l'oncia dopo i massimi toccati nei giorni scorsi con i timori diffusi sui mercati finanziari che lo avevano portato oltre quota 1.250. Oggi il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.238,8 dollari l'oncia.
Si inserisce in questo contesto la presa di posizione del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann che critica gli acquisti di asset backed securities (Abs) previsti dalla Bce perché suggeriscono "lo spostamento da programmi mirati a facilitare il credito verso una filosofia di quantitative easing". Il banchiere ha sottolineando il "problema" che il piano "trasferisce i rischi dalle banche ai contribuenti".
In Europa, Milano apre in rialzo e, a differenza di ieri, si rafforza con il procedere degli scambi fino a chiudere a +3,42%. Atene guadagna il 7%. Andamento con il segno 'più' anche per Londra (+1,85%), Parigi (+2,92%) e Francoforte (+3,12%): il rimbalzo si può definire anche "tecnico", cioè corrisponde agli acquisti che gli investitori ordinano dopo un lungo periodo di calo dei prezzi, trovando i titoli sul mercato a livelli ben più convenienti di quanto succedesse poco fa. Secondo i calcoli di Bloomberg, infatti, fino ad ora il mese di ottobre ha "sottratto" ai mercati azionari globali 3.300 miliardi di dollari, che si sono diretti verso lidi più sicuri quali i titoli di Stato tedeschi o americani e l'oro.
Anche Wall Street partecipa alla riscossa: mentre chiudono i mercati europei, il Dow Jones sale dell'1,8% come il Nasdaq, mentre l'S&P 500 avanza dell'1,7%. Da monitorare Google, che ha pubblicato conti trimestrali sotto le stime. Bene invece Morgan Stanley, che ha battuto le attese di utili. Gli investitori Usa incassano anche i dati positivi sui nuovi cantieri, cresciuti del 6,3% a settembre e sopra le stime. La fiducia dei consumatori, intanto, ha toccato il massimo da oltre sette anni a ottobre. L'indice dell'Università di Michigan è salito dagli 84,6 punti di settembre a 86,4 punti in lettura preliminare, il dato più elevato dal luglio 2007. Gli analisti avevano invece previsto una flessione a 84,1 punti.
Tornano intanto a risalire le quotazioni del petrolio, dopo i minimi dei giorni scorsi dovuti ai timori per il rallentamento dell'economia globale a partire da Cina e Ue. I contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre guadagnano un punto percentuale circa e vengono scambiati a 83,6 dollari al barile. Anche il Brent sale in area 86,5 dollari (quotazioni in diretta).
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, dopo la fiammata delle ultime sedute, si restringe sotto la soglia di 163 punti base con un rendimento del decennale italiano al 2,48%. L'euro chiude in calo a 1,2772 dollari sulla scia dell'ottimo dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi che risolleva il biglietto verde, in rialzo anche sulla divisa nipponica a 106,69 yen. La moneta giapponese arretra anche sull'euro a quota 136,25 in virtù dell'orientamento al rialzo dei mercati finanziari, che penalizza gli investimenti difensivi.
Tornando ai titoli del listino milanese, si segnala che la Consob ha disposto il divieto di vendita allo scoperto di azioni del Monte dei Paschi di Siena, per tutta la giornata di oggi, dopo i recenti scossoni. Occhi puntati anche sul titolo di Fca, mentre si rafforza la ripresa del mercato dell'auto in Europa. A settembre, secondo i dati diffusi da Acea, le immatricolazioni di auto nuove nell'Ue registrano una crescita del 6,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso con un volume di 1,235 milioni di unità. In Francia, c'è subbuglio intorno a Vincent Bolloré e Havas: il finanziere bretone, secondo Le Monde, avrebbe pronta l'opa sul gruppo pubblicitario, che intanto si è aggiudicato il budget pubblicitario da mezzo miliardo di Telefonica.
In mattinata, invece, è rimasta debole la Borsa di Tokyo, chiudendo in peggioramento una giornata fin lì poco mossa: alla fine l'indice Nikkei è arretrato dell'1,4%. In Asia, si registra la volontà della Banca centrale cinese di iniettare fino a 200 miliardi di yuan (32,8 miliardi dollari) in circa 20 grandi banche nazionali e regionali per stimolare l'economia, secondo le indiscrezioni raccolte dal Wsj.
Si stabilizzano le quotazioni dell'oro, sui livelli della vigilia a 1.238 dollari l'oncia dopo i massimi toccati nei giorni scorsi con i timori diffusi sui mercati finanziari che lo avevano portato oltre quota 1.250. Oggi il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.238,8 dollari l'oncia.