La Grecia tranquillizza l'Ue: "Fine dell'austerity solo con l'ok della Troika"
Ettore Livini, di ETTORE LIVINISofia Voultepsi, braccio destro del premier Antonis Samaras, rassicura i mercati: "Non abbiamo intenzione di deviare dal rigore. Non faremo più deficit e non torneremo al passato. Il popolo greco ha fatto grandi sacrifici. L'economia è in ripresa, il bilancio è in attivo di 2,7 miliardi a luglio, la disoccupazione ha iniziato a scendere"
MILANO - Nessuno strappo e nessuna fuga in avanti. "La Grecia uscirà dal memorandum della Troika solo d'intesa con Bce, Ue e Fmi. E continuando a seguire con attenzione il programma previsto dal fiscal compact". Sofia Voultepsi, braccio destro del premier Antonis Samaras che l'ha voluta al suo fianco alla Presidenza del Consiglio come portavoce del Governo, getta acqua sul fuoco. Atene è reduce da una settimana da brividi. La proposta di anticipare a fine 2014 l'addio ai patti con gli organismi internazionali ha mandato in tilt i mercati, spingendo per qualche ora il rendimento dei titoli di stato decennali oltre il 9%. E l'esecutivo ha indossato subito il cappello da pompiere.
Onorevole Vouleptsi, Borsa e bond sembrano convinti che abbiate messo il carro davanti ai buoi. Pentiti dell'accelerazione sull'uscita dalla crisi?
No. Non potevamo fare altro. A fine 2014 scade il piano di aiuti della Ue e sarebbe stato un errore non pensarci per tempo. Detto questo non …
Onorevole Vouleptsi, Borsa e bond sembrano convinti che abbiate messo il carro davanti ai buoi. Pentiti dell'accelerazione sull'uscita dalla crisi?
No. Non potevamo fare altro. A fine 2014 scade il piano di aiuti della Ue e sarebbe stato un errore non pensarci per tempo. Detto questo non …
MILANO - Nessuno strappo e nessuna fuga in avanti. "La Grecia uscirà dal memorandum della Troika solo d'intesa con Bce, Ue e Fmi. E continuando a seguire con attenzione il programma previsto dal fiscal compact". Sofia Voultepsi, braccio destro del premier Antonis Samaras che l'ha voluta al suo fianco alla Presidenza del Consiglio come portavoce del Governo, getta acqua sul fuoco. Atene è reduce da una settimana da brividi. La proposta di anticipare a fine 2014 l'addio ai patti con gli organismi internazionali ha mandato in tilt i mercati, spingendo per qualche ora il rendimento dei titoli di stato decennali oltre il 9%. E l'esecutivo ha indossato subito il cappello da pompiere.
Onorevole Vouleptsi, Borsa e bond sembrano convinti che abbiate messo il carro davanti ai buoi. Pentiti dell'accelerazione sull'uscita dalla crisi?
No. Non potevamo fare altro. A fine 2014 scade il piano di aiuti della Ue e sarebbe stato un errore non pensarci per tempo. Detto questo non è stata presa alcuna decisione e abbiamo spiegato di non aver alcuna intenzione di deviare dal rigore. E di voler chiudere con l'austerity solo d'accordo con la Troika. Quelle dei mercati sono preoccupazioni effimere. Tant'è che già venerdì scorso si erano tranquillizzati".
Qualcuno teme che con il rischio di elezioni anticipate e con la sinistra di Syriza in testa nei sondaggi il Governo sia costretto a tornare ad allargare i cordoni della borsa, promettendo riduzioni delle tasse oggi forse impossibili.
Non faremo più deficit e non torneremo al passato. Il popolo greco ha fatto grandi sacrifici. L'economia è in ripresa, il bilancio è in attivo di 2,7 miliardi a luglio, la disoccupazione ha iniziato a scendere. I partner europei ci hanno riconosciuto la bontà del lavoro fatto e persino Jiryi Katainen ha garantito che la Ue continuerà a sostenerci con tutti i mezzi. La continua richiesta di elezioni di Syriza dà un messaggio di instabilità ai mercati che rischia solo di far male al paese. Noi comunque non riporteremo indietro l'orologio agli anni del crac.
A febbraio il Parlamento voterà il presidente della Repubblica. E i voti del Governo (153) sono ben lontani dalla maggioranza richiesta (180) per l'elezione. In caso di mancato quorum la costituzione ellenica prevede il voto anticipato...
L'elezione del presidente, nella tradizione greca, non è terreno di scontro politico. Si sceglie un nome su cui sia d'accordo una larga maggioranza e poi si vota. Anche questa volta andrà così. Non si andrà al voto anticipato e noi potremo finire il nostro lavoro.
L'ultima visita della Troika si è chiusa senza intese. Ci sono problemi per lo sblocco dell'ultima tranche di aiuti?
No. Tutto procede bene. Abbiamo solo deciso di aspettare i risultati degli stress test sulle banche per arrivare a un accordo finale con tutte le carte sul tavolo.
Le banche, appunto: non teme l'esplosione della bolla dei prestiti in sofferenza che imprese e privati non pagano più?
No, le banche greche sono solide e ben capitalizzate. E nell'Hellenic stability fund abbiamo ancora 11 miliardi disponibili in caso di corto circuiti per intervenire.
La Troika può insomma dormire sonni tranquilli?
Sì. Il nostro rapporto si chiuderà solo quando ci si potrà dare una stretta di mano e dirsi in tutta tranquillità che insieme ce l'abbiamo fatta.
Onorevole Vouleptsi, Borsa e bond sembrano convinti che abbiate messo il carro davanti ai buoi. Pentiti dell'accelerazione sull'uscita dalla crisi?
No. Non potevamo fare altro. A fine 2014 scade il piano di aiuti della Ue e sarebbe stato un errore non pensarci per tempo. Detto questo non è stata presa alcuna decisione e abbiamo spiegato di non aver alcuna intenzione di deviare dal rigore. E di voler chiudere con l'austerity solo d'accordo con la Troika. Quelle dei mercati sono preoccupazioni effimere. Tant'è che già venerdì scorso si erano tranquillizzati".
Qualcuno teme che con il rischio di elezioni anticipate e con la sinistra di Syriza in testa nei sondaggi il Governo sia costretto a tornare ad allargare i cordoni della borsa, promettendo riduzioni delle tasse oggi forse impossibili.
Non faremo più deficit e non torneremo al passato. Il popolo greco ha fatto grandi sacrifici. L'economia è in ripresa, il bilancio è in attivo di 2,7 miliardi a luglio, la disoccupazione ha iniziato a scendere. I partner europei ci hanno riconosciuto la bontà del lavoro fatto e persino Jiryi Katainen ha garantito che la Ue continuerà a sostenerci con tutti i mezzi. La continua richiesta di elezioni di Syriza dà un messaggio di instabilità ai mercati che rischia solo di far male al paese. Noi comunque non riporteremo indietro l'orologio agli anni del crac.
A febbraio il Parlamento voterà il presidente della Repubblica. E i voti del Governo (153) sono ben lontani dalla maggioranza richiesta (180) per l'elezione. In caso di mancato quorum la costituzione ellenica prevede il voto anticipato...
L'elezione del presidente, nella tradizione greca, non è terreno di scontro politico. Si sceglie un nome su cui sia d'accordo una larga maggioranza e poi si vota. Anche questa volta andrà così. Non si andrà al voto anticipato e noi potremo finire il nostro lavoro.
L'ultima visita della Troika si è chiusa senza intese. Ci sono problemi per lo sblocco dell'ultima tranche di aiuti?
No. Tutto procede bene. Abbiamo solo deciso di aspettare i risultati degli stress test sulle banche per arrivare a un accordo finale con tutte le carte sul tavolo.
Le banche, appunto: non teme l'esplosione della bolla dei prestiti in sofferenza che imprese e privati non pagano più?
No, le banche greche sono solide e ben capitalizzate. E nell'Hellenic stability fund abbiamo ancora 11 miliardi disponibili in caso di corto circuiti per intervenire.
La Troika può insomma dormire sonni tranquilli?
Sì. Il nostro rapporto si chiuderà solo quando ci si potrà dare una stretta di mano e dirsi in tutta tranquillità che insieme ce l'abbiamo fatta.