MILANO - La ripresa americana spinge i conti di Calvi Holding, la "multinazionale tascabile" italiana che con dieci consociate realizza profili speciali in acciaio in tutto il mondo: i pezzi che servono a costruire le macchine per l'industria manifatturiera in settori che vanno dall'automotive al tessile. Un mercato esposto in toto al ciclo economico e che di fatto anticipa la ripresa e la recessione.
Il gruppo che oggi a Milano apre il meeting annuale prevede di chiudere l'anno con ricavi stabili intorno ai 300 milioni di euro con un Mol vicino al 7%: numeri sostenuti soprattutto dalla ripresa americana. Dall'altra parte dell'Atlantico, infatti, gli ordini sono in continuo aumento: solo nelle ultime settimane ne sono arrivati per due milioni di euro. "Merito degli investimenti sostenuti in tempo di crisi" spiega la società che aggiunge: "Adesso vediamo i ritorni degli sforzi fatti". Grazie anche alla ripresa dell'economia a Stelle e strisce che nella ha ripresa la sua marcia. Abbastanza per convincere il gruppo a rivedere al rialzo da 70 a 93 milioni il giro d'affari delle consociate americane per i prossimi due anni. Continua a soffrire, invece, l'Europa
Seguendo una precisa strategia, Calvi Holding si è sviluppata in ambito internazionale rilevando da grandi gruppi come ThyssenKrupp e Vallourec aziende già esistenti, ognuna caratterizzata da tecnologie, dimensioni e storie diverse. "Anche rami d'azienda di grandi società, come la tedesca Hoesch," spiega l'ingegner Riccardo Chini, ideatore e presidente del gruppo "attività periferiche rispetto al core business delle rispettive capogruppo, ma completamente rivalutate dalle sinergie sviluppate da Calvi Holding nella specifica nicchia della deformazione di prodotti lunghi in acciaio".
Il gruppo che oggi a Milano apre il meeting annuale prevede di chiudere l'anno con ricavi stabili intorno ai 300 milioni di euro con un Mol vicino al 7%: numeri sostenuti soprattutto dalla ripresa americana. Dall'altra parte dell'Atlantico, infatti, gli ordini sono in continuo aumento: solo nelle ultime settimane ne sono arrivati per due milioni di euro. "Merito degli investimenti sostenuti in tempo di crisi" spiega la società che aggiunge: "Adesso vediamo i ritorni degli sforzi fatti". Grazie anche alla ripresa dell'economia a Stelle e strisce che nella ha ripresa la sua marcia. Abbastanza per convincere il gruppo a rivedere al rialzo da 70 a 93 milioni il giro d'affari delle consociate americane per i prossimi due anni. Continua a soffrire, invece, l'Europa
Seguendo una precisa strategia, Calvi Holding si è sviluppata in ambito internazionale rilevando da grandi gruppi come ThyssenKrupp e Vallourec aziende già esistenti, ognuna caratterizzata da tecnologie, dimensioni e storie diverse. "Anche rami d'azienda di grandi società, come la tedesca Hoesch," spiega l'ingegner Riccardo Chini, ideatore e presidente del gruppo "attività periferiche rispetto al core business delle rispettive capogruppo, ma completamente rivalutate dalle sinergie sviluppate da Calvi Holding nella specifica nicchia della deformazione di prodotti lunghi in acciaio".