Economia

Vertenza Meridiana, appello del Papa all'azienda: "Per favore, nessuno sia lasciato senza lavoro"

Nell'udienza generale Francesco chiede una soluzione "equa" che "tenga conto anzitutto della dignità della persona umana e delle imprescindibili necessità di tante famiglie"

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MILANO - Il futuro dei dipendenti Meridiana si decide venerdì prossimo quando i dipendenti del vettore sardo dovranno dire sì o no alla bozza di accordo presentata ieri dal Governo. Saranno i lavoratori, dunque, a decidere del loro futuro. Gli stessi lavoratori che oggi hanno incassato il sostegno di Papa Francesco che in piazza San Pietro per l'Udienza generale auspica "equa soluzione. Desidero unirmi alla comunità diocesana di Tempio-Ampurias nell'esprimere profonda vicinanza e solidarietà ai dipendenti della Compagnia aerea 'Meridiana', che stanno vivendo ore di apprensione per il loro futuro lavorativo. Auspico vivamente che si possa trovare un'equa soluzione, che tenga conto anzitutto della dignità della persona umana e delle imprescindibili necessità di tante famiglie. Per favore, faccio un appello a tutti i responsabili, nessuna famiglia senza lavoro". Proprio ieri il Papa aveva convocato in udienza pubblica i lavoratori di Meridiana. 

Le parti però restano lontante. Meridiana conferma i 1.366 esuberi con cui si era aperto il tavolo di ieri al Ministero del Lavoro, mentre il governo propone una mediazione, che si muove su tre linee guida: incentivi alla mobilità volontaria e al pensionamento da parte dell'azienda e delle Regioni, possibilità di riassorbimento di parte del personale in Air Italy e il tentativo di ridurre gli esuberi con Enac e le Regioni", come ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Chi già dice no alla proposta di accordo che dovrà essere ratificata entro venerdì prossimo sono il pilota e l'assistente di volo che da una settimana vivono a 35 metri d'altezza su una torre dell'illuminazione dell'aeroporto di Olbia.