Mezzogiorno di fuoco per banche in crisi, oggi i verdetti Bce. Eurolandia col fiato sospeso
Carlotta Scozzari, <span>di </span>CARLOTTA SCOZZARI
Stress test, in Italia Mps e Carige verso la bocciatura. Popolare Vicenza corre ai ripari. Governo preoccupato
MILANO - L'attesa è finita: oggi a mezzogiorno si conoscerà l'esito dell'esame della Banca centrale europea (Bce) condotto su 131 istituti di credito europei, di cui 15 italiani. Per emettere il verdetto sui promossi e i bocciati, l'Eurotower ha seguito un doppio binario: una valutazione della qualità degli attivi come da fotografia di fine 2013 (asset quality review o Aqr) e una misurazione della tenuta dei bilanci in condizioni di base e in uno scenario avverso (i cosiddetti stress test). Al termine dell'esame, la Bce ha assegnato delle pagelle con gli ammanchi di capitale (shortfall) calcolati per ciascuna banca, che costituiscono poi il fulcro della comunicazione odierna di mezzogiorno e che saranno anche al centro della conferenza stampa della Bce delle 12.30. Ma per avere un quadro definitivo dei deficit di capitale delle italiane bisognerà attendere Bankitalia, che "correggerà" il dato della Bce tenendo conto di qualsiasi tipo di mis…
MILANO - L'attesa è finita: oggi a mezzogiorno si conoscerà l'esito dell'esame della Banca centrale europea (Bce) condotto su 131 istituti di credito europei, di cui 15 italiani. Per emettere il verdetto sui promossi e i bocciati, l'Eurotower ha seguito un doppio binario: una valutazione della qualità degli attivi come da fotografia di fine 2013 (asset quality review o Aqr) e una misurazione della tenuta dei bilanci in condizioni di base e in uno scenario avverso (i cosiddetti stress test). Al termine dell'esame, la Bce ha assegnato delle pagelle con gli ammanchi di capitale (shortfall) calcolati per ciascuna banca, che costituiscono poi il fulcro della comunicazione odierna di mezzogiorno e che saranno anche al centro della conferenza stampa della Bce delle 12.30. Ma per avere un quadro definitivo dei deficit di capitale delle italiane bisognerà attendere Bankitalia, che "correggerà" il dato della Bce tenendo conto di qualsiasi tipo di misura di rafforzamento patrimoniale intervenuta nel 2014.
L'authority di via Nazionale pubblicherà questi dati subito dopo la Bce e riunirà una conferenza stampa verso le 13.00. Negli ultimi giorni si sono sprecate le congetture sulle italiane che usciranno perdenti dall'esame della Bce. Tra queste, sembra pacifico che ci saranno Mps e Carige, i due istituti che nel 2014 hanno già ricapitalizzato rispettivamente per 5 miliardi e 800 milioni e che, tra emissioni obbligazionarie e cessioni, faranno salti mortali per scongiurare un nuovo aumento (l'istituto genovese è meno scontato che ci riesca). Chi potrebbe essere stata bocciata dalla Bce ma salvata da Bankitalia è la Popolare di Vicenza che, con un tempismo perfetto, ieri ha fissato in maggio la data per la conversione in capitale di un prestito da 253 milioni. La conversione, ha spiegato il presidente Gianni Zonin, "rientra nelle iniziative di patrimonializzazione per 1,2 miliardi" realizzate tra il 2013 e il 2014. Sembra che anche il governo di Matteo Renzi stia seguendo con attenzione e un po' di preoccupazione le sorti delle banche italiane meno solide. In ogni caso, non manca l'ottimismo. "Dagli stress test mi aspetto che venga fuori, complessivamente, una promozione del settore bancario europeo e italiano", ha detto il vicepresidente dell'Abi e direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro.
L'agenzia di rating Fitch, invece, in un recente studio, spiegava che, "sebbene ci sia il rischio che qualche banca italiana possa avere bisogno di ulteriori rafforzamenti, qualsiasi deficit di capitale dovrebbe essere gestibile".
L'authority di via Nazionale pubblicherà questi dati subito dopo la Bce e riunirà una conferenza stampa verso le 13.00. Negli ultimi giorni si sono sprecate le congetture sulle italiane che usciranno perdenti dall'esame della Bce. Tra queste, sembra pacifico che ci saranno Mps e Carige, i due istituti che nel 2014 hanno già ricapitalizzato rispettivamente per 5 miliardi e 800 milioni e che, tra emissioni obbligazionarie e cessioni, faranno salti mortali per scongiurare un nuovo aumento (l'istituto genovese è meno scontato che ci riesca). Chi potrebbe essere stata bocciata dalla Bce ma salvata da Bankitalia è la Popolare di Vicenza che, con un tempismo perfetto, ieri ha fissato in maggio la data per la conversione in capitale di un prestito da 253 milioni. La conversione, ha spiegato il presidente Gianni Zonin, "rientra nelle iniziative di patrimonializzazione per 1,2 miliardi" realizzate tra il 2013 e il 2014. Sembra che anche il governo di Matteo Renzi stia seguendo con attenzione e un po' di preoccupazione le sorti delle banche italiane meno solide. In ogni caso, non manca l'ottimismo. "Dagli stress test mi aspetto che venga fuori, complessivamente, una promozione del settore bancario europeo e italiano", ha detto il vicepresidente dell'Abi e direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro.
L'agenzia di rating Fitch, invece, in un recente studio, spiegava che, "sebbene ci sia il rischio che qualche banca italiana possa avere bisogno di ulteriori rafforzamenti, qualsiasi deficit di capitale dovrebbe essere gestibile".