Economia

I tecnici del Parlamento promuovono la Manovra. Allarme Province: "Così taglieremo i servizi"

La manovra avrà un impatto positivo sui conti dello Stato pari allo 0,4% del Pil l'anno prossimo. Dubbi sul gettito previsto dai giochi. Abi: "Discontinuità rispetto al passato". Fassino rilancia il "rischio default" per enti locali: "Saltano scuole, strade e stipendi". Cgil: "Serve la patrimoniale, opposizione brutale contro l'abolizione dell'articolo 18"

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MILANO - Più spesa per consumi con il Tfr in busta paga e il bonus da 80 euro confermato dal governo. L'assist all'esecutivo arriva dall'Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), secondo cui la possibilità di portare il Tfr in busta paga potrà dare un aumento di 0,1 punti di Pil con una crescita di 2,7 miliardi dei consumi. Una bella "mano" al governo, che ieri è stato invece criticato da Bankitalia che aveva messo in evidenza il rischio di sottrarre previdenza futura ai redditi bassi. Da via Nazionale, comunque, l'impianto della Finanziaria è stato promosso come anti-recessivo. In ogni caso, l'anticipo del trattamento di fine rapporto si conferma uno degli elementi più controversi anche nelle nuove audizioni sul testo di legge, in corso alla Camera di fronte alle commissioni Bilancio riunite dei due rami del Parlamento. Resta la protesta delle Province, che denunciano i tagli da un miliardo come esiziali per l'erogazione di servizi fondamentali come il trasporto pubblico e la cultura, oltre che gli stipendi dei dipendenti. Sempre sulle barricate la Cgil, che paventa un "disastro sociale" e rilancia la proposta di una patrimoniale sui redditi alti.

Upb: "Bonus Irpef porta 4,5 miliardi di consumi"
I calcoli sulla portata del Tfr anticipato sono arrivati in audizione davanti alle commissioni Bilancio dal presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, secondo cui, inoltre, il bonus da 80 euro potrebbe assicurare un incremento delle spese di 4,5 miliardi con un effetto di crescita dei consumi interni di 0,2 punti di Pil. I tecnici del Parlamento, invece, paiono più preoccupati per il gettito atteso dalle misure sui giochi previste dal ddl Stabilità che "presenta numerose problematicità", dovute a una "elevata incertezza su entità e tempistica dell'emersione del gettito. Tenuto conto di questi elementi - si suggerisce nel documento - si ritiene preferibile rinviare la registrazione del maggior gettito (pari a 900 milioni annui) a consuntivo".

Oltre alle norme sui giochi, appaiono "potenzialmente ottimistiche le perdite di gettito stimate dalle misure di decontribuzione e dal regime semplificato per i minimi", il nuovo regime agevolato per i lavoratori autonomi. Nel complesso, secondo l'Upb, la Legge di stabilità "determina una manovra netta espansiva nel 2015 (5,9 miliardi, pari allo 0,4% del Pil) e neutra nel 2016, riprendendo a partire dal 2017 un percorso di consolidamento dei conti (-6,9 miliardi, pari allo 0,4% del Pil)".

Abi: "Discontinuità rispetto al passato"
Una nuova promozione al testo arriva anche dall'Associazione delle banche, che per bocca del direttore generale, Giovanni Sabatini, sottolinea le  misure importanti ed innovative" e i segni di "una discontinuità rispetto al passato". Riserve ci sono, come sempre accaduto fin ora sugli aumenti delle aliquote sui fondi pensione (al 20%) e sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il Tfr: benché "tecnicamente coerenti" con modifiche precedenti, "destano riserve in ragione degli effetti che potranno avere sulla previdenza". Per Sabatini "sono infatti noti i delicati equilibri su cui si basa la struttura finanziaria della previdenza complementare e, più in generale, del risparmio destinato a fronteggiare esigenze future". Del bonus da 80 euro e quello 'bebé', invece, per l'Abi va sottolineato il "valore sociale che esprimono".

Ance: "Rischi per la liquidità delle Pmi"
Per i costruttori, l'intervento sul Tfr in busta paga "potrebbe incidere sugli equilibri finanziari delle imprese, soprattutto le Pmi, e comportare nuovi adempimenti per le stesse". Lo ha detto il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, durante un'audizione alla Camera. L'operazione, ha affermato ancora "premia le casse dello Stato che andrebbe ad introitare di più e in anticipo rispetto alla naturale scadenza della fine del rapporto di lavoro". Luci e ombre anche nella conferma degli ecobonus: "E' positiva, ma le piccole ristrutturazioni non hanno la forza di far ripartire il settore dell'edilizia", denuncia l'Ance, che vorrebbe investimenti più massicci nelle infrastrutture.

Rete Imprese: "Ok ma timida sul rilancio"
Un "giudizio positivo per l'impostazione complessiva della manovra, che rappresenta certamente una inversione di tendenza rispetto ad un atteggiamento eccessivamente rigorista sin ora adottato e che, invece, introduce tratti espansivi certamente apprezzabili", è quello espresso da Rete Imprese. Anche in questo caso non manca il rovescio della medaglia, con note critiche perché "ancora troppo timidi sono i toni verso le politiche di rilancio dell'economia e degli investimenti". Negativi invece il caso Tfr: "Tifiamo perché non funzioni, darebbe una botta alla liquidità".

Confedilizia: "Sconcerto per disattenzione all'immobiliare"
L'associazione delle imprese edili esprime "sconcerto" per "l'assenza di un sia pur minimo segnale di attenzione al settore immobiliare nel provvedimento principale del governo in materia economica". E' questa la posizione illustrata dal segretario generale, Giorgio Spaziani Testa, nell'audizione alla Camera, dove per protesta Confedilizia non ha formulato alcuna specifica proposta. "Da tre anni a questa parte - ha rilevato Spaziani Testa - sugli immobili si è abbattuta un'offensiva fiscale senza precedenti che ha portato i proprietari a versare nel solo 2014 quasi 28 miliardi di imposte rispetto ai nove del 2011 e l'italia ad avere una imposizione sul settore quasi doppia rispetto a quella media dei paesi Ocse (2,2% contro 1,2 per cento)".

Le Regioni: "Costi standard per tutti"
"Faremo le nostre proposte, che si muovono lungo due assi principali: rendere più stringente il patto della salute per recuperare risorse per fare investimenti in sanità e costi standard per tutti". Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, anticipa i contenuti a margine dell'audizione sulla Stabilità. "Il taglio di 1 miliardo per città e province rischia di far partire in default questi nuovi enti", dice invece in Commissione il presidente dell'Anci, Piero Fassino, secondo il quale "così la manovra è insostenibile". Stesso allarme lanciato da Chiamparino, che parla di "rischio effetto domino" perchè questi enti hanno competenze che hanno bisogno di risorse. Dopo un incontro ad hoc con il governo, a Palazzo Chigi, Fassino ha disteso i toni: "L'incontro ha consentito di compiere alcuni primi passi avanti nella ridefinizione delle misure assunte in legge di Stabilità per i comuni".

Province: "A rischio trasporto, cultura, turismo"
Riprende la questione, allora, la stessa Unione delle Province: "Con 1 miliardo di tagli lo Stato manda in dissesto Province e Città metropolitane", sostiene. "L'unica possibilità per evitare il blocco dell'erogazione dei servizi e l'esubero del personale - si legge nel documento consegnato - è spostare, da subito in legge di stabilità, quelle funzioni che la Legge Delrio toglie dalla gestione delle Province: formazione professionale, trasporto pubblico locale, centri per l'impiego, cultura, turismo, sociale, agricoltura. Solo concentrando sulle funzioni fondamentali le risorse e il personale necessario a svolgerle, potremo continuare a garantire la manutenzione delle strade, la sicurezza nelle scuole, gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, l'assistenza ai comuni". Ancora: "Abbiamo verificato che il taglio di 1 miliardo sui bilanci delle Province e delle Città metropolitane si traduce in una riduzione di risorse ben oltre il 50%, fino ad arrivare in diversi casi al 90% del totale. Solo che le funzioni, i servizi e i costi per erogarli sono rimasti gli stessi dello scorso anno".

Sindacati: "Così disastro sociale"
Tra le voci ascoltate in Parlamento c'è anche quella dei sindacati. Per la Cgil la Finanziaria è "deludente, inadeguata, insufficiente" e la politica "insensata" porta al "disastro sociale". "Noi pensiamo che di fronte ai fatti sociali del paese questo sia ormai il punto della questione: bisogna rimettere in discussione il patto di Stabilità", ha detto il segretario confederale Danilo Barbi. Che aggiunge: "Faremo opposizione brutale contro la cancellazione dell'articolo 18". Dal sindacato di corso Italia torna la proposta di un intervento fiscale: "Un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile, da finanziare attraverso un'imposta sulle grandi ricchezze finanziarie (solo sul 5% delle famiglie ultraricche d'Italia). Con un gettito di circa 10 miliardi l'anno si potrebbero davvero creare oltre 740mila nuovi posti di lavoro". Dare il bonus di 80 euro anche ai pensionati è invece la richiesta avanzata dal numero uno della Uil, Luigi Angeletti e dal nuovo segretario generale in pectore, Carmelo Barbagallo. "Apprezziamo il tentativo di rallentare l'aggiustamento della finanza pubblica per evitare la spirale recessiva" ma è necessario "fare di più" poichè il "dramma sociale è evidente nel paese", ha detto infine Maurizio Petriccioli, segretario confederale Cisl.