Economia

Gutgeld: "L'Italia ha una bomba atomica per la ripresa"

In un'intervista al Financial Times il consigliere economico di Renzi spiega la portata dei tagli alle tasse sul lavoro con vantaggi per dipendenti e imprese: "Non hanno eguali in Europa". Taglio al cuneo fiscale da 700 euro

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MILANO - "E' una bomba atomica": così Yoram Gutgeld, consigliere economico di Palazzo Chigi, commenta in un'intervista al Financial Times la "massiccia riduzione delle tasse", un provvedimento che "avreste difficoltà" a ritrovare in qualsiasi altro Paese in Europa. La legge di Stabilità varata dal governo, infatti, prevede una riduzione delle imposte da 18 miliardi di riduzione con una larga fetta destinata al taglio dell'Irpef, 9,5 miliardi, e un'altra per la riduzione dell'Irap, altri 5 miliardi. In aggiunta ci sono sgravi per le partite Iva e minori contributi per le nuove assunzioni. 

Al quotidiano londinese Gutgeld, ex senior partner di McKinsey definito "la mente economica di più alto profilo" dietro Matteo Renzi, porta l'esempio pratico di taglio del cuneo fiscale per un lavoratore che guadagna 20.000 euro l'anno - il reddito medio certificato dal Fisco -: la differenza tra il costo azienda e il salario netto mensile scenderà dagli attuali mille euro a 300 euro con un beneficio per imprese e lavoratori.

"Lo stipendio netto - spiega Gutgeld - salirebbe da 1.200 a 1.350 euro al mese, mentre il costo per il datore di lavoro scenderebbe da 2.200 a 1.650 euro", abbastanza per rilanciare consumi e assunzioni secondo il consigliere economico del premier che scommette su una crescita spinta dalla leva fiscale più che dai tagli di spesa.

In questo modo si potrebbe mobilizzare "una capacità di spesa e d'investimento che non si sta materializzando. La vera scommessa - dice al Ft - è che noi continueremo a fare le cose giuste, e ad un certo punto la gente si accorgerà che le cose stanno cambiando e che il futuro è diverso". Un cambio di prospettiva cui contribuirà, secondo Gutgeld, anche la riforma dell'articolo 18: "Stiamo cercando di rendere più semplice assumere, e avere regole prevedibili per i licenziamenti".

Anche in questo caso, con la riforma del Lavoro contenuta nel Jobs Act, l'esecutivo punta a un superamento definitivo dell'articolo 18 inserendo tutele sociali e nuovi ammortizzatori ai dipendenti - anche atipici - rimasti senza impiego. Una riforma che dovrebbe allineare l'Italia al resto d'Europa.