BERLINO - L'economia è tra le poche col rating a tripla A, il paese è una delle potenze industriali più export-oriented, competitive e ricche di eccellenze del mondo. Anche i conti pubblici sono stati rimessi in ordine: ma non basta a garantirsi un avvenire sicuro. Perché l'indebitamento privato dei cittadini svedesi, spinto verso l'alto dai tassi bassi (appena ridotti allo zero per combattere la deflazione) e dalle esenzioni fiscali, minaccia una bolla immobiliare pericolosissima per le banche nazionali. Già oggi, l'indebitamento privato medio equivale al 170 per cento del reddito delle famiglie. E allora a mali estremi estremi rimedi, prima che sia troppo tardi: tra poche ore il nuovo premier, il socialdemocratico Stefen Loefven, presiederà a Stoccolma una riunione straordinaria del governo per affrontare la minaccia delle bolle e dell'iper-indebitamento privato. Perché se crollasse, o venisse investita da scossoni bancari-finanziari, la pacifica (ma ben armata) potenza-guida del Grande Nord, le onde d'urto si farebbero sentire ovunque nel Vecchio continente.
E' una situazione d'allarme dai connotati insolita, quella del prospero regno delle tre corone. Tagli al welfare, ma senza esagerare, modernizzazione spinta del forte tessuto industriale - esporta aerei militari e civili al massimo livello, auto premium i cui marchi fanno tanta gola che la Cina se li è comprati, high tech nel software computer, tecnologie che hanno cambiato la nostra vita quotidiana come Skype e Spotify, entrambe made in Sweden - hanno tenuto in ordine molti dati macroeconomici, la robustezza dell'export, i conti sovrani. Ma il consumo privato è irrefrenabile, nell'immobiliare e non solo. E negli ultimi anni si è costruito troppo poco rispetto a una domanda in crescita inarrestabile. Il valore del consumo privato equivale, per la precisione, a metà del prodotto interno lordo.
Il timore è una caduta del valore degli immobili, o un aumento dei mutui in sofferenza, che danneggerebbe gravemente il sistema bancario svedese, uno dei più solidi del mondo. Il precedente governo di centrodestra dell'ex premier Fredryk Reinfeldt ha peggiorato le cose tagliando le tasse su mutui e case, oltre misura secondo non pochi economisti. "La bolla c'è già, più presto il governo agisce e meglio limiterà la sua crescita", afferma Bengt Hansson, analista dell'autorità nazionale svedese per la pianificazione e la costruzione di immobili d'abitazione.
Il governatore della Riksbank, l'istituto pubblico d'emissione, Stefan Ingves, dall'anno scorso ha portato i tassi centrali a zero. "L'indebitamento delle famiglie è un problema serio", ammonisce, e il suo team sfodera le cifre dell'allarme: i mutui costituiscono (dati 2013) il 47 per cento del totale del credito concesso dalle banche del regno, contro il 30 per cento nel 2001. Il trend va posto sotto controllo.
Ecco i problemi sul tavolo della riunione straordinaria che il premier di sinistra migliorista Stefan Loefven e la sua numero due (ed eminenza grigia del governo, la dinamica ministro degli Esteri Margot Wallstroem) esamineranno. Si fanno diverse ipotesi: rialzare le tasse sui mutui o reintrodurre imposte sulle proprietà immobiliare. Ma facendo attenzione a non colpire la congiuntura, nel contesto generale europeo tutt'altro che roseo. L'associazione delle banche svedesi suggerisce di abbassare il massimo valore di un mutuo in rapporto all'ammontare totale del prezzo d'un appartamento o d'un immobile. "Dobbiamo fare abbastanza ma non troppo", dichiara citato dall'agenzia di stampa britannica Reuters Martin Floden, membro del board della Riskbank. E sulle spalle dei governanti, dei leader economici, del paese reale c'è anche un altro fattore di costo, questo tutto imposto dall'esterno: la crisi con la Russia vede Stoccolma in prima linea. Quindi aumento delle spese militari, più caccia Gripen e navi invisibili, e più fondi per la massima mobilità e combat readiness delle forze armate reali. Irrinunciabile, con l'orso alle porte che ti manda minisottomarini a spiare nelle tue acque a un passo dalla baia che finisce davanti al Kungliga Slott, il maestoso palazzo reale della ricca Stoccolma.
E' una situazione d'allarme dai connotati insolita, quella del prospero regno delle tre corone. Tagli al welfare, ma senza esagerare, modernizzazione spinta del forte tessuto industriale - esporta aerei militari e civili al massimo livello, auto premium i cui marchi fanno tanta gola che la Cina se li è comprati, high tech nel software computer, tecnologie che hanno cambiato la nostra vita quotidiana come Skype e Spotify, entrambe made in Sweden - hanno tenuto in ordine molti dati macroeconomici, la robustezza dell'export, i conti sovrani. Ma il consumo privato è irrefrenabile, nell'immobiliare e non solo. E negli ultimi anni si è costruito troppo poco rispetto a una domanda in crescita inarrestabile. Il valore del consumo privato equivale, per la precisione, a metà del prodotto interno lordo.
Il timore è una caduta del valore degli immobili, o un aumento dei mutui in sofferenza, che danneggerebbe gravemente il sistema bancario svedese, uno dei più solidi del mondo. Il precedente governo di centrodestra dell'ex premier Fredryk Reinfeldt ha peggiorato le cose tagliando le tasse su mutui e case, oltre misura secondo non pochi economisti. "La bolla c'è già, più presto il governo agisce e meglio limiterà la sua crescita", afferma Bengt Hansson, analista dell'autorità nazionale svedese per la pianificazione e la costruzione di immobili d'abitazione.
Il governatore della Riksbank, l'istituto pubblico d'emissione, Stefan Ingves, dall'anno scorso ha portato i tassi centrali a zero. "L'indebitamento delle famiglie è un problema serio", ammonisce, e il suo team sfodera le cifre dell'allarme: i mutui costituiscono (dati 2013) il 47 per cento del totale del credito concesso dalle banche del regno, contro il 30 per cento nel 2001. Il trend va posto sotto controllo.
Ecco i problemi sul tavolo della riunione straordinaria che il premier di sinistra migliorista Stefan Loefven e la sua numero due (ed eminenza grigia del governo, la dinamica ministro degli Esteri Margot Wallstroem) esamineranno. Si fanno diverse ipotesi: rialzare le tasse sui mutui o reintrodurre imposte sulle proprietà immobiliare. Ma facendo attenzione a non colpire la congiuntura, nel contesto generale europeo tutt'altro che roseo. L'associazione delle banche svedesi suggerisce di abbassare il massimo valore di un mutuo in rapporto all'ammontare totale del prezzo d'un appartamento o d'un immobile. "Dobbiamo fare abbastanza ma non troppo", dichiara citato dall'agenzia di stampa britannica Reuters Martin Floden, membro del board della Riskbank. E sulle spalle dei governanti, dei leader economici, del paese reale c'è anche un altro fattore di costo, questo tutto imposto dall'esterno: la crisi con la Russia vede Stoccolma in prima linea. Quindi aumento delle spese militari, più caccia Gripen e navi invisibili, e più fondi per la massima mobilità e combat readiness delle forze armate reali. Irrinunciabile, con l'orso alle porte che ti manda minisottomarini a spiare nelle tue acque a un passo dalla baia che finisce davanti al Kungliga Slott, il maestoso palazzo reale della ricca Stoccolma.