MILANO - Un pessimo affare. Almeno per i collezionisti. Il venticinquesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, che anticipa la festa per la riunificazione della Germania, ha anche un "piccolo" risvolto negativo. Non certo per gli economisti secondo cui i costi per la riunificazioni sono stati ampiamenti ripagati dalla crescita economica. A "piangere" sui pezzi di muro sono quanti ne hanno comprati a decine convinti che sarebbero diventati mattoni unici da collezione.
Subito dopo il 1989 frammenti grandi come una pallina da golf costavano 50 dollari, mentre interi pannelli valevano migliaia di dollari: soprattutto se decorati da murales. Insomma i collezionisti erano convinti di aver trovato una nuova gallina dalla uova d'oro. Sicuri che il prezzo non sarebbe potuto che aumentare.
Nulla di più sbagliato: oggi un frammento del muro si trova in vendita - anche online - per circa 13 dollari. Calcolando anche il fattore inflazione il risultato dell'investimento è a dir poco disastroso. Eppure la ragione - dicono gli stessi esperti collezionisti - è chiara: in circolazione ci sono circa 480 milioni di pezzi di muro in più certificarne l'autenticità è piuttosto difficile.
Tuttavia non si può parlare di un completo fallimento. Almeno per chi ha comprato i pannelli più grandi: quelli coperti da graffiti risalenti all'epoca (e dunque originali) della caduta hanno ancora un discreto valore. Uno di questi, nel 2008, è stato venduto da una casa d'aste di Berlino per circa 10mila dollari.
Per tutti gli altri è meglio rassegnarsi a tenere i propri frammenti del Muro in bellavista sulla libreria, magari vicino a un volume che racconti la storia dei 156 chilometri che divisero la capitale tedesca dal 1961 al 1989, delle trecente torrette che sorvegliavano la terra di nessuno tra Est e Ovest e degli oltre 200 berlinesi che persero la vita cercando di attraversarla per raggiungere un futuro migliore.
Subito dopo il 1989 frammenti grandi come una pallina da golf costavano 50 dollari, mentre interi pannelli valevano migliaia di dollari: soprattutto se decorati da murales. Insomma i collezionisti erano convinti di aver trovato una nuova gallina dalla uova d'oro. Sicuri che il prezzo non sarebbe potuto che aumentare.
Nulla di più sbagliato: oggi un frammento del muro si trova in vendita - anche online - per circa 13 dollari. Calcolando anche il fattore inflazione il risultato dell'investimento è a dir poco disastroso. Eppure la ragione - dicono gli stessi esperti collezionisti - è chiara: in circolazione ci sono circa 480 milioni di pezzi di muro in più certificarne l'autenticità è piuttosto difficile.
Tuttavia non si può parlare di un completo fallimento. Almeno per chi ha comprato i pannelli più grandi: quelli coperti da graffiti risalenti all'epoca (e dunque originali) della caduta hanno ancora un discreto valore. Uno di questi, nel 2008, è stato venduto da una casa d'aste di Berlino per circa 10mila dollari.
Per tutti gli altri è meglio rassegnarsi a tenere i propri frammenti del Muro in bellavista sulla libreria, magari vicino a un volume che racconti la storia dei 156 chilometri che divisero la capitale tedesca dal 1961 al 1989, delle trecente torrette che sorvegliavano la terra di nessuno tra Est e Ovest e degli oltre 200 berlinesi che persero la vita cercando di attraversarla per raggiungere un futuro migliore.