LONDRA - Negli ultimi dieci anni, per via della globalizzazione, sono stati i Paesi emergenti, con la Cina in testa, a portare via posti di lavoro all'Occidente. Nei prossimi decenni ce li porteranno via anche, e forse soprattutto, i robot. Secondo uno studio pubblicato a Londra, in Gran Bretagna ben 10 milioni di posti di lavoro saranno occupati da robot e computer nei prossimi vent'anni, portando via un lavoro su tre di quelli oggi esistenti. Gli impieghi più minacciati saranno quelli a basso salario e bassa qualificazione: le persone con un reddito inferiore a 30 mila sterline lorde l'anno (36 mila euro) avranno cinque volte più possibilità di vedersi portare via il posto da un robot o da un computer rispetto a coloro che guadagnano 100 mila sterline annue (120 mila euro).
Il rapporto, preparato dalla Deloitte, una società di analisi di mercato, e dalla università di Oxford, e anticipato stamane dal Daily Telegraph, afferma che gli enormi progressi tecnologici che si prevedono entro il 2034 rischiano di creare una classe di disoccupati dalle scarse specializzazioni professionali i cui lavori saranno assunti quasi completamente da macchine intelligenti. La ricerca calcola che il 35 per cento dei posti di lavoro del Regno Unito verranno resi obsoleti dai passi avanti della tecnica nei prossimi 10-20 anni, per un totale di circa 10 milioni di posti di lavoro sui poco più di 30 milioni di lavoratori occupati oggi nel settore privato e pubblico britannico. I settori più colpiti dall'ascesa di robot e computer saranno la manifattura , ma anche l'industria dei servizi, i trasporti, le costruzioni. Gli impiegati con mansioni semplici e ripetitive saranno a rischio di perdere il posto quanto gli operai della catena di montaggio, sostiene lo studio. Viceversa, i settori considerati più al sicuro sono tutti quelli che richiedono alta specializzazione, sviluppo di relazioni inter personali e pensiero creativo, come quelli nel campo della finanza, dell'insegnamento, del management, dei media, della sanità e in genere della scienza, dall'ingegneria all'informatica.
Il mutamento è già iniziato, osserva il rapporto, notando che per esempio a Londra dal 2001 ad oggi sono scomparsi i posti di lavoro del 65 per cento dei bibliotecari e del 50 per cento delle segretarie, rimpiazzati da computer. Un fenomeno analogo è già evidente nelle banche, dove bancomat e servizi di banking online stanno fortemente riducendo il personale in carne ed ossa. La consolazione, secondo il rapporto, è che il progresso tecnologico dovrà creare lavori che oggi non esistono e che potranno almeno in parte rimpiazzare quelli perduti perché occupati da androidi. Ma il consiglio per figli e nipoti che sperano di trovare lavoro è di puntare su mestieri altamente qualificati, creativi e complessi. Altrimenti un robot potrà portarglielo via.
Il rapporto, preparato dalla Deloitte, una società di analisi di mercato, e dalla università di Oxford, e anticipato stamane dal Daily Telegraph, afferma che gli enormi progressi tecnologici che si prevedono entro il 2034 rischiano di creare una classe di disoccupati dalle scarse specializzazioni professionali i cui lavori saranno assunti quasi completamente da macchine intelligenti. La ricerca calcola che il 35 per cento dei posti di lavoro del Regno Unito verranno resi obsoleti dai passi avanti della tecnica nei prossimi 10-20 anni, per un totale di circa 10 milioni di posti di lavoro sui poco più di 30 milioni di lavoratori occupati oggi nel settore privato e pubblico britannico. I settori più colpiti dall'ascesa di robot e computer saranno la manifattura , ma anche l'industria dei servizi, i trasporti, le costruzioni. Gli impiegati con mansioni semplici e ripetitive saranno a rischio di perdere il posto quanto gli operai della catena di montaggio, sostiene lo studio. Viceversa, i settori considerati più al sicuro sono tutti quelli che richiedono alta specializzazione, sviluppo di relazioni inter personali e pensiero creativo, come quelli nel campo della finanza, dell'insegnamento, del management, dei media, della sanità e in genere della scienza, dall'ingegneria all'informatica.
Il mutamento è già iniziato, osserva il rapporto, notando che per esempio a Londra dal 2001 ad oggi sono scomparsi i posti di lavoro del 65 per cento dei bibliotecari e del 50 per cento delle segretarie, rimpiazzati da computer. Un fenomeno analogo è già evidente nelle banche, dove bancomat e servizi di banking online stanno fortemente riducendo il personale in carne ed ossa. La consolazione, secondo il rapporto, è che il progresso tecnologico dovrà creare lavori che oggi non esistono e che potranno almeno in parte rimpiazzare quelli perduti perché occupati da androidi. Ma il consiglio per figli e nipoti che sperano di trovare lavoro è di puntare su mestieri altamente qualificati, creativi e complessi. Altrimenti un robot potrà portarglielo via.