MILANO - Tutti gli esodati sono stati salvaguardati, "sono finiti, restano soli casi specifici". Ad affermarlo è l'Inps dopo l'incontro in commissione Lavoro al Senato, a cui hanno partecipato il commissario Tiziano Treu e il direttore generale, Mauro Nori. Tutti tutelati i soggetti rimasti senza sostegno a ridosso della riforma Fornero, quindi fino al 6 gennaio 2015.
Le pensioni di questi soggetti, ha riferito la senatrice Annamaria Parente (Pd), sono "allineate al 6 gennaio 2015". Si tratta delle diverse categorie di lavoratori: da quelli in mobilità a quelli che hanno versato contributi volontari. "Rimangono - ha aggiunto parente - dei casi individuali per i quali la sottocommissione si è impegnata a fare un censimento tramite delle schede che saranno disponibili sul suo sito".
Prima dei lavori della commissione, Nori aveva specificato che il numero degli esodati dipende dai criteri di calcolo che si vogliono adottare: dalle categorie interessate, dai requisiti dei lavoratori, dal periodo temporale dei lavoratori che bisogna salvaguardare. Le cifre fatte in commissione hanno poi parlato di oltre 162 mila persone salvaguardate, più di 97 mila assegni certificati per un totale di pensioni liquidate che supera le 56 mila. I numeri sono il risultato dell'applicazione dei sei provvedimenti di salvaguardia finora emanati, per tutelare quanti erano rimasti senza stipendio e senza pensione.
Il commissario Treu è invece intervenuto sul tema spinoso della rivalutazione del montante contributivo delle pensioni, che si lega alla dinamica del Pil degli ultimi cinque anni e quindi - in concomitanza con la crisi italiana - prevederebbe per la riforma Dini un ritocco in negativo degli assegni. "La legge, alla lettera, è conforme alla nostra opinione, infatti si parla di rivalutare e non di svalutare", ha detto il commissario a chi gli chiedeva dell'ipotesi di congelare l'effetto del meccanismo che aggancia le pensioni all'andamento del Pil. Treu ha aggiunto che "il ministero del Lavoro sembra d'accordo, mentre il Mef non mi pare si sia ancora pronunciato".
"Anche lo spirito della legge" secondo Treu non va nella direzione di una svalutazione delle pensioni. Il timoniere dell'Istituto di previdenza spiega che per evitare il rischio di una diminuzione dei futuri importi pensionistici "non serve" una norma ulteriore, ma basterebbe "un'interpretazione" della disciplina già esistente. D'altra parte, osserva Treu, "anche la Corte costituzionale si è occupata almeno di un caso simile" giudicando "contrario al sistema immaginare una perdita". Inoltre, per Treu, per adesso "non è che servano soldi, non è un problema di coperture ora". Per il momento, sottolinea, il nodo riguarda "il meccanismo di calcolo". In caso, aggiunge, problemi di copertura "potrebbero esserci" in futuro.
Le pensioni di questi soggetti, ha riferito la senatrice Annamaria Parente (Pd), sono "allineate al 6 gennaio 2015". Si tratta delle diverse categorie di lavoratori: da quelli in mobilità a quelli che hanno versato contributi volontari. "Rimangono - ha aggiunto parente - dei casi individuali per i quali la sottocommissione si è impegnata a fare un censimento tramite delle schede che saranno disponibili sul suo sito".
Prima dei lavori della commissione, Nori aveva specificato che il numero degli esodati dipende dai criteri di calcolo che si vogliono adottare: dalle categorie interessate, dai requisiti dei lavoratori, dal periodo temporale dei lavoratori che bisogna salvaguardare. Le cifre fatte in commissione hanno poi parlato di oltre 162 mila persone salvaguardate, più di 97 mila assegni certificati per un totale di pensioni liquidate che supera le 56 mila. I numeri sono il risultato dell'applicazione dei sei provvedimenti di salvaguardia finora emanati, per tutelare quanti erano rimasti senza stipendio e senza pensione.
Il commissario Treu è invece intervenuto sul tema spinoso della rivalutazione del montante contributivo delle pensioni, che si lega alla dinamica del Pil degli ultimi cinque anni e quindi - in concomitanza con la crisi italiana - prevederebbe per la riforma Dini un ritocco in negativo degli assegni. "La legge, alla lettera, è conforme alla nostra opinione, infatti si parla di rivalutare e non di svalutare", ha detto il commissario a chi gli chiedeva dell'ipotesi di congelare l'effetto del meccanismo che aggancia le pensioni all'andamento del Pil. Treu ha aggiunto che "il ministero del Lavoro sembra d'accordo, mentre il Mef non mi pare si sia ancora pronunciato".
"Anche lo spirito della legge" secondo Treu non va nella direzione di una svalutazione delle pensioni. Il timoniere dell'Istituto di previdenza spiega che per evitare il rischio di una diminuzione dei futuri importi pensionistici "non serve" una norma ulteriore, ma basterebbe "un'interpretazione" della disciplina già esistente. D'altra parte, osserva Treu, "anche la Corte costituzionale si è occupata almeno di un caso simile" giudicando "contrario al sistema immaginare una perdita". Inoltre, per Treu, per adesso "non è che servano soldi, non è un problema di coperture ora". Per il momento, sottolinea, il nodo riguarda "il meccanismo di calcolo". In caso, aggiunge, problemi di copertura "potrebbero esserci" in futuro.