MILANO - L'Isee, in vigore dal 1998, serve per valutare la situazione economica delle famiglie per modulare il loro accesso alle erogazioni in denaro o alle prestazioni in servizi in campo sociale e sociosanitario ai diversi livelli di governo. La situazione economica è valutata tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio (valorizzato al 20%) e, attraverso una scala di equivalenza, della composizione del nucleo familiare (numero dei componenti e loro caratteristiche). In pratica, si 'pesa' il numero e la condizione dei componenti delle famiglie, tenendo conto ad esempio del fatto che più si è in casa, più si possono fare economie di scala. Per capire quanto sia importante, il Ministero del Lavoro ricorda che nel 2012 sono state presentate a fini Isee oltre 6 milioni di Dsu (Dichiarazioni sostitutive uniche), corrispondenti a circa di 5 milioni e mezzo di nuclei familiari pari a poco meno del 30% della popolazione.
La riforma del Salva-Italia.
I cardini delle modifiche:
a) adottare una nozione di reddito disponibile che includa anche somme fiscalmente esenti;
b) migliorare della capacità selettiva dell’indicatore con una maggiore valorizzazione della componente patrimoniale;
c) attenzione alle tipologie familiari con carichi particolarmente gravosi, e in particolare le famiglie numerose (con tre o più figli) e quelle con persone con disabilità;
d) differenziazione dell’indicatore in riferimento al tipo di prestazione richiesta;
e) rafforzamento del sistema dei controlli, riducendo le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate.
Dove si applica.
Gli enti che erogano prestazioni sociali agevolate o prevedono la compartecipazione ai costi costituisce sono tenuti a usare l'Isee per garantire che la condizione economica dei cittadini sia valutata in modo equo. Per quanto riguarda le prestazioni sociali agevolate erogate a livello locale, per applicare il nuovo Isee, gli enti devono adeguare i regolamenti. Lo stesso vale per la soglia di accesso alla Carta Acquisti. Per assegno di maternità e assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, che già prevedevano il ricorso all'Isee, vengono fissate già nel decreto le nuove soglie per mantenere l'attuale numero dei beneficiari. Non è stata invece adottata alcuna estensione dell'applicazione dell'Isee a prestazioni nazionali che non lo utilizzavano.
I controlli.
Che ci sia bisogno di stretta è evidente: alla fine del 2011, quando è stata annunciata la riforma, "l'80% dei nuclei familiare dichiarava di non possedere neanche un conto corrente o libretto di risparmio, dato non coerente con quelli pubblicati dalla Banca d’Italia", ricorda il Ministero. Livello migliorato al 70%, ma ancora troppo alto "che comporta l'indebita fruizione di prestazioni e agevolazioni da parte di alcuni cittadini a scapito di altri maggiormente bisognosi, nonché la penalizzazione dei cittadini più onesti". Le misure principali sono la diminuzione dei dati autocertificati, con vantaggi per i cittadini ma anche per evitare le sottodichiarazioni. Ancora, per combattere la prassi di svuotare i c/c al 31 dicembre e ricaricarli il 1° gennaio, visto che la fotografia veniva fatta a fine anno, si considererà ora la giacenza media.
Il reddito.
Nella nuova definizione, oltre al reddito Irpef entrano tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività...), tutti i redditi esenti e quindi anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica Amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento...), i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari. Vengono invece sottratti gli assegni corrisposti al coniuge in seguito a separazione o divorzio, destinati al mantenimento del coniuge e dei figli (precedentemente valorizzati sia nell'Isee del ricevente che in quello del datore).
E i suoi abbattimenti.
- Redditi da lavoro dipendente: viene sottratta una quota del 20% fino a 3mila euro.
- Pensioni e trattamenti assistenziali: -20%, fino a un massimo di mille euro.
- Costi dell'abitare: sale da 5.165 a 7.000 euro, l'importo massimo della spesa l'affitto registrato che può essere portato in deduzione. Si aggiungono 500 euro ogni figlio convivente dopo il secondo.
- Costi per la disabilità: si classificano le diverse definizioni di disabilità, invalidità e non autosufficienza accorpandole in tre distinte classi: disabilità media, grave, e non autosufficienza.
Il patrimonio.
Il patrimonio cambia considerando il valore degli immobili ai fini Imu, non più Ici. Riducendo la franchigia sulla componente mobiliare che viene però articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare (franchigia più alta per le famiglie più numerose). Considerando il patrimonio all'estero. Ci sono poi trattamenti particolari per le prime e seconde case.
La riforma del Salva-Italia.
I cardini delle modifiche:
a) adottare una nozione di reddito disponibile che includa anche somme fiscalmente esenti;
b) migliorare della capacità selettiva dell’indicatore con una maggiore valorizzazione della componente patrimoniale;
c) attenzione alle tipologie familiari con carichi particolarmente gravosi, e in particolare le famiglie numerose (con tre o più figli) e quelle con persone con disabilità;
d) differenziazione dell’indicatore in riferimento al tipo di prestazione richiesta;
e) rafforzamento del sistema dei controlli, riducendo le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate.
Dove si applica.
Gli enti che erogano prestazioni sociali agevolate o prevedono la compartecipazione ai costi costituisce sono tenuti a usare l'Isee per garantire che la condizione economica dei cittadini sia valutata in modo equo. Per quanto riguarda le prestazioni sociali agevolate erogate a livello locale, per applicare il nuovo Isee, gli enti devono adeguare i regolamenti. Lo stesso vale per la soglia di accesso alla Carta Acquisti. Per assegno di maternità e assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, che già prevedevano il ricorso all'Isee, vengono fissate già nel decreto le nuove soglie per mantenere l'attuale numero dei beneficiari. Non è stata invece adottata alcuna estensione dell'applicazione dell'Isee a prestazioni nazionali che non lo utilizzavano.
I controlli.
Che ci sia bisogno di stretta è evidente: alla fine del 2011, quando è stata annunciata la riforma, "l'80% dei nuclei familiare dichiarava di non possedere neanche un conto corrente o libretto di risparmio, dato non coerente con quelli pubblicati dalla Banca d’Italia", ricorda il Ministero. Livello migliorato al 70%, ma ancora troppo alto "che comporta l'indebita fruizione di prestazioni e agevolazioni da parte di alcuni cittadini a scapito di altri maggiormente bisognosi, nonché la penalizzazione dei cittadini più onesti". Le misure principali sono la diminuzione dei dati autocertificati, con vantaggi per i cittadini ma anche per evitare le sottodichiarazioni. Ancora, per combattere la prassi di svuotare i c/c al 31 dicembre e ricaricarli il 1° gennaio, visto che la fotografia veniva fatta a fine anno, si considererà ora la giacenza media.
Il reddito.
Nella nuova definizione, oltre al reddito Irpef entrano tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività...), tutti i redditi esenti e quindi anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica Amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento...), i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari. Vengono invece sottratti gli assegni corrisposti al coniuge in seguito a separazione o divorzio, destinati al mantenimento del coniuge e dei figli (precedentemente valorizzati sia nell'Isee del ricevente che in quello del datore).
E i suoi abbattimenti.
- Redditi da lavoro dipendente: viene sottratta una quota del 20% fino a 3mila euro.
- Pensioni e trattamenti assistenziali: -20%, fino a un massimo di mille euro.
- Costi dell'abitare: sale da 5.165 a 7.000 euro, l'importo massimo della spesa l'affitto registrato che può essere portato in deduzione. Si aggiungono 500 euro ogni figlio convivente dopo il secondo.
- Costi per la disabilità: si classificano le diverse definizioni di disabilità, invalidità e non autosufficienza accorpandole in tre distinte classi: disabilità media, grave, e non autosufficienza.
Il patrimonio.
Il patrimonio cambia considerando il valore degli immobili ai fini Imu, non più Ici. Riducendo la franchigia sulla componente mobiliare che viene però articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare (franchigia più alta per le famiglie più numerose). Considerando il patrimonio all'estero. Ci sono poi trattamenti particolari per le prime e seconde case.