LONDRA - Il libro che ha messo sotto accusa il capitalismo viene premiato dalla bibbia del capitalismo. Si può riassumere così la decisione di assegnare il Financial Times Mc Kinsey Book of the Year Award a Il capitale nel XXI secolo, il best-seller dell'economista francese Thomas Piketty che ha suscitato ampio dibattito e tante polemiche nel corso del 2014. Fra coloro che hanno polemizzato con il saggio di Piketty c'è in prima fila lo stesso Financial Times, che in un'inchiesta pubblicata qualche mese fa aveva messo in dubbio alcuni dei metodi di ricerca del volume e con l'esattezza delle sue cifre, smentendo di fatto la tesi di fondo secondo cui il capitalismo, se non opportunamente controllato, produce ineguaglianza. Ma la giuria del premio era presieduta dal direttore del quotidiano della City, Lionel Barber, che ha riconosciuto comunque il valore del libro.
L'intervista: "Salario minimo e supertasse per gli stipendi dei manager"
"Se non tutti concordano con le ricette politiche fornite dall'autore, siamo d'accordo sulla qualità del suo studio, è un libro che sfida l'opinione dominante ma senza dubbio un libro importante", ha detto Barber. "La questione dell'ineguaglianza tocca tutto, dal salario degli amministratori delegati all'instabilità politica", ha commentato un altro giurato, elogiando il libro. Piketty non ha potuto presenziare alla premiazione, che comporta tra l'altro un assegno da 30 mila sterline (35 mila euro), perché è in Cina a promuovere anche lì il best-seller che gli ha dato fama mondiale, facendolo ricevere e ascoltare ovunque, dalla Casa Bianca al Fondo Monetario Internazionale. Ma ha ringraziato i giurati in un video collegamento da Pechino, osservando che lo scopo del suo libro è "promuovere la democratizzazione della conoscenza economica, questioni come la ricchezza, il capitale e il debito pubblico non possono essere lasciate a un piccolo gruppo di economisti".
Gli altri cinque finalisti selezionati, che riceveranno ciascuno un premio di 10 mila sterline (12 mila euro), sono Hack attack, di Nick Davies, sullo scandalo delle intercettazioni illecite dei giornali di Rupert Murdoch in Inghilterra; The secondo machine age, di Eric Brynjolfsson e Andrew McAfee, sulle promesse della rivoluzione digitale; Creativity, Inc., del co-fondatore della casa cinematografica Pixar, Ed Catmull, su come si sviluppa un'industria creativa; House of det", di Atif Mian e Amir Sufi, su come prevenire una recessione; e Dragnet nation, di Julia Angwin, sulla crescita dell'economia della sorveglianza. "Quest'anno erano in lizza un gruppo di libri estremamente qualificati e interessanti", osserva il Financial Times. Ma su tutti ha prevalso il "Capitale" di Piketty.
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"Se non tutti concordano con le ricette politiche fornite dall'autore, siamo d'accordo sulla qualità del suo studio, è un libro che sfida l'opinione dominante ma senza dubbio un libro importante", ha detto Barber. "La questione dell'ineguaglianza tocca tutto, dal salario degli amministratori delegati all'instabilità politica", ha commentato un altro giurato, elogiando il libro. Piketty non ha potuto presenziare alla premiazione, che comporta tra l'altro un assegno da 30 mila sterline (35 mila euro), perché è in Cina a promuovere anche lì il best-seller che gli ha dato fama mondiale, facendolo ricevere e ascoltare ovunque, dalla Casa Bianca al Fondo Monetario Internazionale. Ma ha ringraziato i giurati in un video collegamento da Pechino, osservando che lo scopo del suo libro è "promuovere la democratizzazione della conoscenza economica, questioni come la ricchezza, il capitale e il debito pubblico non possono essere lasciate a un piccolo gruppo di economisti".
Gli altri cinque finalisti selezionati, che riceveranno ciascuno un premio di 10 mila sterline (12 mila euro), sono Hack attack, di Nick Davies, sullo scandalo delle intercettazioni illecite dei giornali di Rupert Murdoch in Inghilterra; The secondo machine age, di Eric Brynjolfsson e Andrew McAfee, sulle promesse della rivoluzione digitale; Creativity, Inc., del co-fondatore della casa cinematografica Pixar, Ed Catmull, su come si sviluppa un'industria creativa; House of det", di Atif Mian e Amir Sufi, su come prevenire una recessione; e Dragnet nation, di Julia Angwin, sulla crescita dell'economia della sorveglianza. "Quest'anno erano in lizza un gruppo di libri estremamente qualificati e interessanti", osserva il Financial Times. Ma su tutti ha prevalso il "Capitale" di Piketty.