Economia

Piazza Affari rimbalza nonostante il Pil. A picco il petrolio

Una giornata all'insegna dei dati macroeconomici europei: dopo le soprese positive di Francia e Germania delude l'Italia, mentre l'area euro rialza la testa, anche sul fronte dell'inflazione. L'oro nero crolla a 73,3 dollari: pesa il calo della domanda e l'aumento della produzione negli Usa

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MILANO - Le Borse cercano conferme dall'Eurozona in attesa di capire se la debolezza economica del Vecchio continente costringerà la Bce di Mario Draghi a spingere sull'acceleratore con nuove misure straordinarie. Nell'ultima seduta di una settimana complicata, l'attenzione degli investitori è stata tutta rivolta ai dati sul Pil del terzo trimestre arrivati dal Vecchio continente: i segnali di ripresa sono ancora deboli, anche se l'inflazione - come certifica Eurostat - è tornata a crescere. Dopo il calo costante registrato dall'inizio dell'anno, i prezzi sono tornati a salire con il +0,4% registrato a ottobre, in positivo anche l'Italia.

Dagli Usa, invece, arrivano i dati sulle vendite al dettaglio che a ottobre sono rimbalzate dopo la frenata dello 0,3% di settembre: sono infatti salite dello 0,3%. Complice il calo del prezzo della benzina che ha favorito l'acquisto di merci e servizi da parte delle famiglie americane. Il dato è migliore delle attese degli analisti che avevano messo in conto un rialzo dello 0,2%. Sale anche la fiducia dei consumatori che a novembre misura 89,4 punti da 86,9 in ottobre e contro gli attesi 87,6 punti.

Male, invece, l'economia italiana che registra un calo dello 0,1% mettendo a segno il tredicesimo trimestre consecutivo senza crescita. In mattinata le prime indicazioni arrivate da Francia e Germania erano positive. Parigi ha registrato una crescita del Pil nel terzo trimestre dello 0,3%, sopra le attese che parlavano di un aumento limitato allo 0,1%. Nel trimestre precedente, informa l'istituto di statistica Insee, l'economia aveva visto una discesa dello 0,1%. A trainare è la spesa i consumi delle famiglie (+0,2%) e quelli del pubblico. Nello stesso periodo, però, sono stati bruciati 34mila posti di lavoro. Bene anche Berlino che evita la recessione: il Pil, infatti, è tornato a crescere nel terzo trimestre dello 0,1% dopo la battuta d'arresto (-0,1%) dei tre mesi precedenti. A trainare il Pil la spesa delle famiglie, "aumentata considerevolmente" e il commercio con l'estero.

Nel complesso, però, l'economia globale continua a stentare come dimostrano le quotazioni del petrolio: il greggio Wti è sceso fino a quota 73,2 dollari al barile, ai minimi dal 2009, prima di recuperare quota 74 dollari e mettendo, comunque, a segno la settima settimana di ribassi. Non accadeva dal 1986. Cala anche il Brent di 22 centesimi a 77,27 dollari. A pesare sulle quotazioni dell'oro nero è il calo della domanda internazionale associato alla decisione dell'Opec di non tagliare la produzione e l'aumento esponenziale di quella Usa,

In questo contesto a Milano Piazza Affari ha guadgnato lo 0,97%%, Parigi lo 0,35%), Londra lo 0,18%, mentre Francoforte ha chiuso in parità. L'euro quota sopra 1,24 dollari, mentre lo yen arretra al nuovo minimo da sette anni sul biglietto verde a 116,30. I mercati scommettono sulle elezioni anticipate in Giappone e lo yen affonda. Poco mosso lo spread in area 155 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono il 2,34%. Sugli scudi Ferragamo dopo i risultati della vigilia, bene anche Unipolsai che ha registrato un aumento dell'utile a 593 milioni di euro nei primi nove mesi dell'anno. 

Alla chiusura dell'Europa, poco mossa Wall Street dopo il record della vigilia: il Dow Jones è invariato come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo consolidando, per la quarta seduta consecutiva, i massimi da sette anni e mezzo: l'indice Nikkei ha recuperato lo 0,56% a 17.490,83 punti. Continua a soffrire l'oro che cala a 1.157 dollari l'oncia.