Economia

Il lavoro fa la felicità degli italiani

Il rapporto Istat registra qualche miglioramento della soddisfazione degli italiani in materia economica tra 2013 e 2014. Nel complesso, i cittadini danno un 6,8 alla loro vita. Ma avere un'occupazione resta un elemento determinante

1 minuti di lettura
MILANO - Torna qualche spunto di ottimismo per la soddisfazione economica degli italiani. Lo ha certificato l'Istat, che ha diffuso in settimana il report sulla "soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita". Nonostante la crisi sia tornata a mordere con la recessione del Pil e il tasso di disoccupazione resti a livelli di guardia, dunque, si può provare a vedere un bicchiere mezzo pieno.

Proprio alla voce della situazione economica, infatti, nei primi mesi del 2014 il sondaggio dell'Istituto di statistica ha censito un aumento della quota di persone 'positive' rispetto all'anno precedente. Si tratta del 43,4% degli italiani, che si dice "molto o abbastanza soddisfatto": si supera il 40,1% del 2013 e si torna così al livello del 2012, anche se non sfugge come ci sia più della metà della popolazione sia esclusa da questa fetta di cittadinanza.

Il divario tra aree geografiche è enorme: al Nord il 51% degli italiani si dice molto o abbastanza soddisfatto, con l'aumento più consistente rispetto al 2013 (46,4%), mentre al Mezzogiorno si scende al 32,7%.

Ovviamente, una discriminante centrale resta la possibilità di avere un lavoro. Dichiarano un miglioramento delle condizioni, infatti, le famiglie dove la persona di riferimento è un occupato (56,4%). "Al contrario, si riduce a un terzo del totale delle famiglie in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione la quota che ritiene la propria situazione economica invariata o addirittura migliorata rispetto all'anno precedente".

Quanto al giudizio sul livello di adeguatezza delle risorse economiche, l'Istat certifica un aumento significativo ella percentuale di famiglie che giudicano tali risorse adeguate (dal 48,6 al 52,5%) e una diminuzione della quota di coloro che le ritengono scarse (dal 42,3 al 39,2%).

Nel complesso, alla domanda "Quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?", gli italiani danno un voto pari al 6,8 di media. Il dato mediano, cioè quello che divide in due la popolazione, sale a 7. Anche in questo caso il lavoro è dirimente: chi è occupato è in media molto più soddisfatto di chi è alla ricerca di un lavoro (7 contro 6,2) e il giudizio sale con la 'progressione di carriera': 7,3 per dirigenti, imprenditori o professionisti, 7,2 per gli impiegati, 6,8 per gli operai e lavoratori in proprio.