Mercati in ripresa con il Pil tedesco e Usa: continua la discesa dei Btp
Giuliano Balestreri , di GIULIANO BALESTRERIL'economia tedesca scongiura la recessione: la crescita resta debole, ma in linea con le attese. Rivisto al rialzo, invece, il Pil Usa. Le Borse europee chiudono in leggero rialzo. Proseguono le tensioni all'interno della Bce: Draghi insiste per acquistare titoli di Stato, Weidmann frena. Il rendimento del debito italiano cala ai nuovi minimi storici
MILANO - L'economia tedesca centra le attese e rasserena i mercati, condizionati ieri dalle parole del presidente della Buba e membro del direttivo Bce, Jens Weidmann, in risposta a Mario Draghi. Venerdì scorso il presidente italiano della Bce aveva ribadito la volontà di intervenire "con qualsiasi mezzo" per scongiurare la deflazione: una presa di posizione netta che gli analisti hanno intepretato con l'imminente lancio di un quantitative easing, l'acquisto di titoli anche di Stato sui mercati. Di più: secondo gli esperti di Crédit Suisse le parole di Draghi aprono a un intervento già prima di Natale. Ipotesi che, però, il numero uno della Bundesbank ha subito frenato. Per Weidmann, teorico del rigore e capofila tra i falchi dell'Eurozona, "ci sono grossi ostacoli legali all'acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce" per questo "i governi dovrebbero concentrarsi di più sulla crescita". L'assist a Dra…
MILANO - L'economia tedesca centra le attese e rasserena i mercati, condizionati ieri dalle parole del presidente della Buba e membro del direttivo Bce, Jens Weidmann, in risposta a Mario Draghi. Venerdì scorso il presidente italiano della Bce aveva ribadito la volontà di intervenire "con qualsiasi mezzo" per scongiurare la deflazione: una presa di posizione netta che gli analisti hanno intepretato con l'imminente lancio di un quantitative easing, l'acquisto di titoli anche di Stato sui mercati. Di più: secondo gli esperti di Crédit Suisse le parole di Draghi aprono a un intervento già prima di Natale. Ipotesi che, però, il numero uno della Bundesbank ha subito frenato. Per Weidmann, teorico del rigore e capofila tra i falchi dell'Eurozona, "ci sono grossi ostacoli legali all'acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce" per questo "i governi dovrebbero concentrarsi di più sulla crescita". L'assist a Draghi arriva invece dall'Ocse che non nasconde il rischio deflazione e chiede più sforzi a sostegno della crescita.
In uno scenario di tensioni all'interno dell'Eurotower sono arrivati con un certo sollievo i dati sul Pil tedesco e Usa relativo al terzo trimestre: l'economia è cresciuta dello 0,1% nel terzo trimestre e dell'1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I numeri confermano, dunque, le stime preliminari e scongiurano il rischio di "recessione tecnica" per la prima economia del Vecchio continente. Nello stesso periodo il Prodotto interno americano ha segnato un aumento del 3,9%, percentuale rivista al rialzo dal 3,5% della prima stima. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento del 3,3%. La stima finale arriverà il mese prossimo. Nel secondo trimestre il Pil era cresciuto del 4,6%, dopo la contrazione del 2,1% del primo trimestre. Nell'intero 2012 la crescita era stata del 2,2%. Calano, invece, i dati sulla fiducia dei consumatori e l'indice manifatturiero.
Dati positivi arrivano anche dalla Francia dove a novembre migliora la fiducia delle imprese: secondo l'Insee, l'indice a 99 punti dai 98 di ottobre. Si segnala invece la persistente crisi dei consumi in Italia, con il commercio al dettaglio in calo a settembre.
I mercati temono che i dati sull'economia americana spingano adesso la Fed ad accelerare sul rialzo dei tassi e così, dopo essere arrivata a guadagnare oltre l'1%, a Milano Piazza Affari ritraccia fino a chiudere al +0,42%. Positivi ma senza strappi anche gli altri listini europei: Londra guadagna lo 0,02%, Francoforte aggiunge lo 0,77% e Parigi lo 0,32%. Debole Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,1%, il Nasdaq è invariato, mentre lo S&P500 arretra dello 0,2%. Record senza sosta per Apple: la società degli iPhone ha superato quota 700 miliardi di dollari di valore, il 70% in più di Exxon che si ferma poco sopra 400 miliardi.
Lo spread - differenza di premio richiesta dal mercato per comprare Btp anziché Bund tedeschi - è stabile sotto quota 140 punti base, mentre i titoli a dieci anni sul mercato secondario rendono il 2,14%, il nuovo minimo storico. L'euro chiude in rialzo sopra 1,24 dollari, per la discesa del biglietto verde dopo il calo della fiducia dei consumatori Usa a novembre. La moneta europea passa di mano a 1,2465 dollari, dopo aver oscillato tra 1,24 e 1,2479 dollari.
In mattina Tokyo, che ieri era rimasta chiusa per la festa del lavoro, ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,29% a quota 17.407,62 punti. Sul fronte delle materie prime, con l'indebolirsi del mercato azionario di New York l'oro riprende quota salendo dello 0,3% a 1.198,80 dollari l'oncia. Il petrolio a gennaio sale dello 0,75% a 76,35 dollari al barile. Gli investitori si chiedono se la riunione dell'Opec di giovedì si possa concludere con un taglio della produzione significativo, o vincano i contrasti tra i membri del cartello (le materie prime).
In uno scenario di tensioni all'interno dell'Eurotower sono arrivati con un certo sollievo i dati sul Pil tedesco e Usa relativo al terzo trimestre: l'economia è cresciuta dello 0,1% nel terzo trimestre e dell'1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I numeri confermano, dunque, le stime preliminari e scongiurano il rischio di "recessione tecnica" per la prima economia del Vecchio continente. Nello stesso periodo il Prodotto interno americano ha segnato un aumento del 3,9%, percentuale rivista al rialzo dal 3,5% della prima stima. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento del 3,3%. La stima finale arriverà il mese prossimo. Nel secondo trimestre il Pil era cresciuto del 4,6%, dopo la contrazione del 2,1% del primo trimestre. Nell'intero 2012 la crescita era stata del 2,2%. Calano, invece, i dati sulla fiducia dei consumatori e l'indice manifatturiero.
Dati positivi arrivano anche dalla Francia dove a novembre migliora la fiducia delle imprese: secondo l'Insee, l'indice a 99 punti dai 98 di ottobre. Si segnala invece la persistente crisi dei consumi in Italia, con il commercio al dettaglio in calo a settembre.
I mercati temono che i dati sull'economia americana spingano adesso la Fed ad accelerare sul rialzo dei tassi e così, dopo essere arrivata a guadagnare oltre l'1%, a Milano Piazza Affari ritraccia fino a chiudere al +0,42%. Positivi ma senza strappi anche gli altri listini europei: Londra guadagna lo 0,02%, Francoforte aggiunge lo 0,77% e Parigi lo 0,32%. Debole Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,1%, il Nasdaq è invariato, mentre lo S&P500 arretra dello 0,2%. Record senza sosta per Apple: la società degli iPhone ha superato quota 700 miliardi di dollari di valore, il 70% in più di Exxon che si ferma poco sopra 400 miliardi.
Lo spread - differenza di premio richiesta dal mercato per comprare Btp anziché Bund tedeschi - è stabile sotto quota 140 punti base, mentre i titoli a dieci anni sul mercato secondario rendono il 2,14%, il nuovo minimo storico. L'euro chiude in rialzo sopra 1,24 dollari, per la discesa del biglietto verde dopo il calo della fiducia dei consumatori Usa a novembre. La moneta europea passa di mano a 1,2465 dollari, dopo aver oscillato tra 1,24 e 1,2479 dollari.
In mattina Tokyo, che ieri era rimasta chiusa per la festa del lavoro, ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,29% a quota 17.407,62 punti. Sul fronte delle materie prime, con l'indebolirsi del mercato azionario di New York l'oro riprende quota salendo dello 0,3% a 1.198,80 dollari l'oncia. Il petrolio a gennaio sale dello 0,75% a 76,35 dollari al barile. Gli investitori si chiedono se la riunione dell'Opec di giovedì si possa concludere con un taglio della produzione significativo, o vincano i contrasti tra i membri del cartello (le materie prime).