Economia

Stabilità, tetto alle pensioni d'oro. Finanziamento ai partiti, detrazioni per i parlamentari

Il cumulo del sistema retributivo e contributivo creava una distorsione a favore dei funzionari pubblici con trattamenti molto alti. La modifica serve per tappare la falla della Riforma Fornero e vale dal 2015. Approvato testo in commissione, governo metterà la fiducia

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ROMA - Arriva l'atteso tetto alle pensioni d'oro dei funzionari pubblici: si applicherà su tutti i trattamenti pensionistici, anche "quelli già liquidati" ma "a decorrere dal 2015". E i parlamentari potranno usufruire di detrazioni nel caso di soldi versati al proprio partito. Critici i Cinque Stelle. 

La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all'emendamento del governo alla Legge di Stabilità: la modifica prevede che l'importo della pensione godute "non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore" della riforma Fornero. Le economie derivanti da questa norma verranno destinate a un fondo Inps per l'adeguamento delle pensioni erogate a categorie che verranno definite dalla presidenza del Consiglio.

Un subemendamento del relatore, Mauro Guerra (pd), ha chiarito il campo di applicazione della norma che, con effetto dall'entrata in vigore della legge, riguarderà anche le pensioni già liquidate. Il problema era che la legge Fornero consentiva un cumulo per chi è passato dal sistema retributivo al contributivo, dal quale trarrebbero beneficio funzionari pubblici con trattamenti molto elevati.

In serata la Commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera definitivo alla legge, ora il testo passa in aula: il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha annunciato che il governo chiederà la fiducia sulle tre parti del provvedimento.

Assunzioni senza contributi: rischio trappola per le imprese

Tra le altre modifiche, si registra l'ok all'emendamento che assegna le frequenze del digitale alle tv locali (se non aggiudicate a operatori nazionali) e vincola il credito d'imposta per la digitalizzazione degli alberghi alla gratuità delle connessioni wi-fi. Ancora, arrivano 7,7 milioni di euro per distribuire pasti ai più poveri e 100 milioni per il rilancio degli asili nido. Ok anche ai benefici previdenziali per i lavoratori che sono stati esposti all'amianto.

Un altro emendamento elimina le penalizzazioni previste per chi va in pensione prima di 62 anni avendo comunque accumulato i requisiti richiesti. La proposta Maria Luisa Gnecchi (pd), e riformulata, ha "effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti da gennaio 2015" e si applica "limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017". L'emendamento indica un onere di 15 milioni per il 2016.

Arrivano anche 45 milioni per 45 mila famiglie numerose (con 4 o più figli) e in povertà. Ognuna riceverà 1.000 euro. Si tratta, afferma, Mario Marazziti, di "un primo strumento di lotta alla povertà strutturale e per sostenere le famiglie numerose". Entro la fine dell'anno prossimo, un emendamento M5S impone al Ministero della Salute di emanare decreti per stabilire le modalità per la produzione e la distribuzione dei farmaci in forma monodose. Si rende poi più stringente il processo di razionalizzazione delle società partecipate e, a tal fine, si prevede la l'approvazione di un piano operativo entro il 31 marzo 2015. Vengono dimezzati da 150 a 75 milioni i tagli ai patronati previsti dalla legge di stabilità che al contempo fissa nuovi parametri per la presenza sul territorio dei patronati stessi, riducendone di fatto il numero.