Economia

Il piano di Podemos per la Spagna: 35 ore e rinegoziazione del debito

Il movimento anti-casta di Pablo Iglesias ha presentato il proprio programma economico per il rilancio della penisola iberica: ci sono anche il salario minimo per i disoccupati e la pensione a 65 anni anziché i 67 proposti da Rajoy

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MADRID - Riduzione della settimana lavorativa a 35 ore, aumento del salario minimo, delle pensioni e della spesa pubblica per educazione e sanità, ristrutturazione del debito, incremento del peso della banca pubblica perché riprenda a fluire il credito alle imprese e alle famiglie. Al centro dell'attenzione mediatica per i sondaggi che lo accreditano come possibile, nuovo primo partito di Spagna, il movimento anti-casta Podemos guidato da Pablo Iglesias ha delineato una prima bozza di programma economico con l'aiuto di due cattedratici di prestigio, Vicenç Navarro e Juan Torres.

Un documento di 60 pagine che dovrebbe costituire la base su cui impostare il programma elettorale per le legislative del prossimo anno e con il quale Podemos cerca anche di placare le critiche scatenate nelle ultime settimane da alcune proposte giudicate velleitarie e irrealizzabili da parecchi esperti. Una delle più clamorose era quella di istituire un "reddito di base universale" che, secondo i calcoli più attendibili, avrebbe comportato un esborso annuale di 145 miliardi di euro per le casse dello Stato. Nella bozza dgli economisti viene pesantemente ridimensionato, diventando - nelle parole di Navarro - un aiuto per "quelle persone che per ragioni estranee alla loro volontà non percepiscono alcun reddito e devono avere diritto a mezzi di sostentamento". Nel documento si fa anche marcia indietro sulla proposta di anticipare l'età della pensione a 60 anni: resterebbe fissata 65, in contrasto comunque con la scelta del governo Rajoy di portarla a 67 anni.

Sul fronte del debito (che dal 2007 a oggi è cresciuto a un ritmo vertiginoso, passando dal 37 per cento all'attuale 100 per cento) la proposta è quella di una ristrutturazione negoziata con l'Europa. "Negoziare e dialogare, cercare alleati nelle istituzioni europee per evitare che il debito si trasformi in un cappio mortale - dice Torres - La ristrutturazione non dev'essere frutto di una decisione unilaterale ma del consenso". Per affrontare la "situazione d'emergenza" in cui è sprofondata la Spagna dall'inizio della crisi, Podemos propone un'inversione di tendenza netta rispetto alle politiche di austerità adottate negli ultimi anni che, oltre a limitare diritti fondamentali nel campo dell'educazione e la sanità, hanno provocato un calo della domanda interna allontanando le prospettive di ripresa. "Investire nel welfare è uno dei passi fondamentali per la soluzione della crisi - sostiene Navarro - E' molto più importante per il paese costruire scuole per l'infanzia che non realizzare nuove linee per l'alta velocità".