Economia

Petrolio, crollano le Borse dei paesi del Golfo: Riyadh -4,8%

Pesa la decisione dell'Opec di non tagliare la produzione di greggio: venerdì Exxon ha bruciato 16,8 miliardi di capitalizzazione. Il Brent viaggia a quota 70 dollari al bairle, il Wti è vicino alla soglia dei 66 dollari

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MILANO - Crollano le Borse dei Paesi del Golfo, dopo che giovedì l'Opec ha deciso di non tagliare la produzione malgrado lo scivolone dei prezzi del greggio. Riyadh perde il 4,8%, Dubai il 4,7%, Abu Dhabi il 2,6%, la piazza dell'Oman il 6,2% e quella del Qatar il 4,3%. Si tratta della prima reazione all'Opec: venerdì e sabato i mercati arabi erano - come di consueto - chiusi.

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D'altra parte, però, non era difficile immaginare cosa sarebbe potuto succedere sui mercati più legati all'oro nero. Venerdì, infatti, erano bastate poche ore per capire che qualcosa è cambiato in profondità. Exxon, primo gruppo mondiale dell'energia, ha perso 16,8 miliardi di dollari di valore alla Borsa di New York: una somma pari alla manovra di una legge di bilancio in Italia. Messe insieme, le major occidentali del petrolio hanno bruciato oltre cento miliardi di capitalizzazione.

Nel frattempo si sono messi a correre i titoli dei gruppi ad alto consumo di energia, compagnie aree americane in testa. Giovedì, infatti, l'Opec ha consegnato ai mercati la sua ultima sorpresa, e chi non l'aveva messa in conto ora sta cercando di correre ai ripari. Il Brent viaggia a quota 70 dollari al barile, l'8% in meno rispetto a prima degli annunci ma, soprattutto, il 40% al di sotto dei livelli di giugno. L'indice americano Wti perde in una seduto 10% a 66,15 dollari.