Economia

Statali Cisl in sciopero, Furlan: "Il governo riapra i contratti della Pa"

Il segretario generale del sindacato attacca la decisione dell'esecutivo: "Questi lavoratori hanno perso 4mila". Apertura verso Cgil e Uil: "Sono pronta a riprendere il filo dell'unità"

1 minuti di lettura
MILANO - "Sono sei anni che questi lavoratori non vedono il rinnovo del loro contratto, hanno perso in media dai due ai quattromila euro che sono davvero tanti". Così il leader dello Cisl, Annamaria Furlan, in piazza Montecitorio per lo sciopero della Pubblica amministrazione indetto dal suo sindacato: "Con questa giornata vogliamo obbligare il governo a riaprire il tavolo contrattuale. Con una lotta seria all'evasione e alla corruzione e con i tagli agli sprechi nella P.a. si possono trovare le risorse per il rinnovo del contratto".

Il segretario generale della Cisl ricorda anche che, dopo lo sciopero di oggi, il sindacato continuerà la sua "battaglia" con "le tre grandi manifestazioni" domani a Firenze, mercoledì a Napoli e giovedì a Milano, dove "insieme ai delegati e ai cittadini presenteremo le nostre proposte per far ripartire lo sviluppo del Paese. Bisogna investire in innovazione, ricerca e istruzione e migliorare l'utilizzo dei fondi europei per far ripartire la competitività del Paese".

Furlan ribadisce anche che "noi oggi scioperiamo con un obiettivo che è chiaro: il rinnovo del contratto della P.a. Contro la crisi - torna a dire - uno sciopero in un Paese che ha già perso 25 punti di produzione industriale non ci sembra la strada giusta: non vogliamo fabbriche occupate ma aperte".

Il leader della Cisl ha anche gettato un ponte verso la Cgil e Uil che per il prossimo 12 dicembre hanno indetto uno sciopero generale: "Sono sempre pronta a riprendere il filo dell'unità, è importante per i lavoratori e per il Paese, ma insieme bisogna condividere merito, obiettivi e percorsi".

"Il governo - ha proseguito - non può immaginare che gli 80 euro siano sostitutivi del contratto, che è un diritto, è un patto che si fa con i datori di lavoro. Non è accettabile che non venga rispettato. Caro presidente non basta ascoltare migliaia di cittadini on-line, bisogna ascoltare chi ogni giorno opera nel pubblico e nella scuola. Dobbiamo fare una battaglia di giustizia sociale che riconosca al contratto l'unico modo per continuare a garantire la qualità dei servizi per la cittadinanza", oggi assicurata "solo per la volontà e la determinazione dei lavoratori".