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Mini rimbalzo di Milano in attesa di Draghi

Investitori cauti tra il calo del petrolio e la riunione dell'Eurotower, dalla quale si attendono nuovi stimoli per sollevare l'economia del Vecchio continente. Male la Russia: sarà un 2015 di recessione. Lo spread resta sotto 130 punti base, ai minimi dal 2011. Comparto bancario sotto osservazione: a dodici istituti potrebbero mancare 66 miliardi di capitale. Crolla Saipem con lo stop di Mosca al South Stream, Piazza Affari chiude a +0,5%
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MILANO - I listini europei trovano un piccolo rimbalzo dopo due giorni di debolezza e nell'attesa che Mario Draghi prenda posizione nella consueta riunione Bce del primo giovedì del mese. Il calo dei prezzi del petrolio, sulla scia delle decisioni dell'Opec di non diminuire la produzione nonostante l'abbondanza di scorte, e il continuo rallentamento del manifatturiero Ue sono gli elementi che pesano maggiormente sugli investitori che approcciano il Vecchio continente. Di contro, l'aspettativa per nuovi interventi dell'Eurotower spingono gli acquisti, in particolare sul comparto obbligazionario sovrano. Più della metà degli economisti del panel di Bloomberg ritiene che, qualora la Bce decida di procedere con ulteriori stimoli, lo farà attraverso l'acquisto di bond governativi.

A Milano, dopo un buon inizio il Ftse Mib si indebolisce, passa in rosso, per poi tornare in nero e chiudere a +0,48%. Miste le altre: Francoforte è in rosso dello 0,…
MILANO - I listini europei trovano un piccolo rimbalzo dopo due giorni di debolezza e nell'attesa che Mario Draghi prenda posizione nella consueta riunione Bce del primo giovedì del mese. Il calo dei prezzi del petrolio, sulla scia delle decisioni dell'Opec di non diminuire la produzione nonostante l'abbondanza di scorte, e il continuo rallentamento del manifatturiero Ue sono gli elementi che pesano maggiormente sugli investitori che approcciano il Vecchio continente. Di contro, l'aspettativa per nuovi interventi dell'Eurotower spingono gli acquisti, in particolare sul comparto obbligazionario sovrano. Più della metà degli economisti del panel di Bloomberg ritiene che, qualora la Bce decida di procedere con ulteriori stimoli, lo farà attraverso l'acquisto di bond governativi.

A Milano, dopo un buon inizio il Ftse Mib si indebolisce, passa in rosso, per poi tornare in nero e chiudere a +0,48%. Miste le altre: Francoforte è in rosso dello 0,24%, Parigi è poco sopra la pari (+0,21%) e Londra riesce a spuntare un progresso dell'1,21% grazie al comparto minerario. A Piazza Affari crolla Saipem che perde l'11% dopo lo stop della Russia alla costruzione del gasdotto South Stream. Il settore bancario è sotto osservazione: secondo una serie di report di analisti indipendenti, gli ultimi stress test realizzati dalla Bce e dall'Eba sono stati viziati da alcune incongruenze e se si applicassero i parametri di capitalizzazione che scatteranno dal prossimo anno emergerebbe un ammanco da 66 miliardi di euro per 12 istituti 'promossi' nell'esercizio del mese scorso.

Wall Street si rafforza con i dati positivi sulla spesa per costruzioni: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello 0,35%, lo S&P500 e il Nasdaq avanzano di circa mezzo punto percentuale.

La giornata non prevedeva dati macroeconomici particolarmente rilevanti, ma alcune rilevazioni non hanno lasciato comunque tranquilli i mercati. In Europa, i prezzi della produzione industriale sono tornati a scendere a ottobre, calando dello 0,4% nell'Eurozona e dello 0,5% nei 28. Male la Russia: ha tagliato drasticamente le stime sul Pil 2015 portandole da una crescita dell'1,2% a un calo dello 0,8%, con la recessione già nel primo trimestre dell'anno. In Spagna, il numero dei disoccupati è sceso di 14.688 a novembre rispetto al mese precedente, anche se resta elevato, a 4,51 milioni di persone. Negli Usa le spese per le costruzioni sono cresciute in ottobre dell'1,1% mensile, oltre le attese. Il vicepresidente della Fed, Stanley Fischer, ha detto che la Banca centrale Usa "non vuole sorprendere i mercati" con il rialzo del costo del denaro, ma "una volta alzati, i tassi continueranno a salire".

Come accennato, il momento resta più che favorevole per lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi: il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano e quello tedesco ha chiuso a 127 punti base dai 129 della chiusura di ieri con il rendimento invariato al 2,02%, livello più basso dall'introduzione dell'euro. Stabile a 111 punti la forbice tra Bonos e Bund, con il rendimento per i titoli spagnoli decennali in lieve aumento all'1,86% (dall'1,84% di ieri).

L'euro cala e il biglietto verde riprende a correre. La moneta europea passa di mano, in chiusura, sul filo di quota 1,24, a 1,2399 dollari. Il cambio con lo yen è a quota 147,70. La tendenza è tornata favorevole al biglietto verde, grazie alle dichiarazioni di ieri di alcuni alti funzionari della Federal Reserve che hanno puntato su un rialzo dei tassi in Usa entro la prima metà dell'anno prossimo. Gli investitori attendono però la conferenza stampa del presidente della Bce, Draghi, per valutare se riprendere o meno a vendere la moneta comune.

Dopo la ripresa di ieri, con il Wti che a New York ha segnato il maggior balzo dall'estate 2012, il prezzo del petrolio torna a indebolirsi. Quando in Europa chiudono i listini, il light crude Wti di New York cede un dollaro circa sotto quota 68 dollari al barile; anche il Brent di Londra perde circa 1 dollaro poco sopra 71 dollari al barile (le materie prime).

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo malgrado il declassamento del Giappone da parte di Moody's. L'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,42% (+73,12 punti) a 17.663,22 punti. L'indice Topix è salito dello 0,44% (+6,20 punti) a 1.427,85.