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Consumi, per Findomestic un 2014 in lieve ripresa

L'Osservatorio ha presentato le prospettive per fine anno, con una crescita dello 0,5% che sale all'1,2% se si considerano solo i beni durevoli. Ben l'automobile e i mobili, in calo la fotografia e l'elettronica di consumo. Una ricerca sui trentenni ora e all'inizio degli anni Ottanta
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MILANO - Un biennio negativo - 2011/2013 - con un calo della spesa complessiva del 2,4%, ma qualche timido segnale di ripresa all'orizzonte: il 2014 si avvia a chiudere con una ripresa dei consumi interni dello 0,5%, percentuale che sale all'1,2% se si considerano solo i consumi di beni durevoli, che nel 2012 erano scesi dell'11,9% e nel 2013 ancora di quasi il 2%. E' questa la proiezione di Prometeia presentata da Findomestic; una mini-ripresa che dovrebbe essere confermata anche dall'andamento del credito al consumo (un settore molto pro-ciclico, dunque con una buona capacità segnaletica della congiuntura) che a livello globale dovrebbe terminare l'anno tornando a quota 48 miliardi, lo stesso valore che aveva nel 2012 (ma ancora sotto i 52 miliardi del 2010).

L'anno che si avvia a conclusione vedrà un buon rialzo del comparto auto: +5% le vetture nuove e +3,8% quelle usate, mentre le moto saliranno del 2,7% (sopratutto grazie a quelle di grossa cilindrata). Ancora un ca…
MILANO - Un biennio negativo - 2011/2013 - con un calo della spesa complessiva del 2,4%, ma qualche timido segnale di ripresa all'orizzonte: il 2014 si avvia a chiudere con una ripresa dei consumi interni dello 0,5%, percentuale che sale all'1,2% se si considerano solo i consumi di beni durevoli, che nel 2012 erano scesi dell'11,9% e nel 2013 ancora di quasi il 2%. E' questa la proiezione di Prometeia presentata da Findomestic; una mini-ripresa che dovrebbe essere confermata anche dall'andamento del credito al consumo (un settore molto pro-ciclico, dunque con una buona capacità segnaletica della congiuntura) che a livello globale dovrebbe terminare l'anno tornando a quota 48 miliardi, lo stesso valore che aveva nel 2012 (ma ancora sotto i 52 miliardi del 2010).

L'anno che si avvia a conclusione vedrà un buon rialzo del comparto auto: +5% le vetture nuove e +3,8% quelle usate, mentre le moto saliranno del 2,7% (sopratutto grazie a quelle di grossa cilindrata). Ancora un calo invece per i camper, da qualche tempo in crisi per gli alti costi in termini di spesa assoluta. Andrà bene anche il comparto dei mobili, +1,5% e in misura più ridotta la telefonia (+1,4%) e i grandi elettrodomestici (+1%) mentre sono in calo l'information techonology (-3,1%) ancor peggio l'elettronica di consumo (-3,1%) la fotografia (-24,7%) e le spese per home comfort (-31,8%).

Quest'anno l'analisi dell'Osservatorio Findomestic ha avuto anche un risvolto qualitativo: in occasione dei trenta anni del gruppo (che fa capo a Bnp Paribas) la società specializzata nel credito al consumo ha fatto un'analisi dei comportamenti di spesa dei trentenni dei primi anni Ottanta e di quelli attuali. Il quadro complessivo dice che in 30 anni la popolazione è aumentata del 7,5% grazie ai nuovi italiani e all'invecchiamento, ma il numero dei giovani (25-30 anni) è sceso dell'8,7%. L'occupazione è cresciuta del 2,2% (per l'ingresso nel mercato del lavoro delle donne) ma la disoccupazione totale è passata dal 10 al 13% della popolazione attiva.

Dal punto di vista dei consumi, sono cambiate le priorità: si guarda al low cost, all'e-commerce e alla sharing economy, ad un consumo più emozionale che ad un possesso duraturo nel tempo. L'esempio classico è l'utilizzo dell'automobile, con i car sharing, e infatti le spese per l'auto e i trasporti salgono di importanza rispetto all'acquisto della stessa macchina. Oggi i ragazzi scontano il clima di precarietà, sono più concentrati sul presente, rispetto ai coetanei di allora sono più scettici che ottimisti. Ma, depurando il dato dall'inflazione di periodo, ritengono che per vivere in modo dignitoso autonomiamente serva la stessa cifra di allora: 1.500 euro al mese ai valori di oggi, 690 euro trenta anni fa. Chi vive fuori casa, però, riceve un qualche aiuto dalla famiglia in un caso su due, mentre solo un giovane su quattro non ha nessun tipo di sostegno.