Lagarde (Fmi): "Prezzo petrolio giù aiuta la ripresa". L'Opec non fermerà le rinnovabili
Il direttore del Fondo apprezza il calo del costo del greggio come stimolo all'economia. La scelta del cartello di produttori fatta per metter fuori mercato lo shale americano. Ma secondo l'Agenzia dell'energia, le rinnovabili continueranno a essere incentivate: solo quest'anno 250 miliardi di investimenti green
NEW YORK - "La caduta del prezzo del petrolio è una buona notizia per l'economia mondiale": parola della direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, che ha spiegato come questa situazione aiuterà la ripresa dell'economia Usa e di molti altri paesi.
E questo - aggiunge Lagarde - "in un momento in cui il mondo è alle prese con il problema di una crescita troppo lenta".
A seguito della decisione dell'Opec di non tagliare la produzione, nonostante in questo momento - soprattutto a seguito del boom della produzione Usa grazie allo shale - ci sia sovrabbondanza di scorte. La 'tattica' dell'Arabia Saudita e dei suoi soci, nonostante alcune profonde divisioni in seno al cartello, è di far scendere i prezzi fino a rendere 'sconveniente' la produzione di shale, che ha costi molto più elevati rispetto alle tecnologie tradizionali impiegate proprio in Arabia Saudita.
Nonostante le mosse dell'Opec stiano riusc…
E questo - aggiunge Lagarde - "in un momento in cui il mondo è alle prese con il problema di una crescita troppo lenta".
A seguito della decisione dell'Opec di non tagliare la produzione, nonostante in questo momento - soprattutto a seguito del boom della produzione Usa grazie allo shale - ci sia sovrabbondanza di scorte. La 'tattica' dell'Arabia Saudita e dei suoi soci, nonostante alcune profonde divisioni in seno al cartello, è di far scendere i prezzi fino a rendere 'sconveniente' la produzione di shale, che ha costi molto più elevati rispetto alle tecnologie tradizionali impiegate proprio in Arabia Saudita.
Nonostante le mosse dell'Opec stiano riusc…
NEW YORK - "La caduta del prezzo del petrolio è una buona notizia per l'economia mondiale": parola della direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, che ha spiegato come questa situazione aiuterà la ripresa dell'economia Usa e di molti altri paesi.
E questo - aggiunge Lagarde - "in un momento in cui il mondo è alle prese con il problema di una crescita troppo lenta".
A seguito della decisione dell'Opec di non tagliare la produzione, nonostante in questo momento - soprattutto a seguito del boom della produzione Usa grazie allo shale - ci sia sovrabbondanza di scorte. La 'tattica' dell'Arabia Saudita e dei suoi soci, nonostante alcune profonde divisioni in seno al cartello, è di far scendere i prezzi fino a rendere 'sconveniente' la produzione di shale, che ha costi molto più elevati rispetto alle tecnologie tradizionali impiegate proprio in Arabia Saudita.
Nonostante le mosse dell'Opec stiano riuscendo a tenere basso il prezzo del greggio, che è scivolato fin sotto i 64 dollari al barile per la qualità Wti, come ricorda Bloomberg citando i dati dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), non riuscirà a bloccare la crescita di investimenti in energia pulita.
Le fonti green riceveranno infatti il 60% dei 5mila miliardi di dollari d'investimenti pianificati nel prossimo decennio, a seguito della politica di Usa, Cina e Ue di tagliare le emissioni di gas serra. Gli sviluppatori di progetti e gli investitori, solo quest'anno hanno messo sul piatto 250 miliardi di dollari per eolico, solare, geotermico e altri tipi di rinnovabili.
"Difficilmente ci sarà un impatto" sui programmi d'investimento a causa del prezzo basso del petrolio, dice Takashi Hongo, esperto energetico e consulente del governo giapponese su queste scelte politiche. Si tratta, secondo l'esperto, di scelte che vengono fatte dalla politica, che difficilmente cambiera rotta solo per il ribasso del costo del combustibile fossile. "Non bisogna essere ossessionati dai prezzi bassi" dell'oro nero, dice la direttrice dell'Aie Maria van der Hoeven. "I combustibili fossili saranno ancora una fonte importantissima del nostro mix energetico".
E questo - aggiunge Lagarde - "in un momento in cui il mondo è alle prese con il problema di una crescita troppo lenta".
A seguito della decisione dell'Opec di non tagliare la produzione, nonostante in questo momento - soprattutto a seguito del boom della produzione Usa grazie allo shale - ci sia sovrabbondanza di scorte. La 'tattica' dell'Arabia Saudita e dei suoi soci, nonostante alcune profonde divisioni in seno al cartello, è di far scendere i prezzi fino a rendere 'sconveniente' la produzione di shale, che ha costi molto più elevati rispetto alle tecnologie tradizionali impiegate proprio in Arabia Saudita.
Nonostante le mosse dell'Opec stiano riuscendo a tenere basso il prezzo del greggio, che è scivolato fin sotto i 64 dollari al barile per la qualità Wti, come ricorda Bloomberg citando i dati dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), non riuscirà a bloccare la crescita di investimenti in energia pulita.
Le fonti green riceveranno infatti il 60% dei 5mila miliardi di dollari d'investimenti pianificati nel prossimo decennio, a seguito della politica di Usa, Cina e Ue di tagliare le emissioni di gas serra. Gli sviluppatori di progetti e gli investitori, solo quest'anno hanno messo sul piatto 250 miliardi di dollari per eolico, solare, geotermico e altri tipi di rinnovabili.
"Difficilmente ci sarà un impatto" sui programmi d'investimento a causa del prezzo basso del petrolio, dice Takashi Hongo, esperto energetico e consulente del governo giapponese su queste scelte politiche. Si tratta, secondo l'esperto, di scelte che vengono fatte dalla politica, che difficilmente cambiera rotta solo per il ribasso del costo del combustibile fossile. "Non bisogna essere ossessionati dai prezzi bassi" dell'oro nero, dice la direttrice dell'Aie Maria van der Hoeven. "I combustibili fossili saranno ancora una fonte importantissima del nostro mix energetico".