MILANO - Le Borse europee invertono la rotta dopo la decisione della Bce di lasciare invariato - come previsto - il costo del denaro allo 0,05%. A preoccupare i listini sono soprattutto le parole del presidente, Mario Draghi che ha tagliato le stime di crescita e inflazione dell'Eurozona. Il numero uno dell'Eurotower ha però ribadito l'unanimità della Banca centrale europee a prendere nuovi provvedimenti di sostegno alla crescita nel primo trimestre del 2015. Gli addetti ai lavori, però, si aspettavano da Francoforte un segnale più forte anche perché, come dimostra la Francia con la disoccupazione in salita al 10,3%, la situazione all'interno dell'Eurozona resta delicata. Intanto anche la Bank of England ha lasciato i tassi di riferimento invariati allo 0,5%, confermando il livello raggiunto nel marzo del 2009 e il programma di acquisto di bond, misura di quantitative easing, per 375 miliardi di sterline.
I mercati chiudono così in rosso. A Milano, Piazza Affari sprofonda a -2,77%. Londra cede lo 0,55% finale, fanno peggio le altre: Francoforte arretra dell'1,21%, Parigi lima l'1,55% e Madrid il 2,44%. Tra i singoli titoli del listino milanese, Fca non riesce a consolidare i guadagni registrati alla vigilia sulla scia dei dati sulle vendite negli Usa. Saipem tenta di recuperare terreno, dopo le forti vendite provocate dall'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, di bloccare il gasdotto South Stream.
Debole Wall Street: dopo l'ennesimo record, alla chiusura dei mercati Ue il Dow Jones cede lo 0,4%, in linea con il Nasdaq, mentre l'S&P 500 lima lo 0,6%. Dopo l'incoraggiante beige book il focus si sposta sul rapporto sull'occupazione, che verrà diffuso domani dal governo, mentre oggi i sussidi settimanali di disoccupazione sono scesi di 17 mila unità a 297 mila unita, calando sotto la soglia psicologica delle 300 mila unità.
Le attese per le mosse della Bce erano state scontate in questi giorni dai titoli di Stato dei Paesi periferici. La mezza delusione odierna porta però il rendimento dei Btp italiani di nuovo sopra al 2%, mentre lo spread chiude a quota 127 punti. Se il trend generale di forza dei Btp venisse confermato, si tradurrebbe in un risparmio per le casse dello Stato di 6 miliardi nel 2015. Uno stimolo non indifferente alla ripresa. Buone nuove sono intanto arrivate per la Spagna, che ha collocato oggi Bonos a 3, 5 e 10 anni per complessivi 3,51 miliardi di euro con rendimenti ai nuovi minimi storici. Il bond decennale è stato allocato al rendimento medio dell'1,85%, in calo dal 2,148% della precedente asta.
L'euro chiude in deciso rialzo a 1,2433 dollari e 148,88 yen, ai massimi di seduta. Il rafforzamento è legato alle dichiarazioni del presidente della Bce, mentre il biglietto verde aggiorna i massimi da sette anni sulla divisa nipponica a 120,25 yen per poi ripiegare a 119,79 yen. L'ottimismo espresso ieri dalla Federal Reserve sulle prospettive dell'economia Usa continua a sostenere il dollaro, in attesa della diffusione dei dati sul mercato del lavoro previsto domani.
Dopo il recupero della mattinata, le quotazioni del petrolio tornano a scendere in scia alla decisione dell'Arabia Saudita di tagliare i prezzi sulle proprie consegne di greggio negli Usa: a New York il Wti viene scambiato al momento a 66,24 dollari al barile, in calo dell'1,66% rispetto al prezzo di chiusura di ieri. Da Mosca, intanto, arriva l'annuncio della Banca centrale russa "pronta ad intervenire sul mercato valutario se necessario, senza limiti e senza annunci preliminari", per difendere il corso del rublo.
In mattinata, intanto, l'indebolimento dello yen ha permesso alla Borsa di Tokyo di mettere a segno il quinto rialzo consecutivo segnando un +0,94% a quota 17.887,21 punti. Sulle mosse degli investitori hanno inciso positivamente anche i sondaggi che danno vincente il premier Shinzo Abe in eventuali elezioni anticipate in Giappone. Quanto alla materie prime, si registra il nuovo calo delle quotazioni dell'oro che viene scambiato a 1.204 dollari l'oncia.
I mercati chiudono così in rosso. A Milano, Piazza Affari sprofonda a -2,77%. Londra cede lo 0,55% finale, fanno peggio le altre: Francoforte arretra dell'1,21%, Parigi lima l'1,55% e Madrid il 2,44%. Tra i singoli titoli del listino milanese, Fca non riesce a consolidare i guadagni registrati alla vigilia sulla scia dei dati sulle vendite negli Usa. Saipem tenta di recuperare terreno, dopo le forti vendite provocate dall'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, di bloccare il gasdotto South Stream.
Debole Wall Street: dopo l'ennesimo record, alla chiusura dei mercati Ue il Dow Jones cede lo 0,4%, in linea con il Nasdaq, mentre l'S&P 500 lima lo 0,6%. Dopo l'incoraggiante beige book il focus si sposta sul rapporto sull'occupazione, che verrà diffuso domani dal governo, mentre oggi i sussidi settimanali di disoccupazione sono scesi di 17 mila unità a 297 mila unita, calando sotto la soglia psicologica delle 300 mila unità.
Le attese per le mosse della Bce erano state scontate in questi giorni dai titoli di Stato dei Paesi periferici. La mezza delusione odierna porta però il rendimento dei Btp italiani di nuovo sopra al 2%, mentre lo spread chiude a quota 127 punti. Se il trend generale di forza dei Btp venisse confermato, si tradurrebbe in un risparmio per le casse dello Stato di 6 miliardi nel 2015. Uno stimolo non indifferente alla ripresa. Buone nuove sono intanto arrivate per la Spagna, che ha collocato oggi Bonos a 3, 5 e 10 anni per complessivi 3,51 miliardi di euro con rendimenti ai nuovi minimi storici. Il bond decennale è stato allocato al rendimento medio dell'1,85%, in calo dal 2,148% della precedente asta.
L'euro chiude in deciso rialzo a 1,2433 dollari e 148,88 yen, ai massimi di seduta. Il rafforzamento è legato alle dichiarazioni del presidente della Bce, mentre il biglietto verde aggiorna i massimi da sette anni sulla divisa nipponica a 120,25 yen per poi ripiegare a 119,79 yen. L'ottimismo espresso ieri dalla Federal Reserve sulle prospettive dell'economia Usa continua a sostenere il dollaro, in attesa della diffusione dei dati sul mercato del lavoro previsto domani.
Dopo il recupero della mattinata, le quotazioni del petrolio tornano a scendere in scia alla decisione dell'Arabia Saudita di tagliare i prezzi sulle proprie consegne di greggio negli Usa: a New York il Wti viene scambiato al momento a 66,24 dollari al barile, in calo dell'1,66% rispetto al prezzo di chiusura di ieri. Da Mosca, intanto, arriva l'annuncio della Banca centrale russa "pronta ad intervenire sul mercato valutario se necessario, senza limiti e senza annunci preliminari", per difendere il corso del rublo.
In mattinata, intanto, l'indebolimento dello yen ha permesso alla Borsa di Tokyo di mettere a segno il quinto rialzo consecutivo segnando un +0,94% a quota 17.887,21 punti. Sulle mosse degli investitori hanno inciso positivamente anche i sondaggi che danno vincente il premier Shinzo Abe in eventuali elezioni anticipate in Giappone. Quanto alla materie prime, si registra il nuovo calo delle quotazioni dell'oro che viene scambiato a 1.204 dollari l'oncia.