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Le Borse contrastate dopo l'asta Bce, pesano Atene e petrolio

Deboli i dati sull'inflazione in Germania e Francia: altre indicazioni a Draghi per accelerare l'intervento. L'asta di liquidità finalizzata a sostenere il credito alle imprese registra richieste per 130 miliardi: si avvicina l'acquisto di titoli di Stato. Wall Street in rialzo dopo i dati macro, Tokyo infila la terza seduta consecutiva di ribassi. Rublo a picco, Mosca alza i tassi
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MILANO - Il crollo del prezzo del petrolio e l'evoluzione politica ad Atene, con la richiesta di elezioni presidenziali anticipate da parte del premier Antonis Samaras e la possibilità che si arrivi a sciogliere il Parlamento - vista la sua insufficiente maggioranza - fanno ancora da quinta alla giornata dei mercati. Punto di riferimento positivo per gli investitori è ancora Wall Street, che dopo un trittico di sedute negative torna a macinare terreno in scia ai dati sulle vendite che corroborano la percezione di un'economia Usa in ripresa.

Dopo un iniziale recupero, il petrolio è tornato invece a perdere quota: a New York il greggio Wti ha ripreso a calare verso la soglia dei 60 dollari al barile, mentre il Brent tiene pur debole in area 64 dollari (le materie prime).

Sotto osservazione nelle sale operative c'era anche l'esito della seconda asta Tltro della Bce, l'erogazione di liquidità finalizzata al sostegno delle imprese. L'Eurotower ha registrato richie…
MILANO - Il crollo del prezzo del petrolio e l'evoluzione politica ad Atene, con la richiesta di elezioni presidenziali anticipate da parte del premier Antonis Samaras e la possibilità che si arrivi a sciogliere il Parlamento - vista la sua insufficiente maggioranza - fanno ancora da quinta alla giornata dei mercati. Punto di riferimento positivo per gli investitori è ancora Wall Street, che dopo un trittico di sedute negative torna a macinare terreno in scia ai dati sulle vendite che corroborano la percezione di un'economia Usa in ripresa.

Dopo un iniziale recupero, il petrolio è tornato invece a perdere quota: a New York il greggio Wti ha ripreso a calare verso la soglia dei 60 dollari al barile, mentre il Brent tiene pur debole in area 64 dollari (le materie prime).

Sotto osservazione nelle sale operative c'era anche l'esito della seconda asta Tltro della Bce, l'erogazione di liquidità finalizzata al sostegno delle imprese. L'Eurotower ha registrato richieste per 130 miliardi, in linea con le attese, ma gli analisti vedono a questo punto allontanarsi il target espresso da Mario Draghi di ampliare il bilancio di 1.000 miliardi. A questo punto - si sostiene nelle sale operative - si avvicina il quantitative easing della Bce, con l'acquisto di titoli di Stato.

Centrali in questo senso anche le rilevazioni sui prezzi al consumo in Europa. Nessuna sorpresa dal dato dell'inflazione in Germania, che a novembre evidenzia un dato annualizzato pari allo 0,6% mentre su base mensile la dinamica dei prezzi è invariata. La lettura è allineata alle attese degli analisti. Deflazione in Francia: il dato mensile è di un -0,2% a novembre, che diventa un +0,3% annuo. Il dato è inferiore al consensus, che prevedeva una flessione più contenuta dello 0,1% mensile con l'inflazione tendenziale allo 0,4%. Indicazioni che rafforzano ancora una volta l'urgenza di intervenire per la Bce, visto che è ben lontano l'obiettivo di avere nel medio termine un'inflazione poco sotto il 2%, anche nelle principali economie. Anche dall'Italia non arrivano numeri confortanti, con la produzione industriale in calo a differenza di attese per un recupero a ottobre. L'Ocse registra invece il -0,1% del Pil italiano nel terzo trimestre, performance che fa del Belpaese il penultimo del G20 per dinamismo.

Le Borse europee oscillano per lunga parte della giornata tra il rosso e il nero, poi vengono sostenute da Wall Street: Piazza Affari chiude appena sotto la parità (-0,09%), recupera lo 0,4%, Londra cede lo 0,59%, Parigi è invariata (-0,05%), mentre Francoforte riesce a rafforzarsi al +0,64%. Nuova chiusura choc per Atene, con l'indice Athex che perde il 7,35%. BofA Merrill Lynch ha riavviato la sua copertura su Eni con suggerimento di acquisto e target price a 19 euro. In rosso Fca: nella notte italiana ha annunciato di prezzare a 11 dollari per azione il collocamento da 87 milioni di titoli, mentre la cedola del prestito obbligazionario a conversione obbligatoria da 2,5 miliardi di dollari sarà dell'7,875%. Male anche la Roma, eliminata dalla Champions, mentre Telecom beneficia delle offerte per Tim Brasil.

Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta a 137 punti base, sostanzialmente sugli stessi livelli dei primi scambi di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è pari al 2,05%. L'euro è fermo sul dollaro a fine giornata. La moneta europea consolida la ripresa dopo il minimo degli ultimi due anni toccato lunedì scorso e conferma i valori dell'apertura, scambiando a 1,2404 contro il biglietto verde. L'euro recupera leggermente anche sullo yen e scambia a 147,94. Il cambio dollaro/yen torna sopra quota 119 a 119,30. Dopo i nuovi minimi del rublo, la banca centrale russa ha alzato il tasso di riferimento di un punto percentuale: dal 9,5% al 10,5%. La mossa - spiega l'istituto - ha l'obiettivo di arrestare il crollo valutario e l'inflazione che quest'anno dovrebbe raggiungere il 9%.

Negli Usa, si registra la crescita oltre le attese delle vendite al dettaglio di novembre: +0,7% e maggior rialzo da otto mesi. Calano leggermente, ma sempre più delle aspettative, anche le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione: 294mila contro le 300mila preventivate. I dati sostengono Wall Street, che si rafforza con il procedere delle contrattazioni dopo aver registrato tre chiusure di fila in rosso: il Dow Jones sale dello 0,37%, il Nasdaq dello 0,52% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,5%.

In Asia si registra ancora una giornata difficile per la Borsa di Tokyo, appesantita dai dati macroeconomici: gli ordinativi di macchinari in Giappone sono scesi, ad ottobre, per la prima volta da 5 mesi e molto più delle attese. Il dato diffuso dal governo mostra una caduta mensile del 6,4% contro attese per un calo attorno al 2% e una flessione annua del 4,9 per cento. Il Nikkei termina così gli scambi in calo dello 0,89%, pagando anche il rialzo dello yen.

Tornando al comparto delle materie prime, l'oro a febbraio vede un -0,92% a 1.218,10 dollari l'oncia.