MILANO - Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, chiede all'Europa di accelerare sul piano Juncker per gli investimenti perché "si inserisce in un contesto nel quale l'economia europea fatica a riprendere una crescita sostenuta: direi di più, mostra rischi che invece di allentarsi diventano più pressanti in termini di crescita che striscia sul fondo". Immediata la risposta del Commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, secondo cui se l'attuale bassa crescita e alta disoccupazione dovessero perdurare, l'Europa rischia "un decennio" perso alla stagnazione.
Intervendo a un convegno a Roma, Moscovici, ha poi riconosciuto "un tributo alla presidenza italiana della Ue, che ha consentito buoni progressi all'ultimo consiglio Ecofin, ad esempio rafforzando la Mifid, per lottare contro certi meccanismi fiscali". E ancora, dal Commissario Ue è poi arrivato un assist al governo Renzi: "Devo riconoscere il grande sforzo delle riforme poste in essere, che la Commissione accoglie favorevolmente per costruire un'economia più competitiva con maggiore occupazione e crescita. Noi però sosteniamo le riforme, non le ordiniamo, così come non scegliamo i governi".
Anche per questo Bruxelles si aspetta entro la terza settimana di gennaio ulteriori informazioni dal governo italiano prima di decidere il suo orientamento finale sui conti italiani. Padoan, da parte sua, ha ribadito che "c'è un'agenda implicita che ogni paese si deve dare per poter sfruttare al meglio il piano Juncker: io ho in mente il caso italiano bisogna accrescere le opportunità di investimento e qui l'agenda delle riforme strutturali è fondamentale".
In mattinata, da Norimberga il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker aveva detto: "Io non ho denaro fresco, ma se gli Stati vogliono contribuire con risorse nazionali al fondo sono benvenuti. Lo dico ai romani e ai parigini, a cui tutto questo non basta".
Intervendo a un convegno a Roma, Moscovici, ha poi riconosciuto "un tributo alla presidenza italiana della Ue, che ha consentito buoni progressi all'ultimo consiglio Ecofin, ad esempio rafforzando la Mifid, per lottare contro certi meccanismi fiscali". E ancora, dal Commissario Ue è poi arrivato un assist al governo Renzi: "Devo riconoscere il grande sforzo delle riforme poste in essere, che la Commissione accoglie favorevolmente per costruire un'economia più competitiva con maggiore occupazione e crescita. Noi però sosteniamo le riforme, non le ordiniamo, così come non scegliamo i governi".
Anche per questo Bruxelles si aspetta entro la terza settimana di gennaio ulteriori informazioni dal governo italiano prima di decidere il suo orientamento finale sui conti italiani. Padoan, da parte sua, ha ribadito che "c'è un'agenda implicita che ogni paese si deve dare per poter sfruttare al meglio il piano Juncker: io ho in mente il caso italiano bisogna accrescere le opportunità di investimento e qui l'agenda delle riforme strutturali è fondamentale".
In mattinata, da Norimberga il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker aveva detto: "Io non ho denaro fresco, ma se gli Stati vogliono contribuire con risorse nazionali al fondo sono benvenuti. Lo dico ai romani e ai parigini, a cui tutto questo non basta".