Apple blocca le vendite in Russia. Jaguar, Bentley e VW congelano le consegne
Il crollo del rublo crea problemi alle grandi compagnie estere che esportano e vendono in divisa locale. Il gigante di Cupertino blocca i canali online, dopo che il valore degli iPhone è precipitato da 887 a 585 dollari. I consumatori in fila per acquistare prima che la moneta perda quota ulteriormente. E partono i turisti dello shopping dai Paesi vicini
MILANO - La corsa al ribasso del rublo, che oggi oscilla dopo le mosse difensive della Banca centrale russa e del Ministero delle Finanze, inizia a vedersi anche nella vita di tutti i giorni in Russia. E le compagnie occidentali prendono le prime contromisure. I report internazionali parlano dell'assenza di dollari presso le filiali delle banche e delle code dei cittadini dell'ex Urss presso i grandi magazzini, dove si spendono i rubli prima che questi perdano ancor più valore.
Le grandi compagnie occidentali, dal canto loro, cercano di correre ai ripari per non vedere intaccato drammaticamente il valore delle vendite in divisa locale. E' il caso ad esempio della Apple, società dal maggior valore borsistico del mondo, e simbolo del consumismo di stampo occidentale. Mentre Barack Obama studia nuove sanzioni per la Russia, la società di Cupertino ha infatti annunciato la sospensione delle vendite online di iPhones, iPad e computer perchè il crollo del rublo me…
Le grandi compagnie occidentali, dal canto loro, cercano di correre ai ripari per non vedere intaccato drammaticamente il valore delle vendite in divisa locale. E' il caso ad esempio della Apple, società dal maggior valore borsistico del mondo, e simbolo del consumismo di stampo occidentale. Mentre Barack Obama studia nuove sanzioni per la Russia, la società di Cupertino ha infatti annunciato la sospensione delle vendite online di iPhones, iPad e computer perchè il crollo del rublo me…
MILANO - La corsa al ribasso del rublo, che oggi oscilla dopo le mosse difensive della Banca centrale russa e del Ministero delle Finanze, inizia a vedersi anche nella vita di tutti i giorni in Russia. E le compagnie occidentali prendono le prime contromisure. I report internazionali parlano dell'assenza di dollari presso le filiali delle banche e delle code dei cittadini dell'ex Urss presso i grandi magazzini, dove si spendono i rubli prima che questi perdano ancor più valore.
Le grandi compagnie occidentali, dal canto loro, cercano di correre ai ripari per non vedere intaccato drammaticamente il valore delle vendite in divisa locale. E' il caso ad esempio della Apple, società dal maggior valore borsistico del mondo, e simbolo del consumismo di stampo occidentale. Mentre Barack Obama studia nuove sanzioni per la Russia, la società di Cupertino ha infatti annunciato la sospensione delle vendite online di iPhones, iPad e computer perchè il crollo del rublo mette in difficoltà i venditori di beni importati, che devono fissare i prezzi.
Il colosso dell'elettronica al consumo a stelle e strisce ha sottolineato che la sospensione è temporanea e dipende esclusivamente dalla crisi valutaria, che ha determinato un calo del 20% del rublo in due giorni. "A causa delle fluttuazioni estreme del valore del rublo, il nostro store online in russia è attualmente non disponibile mentre rimoduliamo i prezzi. Ci scusiamo con i clienti per il disagio" ha detto una portavoce. I negozianti russi hanno problemi ha fissare i prezzi in rubli dei beni importanti, dall'elettronica al vino, mentre i consumatori russi si affrettano a fare spese prima di un netto aumento dei prezzi.
L'annuncio dello stop agli iPhone è arrivato solo tre giorni dopo un tentativo di star dietro alla corsa dei prezzi, che aveva portato a un aumento del valore di listino dello smartphone di circa un quarto. Convertito in dollari, il prezzo dell'iPhone ha subito un tracollo da 847 a 585 dollari.
Anche McDonald's ha provato a rincorrere il crollo del rublo alzando il prezzo del Big Mac di oltre due punti percentuali, ma dovuto comunque incassare una 'svalutazione' del suo panino più famoso da 1,77 a 1,35 dollari, se trasferito nella valuta americana.
L'elenco delle compagnie che stanno faticando di fronte alla turbolenza finanziaria di Mosca e dintorni non si ferma qui. Il gigante tedesco della distribuzione all'ingrosso, Metro, ha sospeso a tempo indeterminato la quotazione di una catena russa sua controllata. "Non avrebbe senso quotarla adesso", ha detto il ceo Olaf Koch secondo quanto riporta Bloomberg.
Inditex ha chiuso il negozio principale della capitale, MediaMarkt sta rilevando che le sue superfici di vendita sono attualmente sovradimensionate rispetto alle reali necessità.
Anche i grandi distributori di auto straniere in Russia hanno sospeso la fornitura ai concessionari, dove le vendite sono state messe in standby per alcuni giorni. Secondo il quotidiano Vedomosti, tre rivenditori hanno confermato che, per esempio, Jaguar Land Rover - che già a novembre aveva aggiustato i prezzi a rialzo del 15% - ha sospeso le forniture. Un altro top manager ha parlato di un deficit di auto straniere sul mercato. I concessionari hanno smesso di comprare anche Bentley e Volkswagen. Tutte e tre le case automobilistiche avrebbero congelato le consegne fino a una revisione dei prezzi.
Mentre le compagnie occidentali fuggono, nelle ultime settimane la Russia è diventata centro dello shopping nella regione. Dal momento che le monete di altri Stati non si sono svalutate tanto quanto quella russa e per il fatto che i commercianti non hanno ancora rivisto tutti i prezzi a rialzo, molti prodotti risultano più convenienti in Russia, che non in Kazakistan o Bielorussia. Come riporta l'agenzia Rbc, nel mese di novembre si è registrato un forte aumento della spesa di clienti da Armenia, Cina, Bielorussia, Kazakistan e altre repubbliche ex sovietiche. Gli armeni, per esempio, hanno comprato il 123,64% in più, rispetto a novembre del 2013, mentre il valore degli acquisti dei cinesi è aumentato dell'85,73% e sono concentrati in gioielli e orologi. Bielorussi e kazaki, invece, hanno iniziato già a ottobre a comprare in modo molto più attivo soprattutto automobili.
Le grandi compagnie occidentali, dal canto loro, cercano di correre ai ripari per non vedere intaccato drammaticamente il valore delle vendite in divisa locale. E' il caso ad esempio della Apple, società dal maggior valore borsistico del mondo, e simbolo del consumismo di stampo occidentale. Mentre Barack Obama studia nuove sanzioni per la Russia, la società di Cupertino ha infatti annunciato la sospensione delle vendite online di iPhones, iPad e computer perchè il crollo del rublo mette in difficoltà i venditori di beni importati, che devono fissare i prezzi.
Il colosso dell'elettronica al consumo a stelle e strisce ha sottolineato che la sospensione è temporanea e dipende esclusivamente dalla crisi valutaria, che ha determinato un calo del 20% del rublo in due giorni. "A causa delle fluttuazioni estreme del valore del rublo, il nostro store online in russia è attualmente non disponibile mentre rimoduliamo i prezzi. Ci scusiamo con i clienti per il disagio" ha detto una portavoce. I negozianti russi hanno problemi ha fissare i prezzi in rubli dei beni importanti, dall'elettronica al vino, mentre i consumatori russi si affrettano a fare spese prima di un netto aumento dei prezzi.
L'annuncio dello stop agli iPhone è arrivato solo tre giorni dopo un tentativo di star dietro alla corsa dei prezzi, che aveva portato a un aumento del valore di listino dello smartphone di circa un quarto. Convertito in dollari, il prezzo dell'iPhone ha subito un tracollo da 847 a 585 dollari.
Anche McDonald's ha provato a rincorrere il crollo del rublo alzando il prezzo del Big Mac di oltre due punti percentuali, ma dovuto comunque incassare una 'svalutazione' del suo panino più famoso da 1,77 a 1,35 dollari, se trasferito nella valuta americana.
L'elenco delle compagnie che stanno faticando di fronte alla turbolenza finanziaria di Mosca e dintorni non si ferma qui. Il gigante tedesco della distribuzione all'ingrosso, Metro, ha sospeso a tempo indeterminato la quotazione di una catena russa sua controllata. "Non avrebbe senso quotarla adesso", ha detto il ceo Olaf Koch secondo quanto riporta Bloomberg.
Inditex ha chiuso il negozio principale della capitale, MediaMarkt sta rilevando che le sue superfici di vendita sono attualmente sovradimensionate rispetto alle reali necessità.
Anche i grandi distributori di auto straniere in Russia hanno sospeso la fornitura ai concessionari, dove le vendite sono state messe in standby per alcuni giorni. Secondo il quotidiano Vedomosti, tre rivenditori hanno confermato che, per esempio, Jaguar Land Rover - che già a novembre aveva aggiustato i prezzi a rialzo del 15% - ha sospeso le forniture. Un altro top manager ha parlato di un deficit di auto straniere sul mercato. I concessionari hanno smesso di comprare anche Bentley e Volkswagen. Tutte e tre le case automobilistiche avrebbero congelato le consegne fino a una revisione dei prezzi.
Mentre le compagnie occidentali fuggono, nelle ultime settimane la Russia è diventata centro dello shopping nella regione. Dal momento che le monete di altri Stati non si sono svalutate tanto quanto quella russa e per il fatto che i commercianti non hanno ancora rivisto tutti i prezzi a rialzo, molti prodotti risultano più convenienti in Russia, che non in Kazakistan o Bielorussia. Come riporta l'agenzia Rbc, nel mese di novembre si è registrato un forte aumento della spesa di clienti da Armenia, Cina, Bielorussia, Kazakistan e altre repubbliche ex sovietiche. Gli armeni, per esempio, hanno comprato il 123,64% in più, rispetto a novembre del 2013, mentre il valore degli acquisti dei cinesi è aumentato dell'85,73% e sono concentrati in gioielli e orologi. Bielorussi e kazaki, invece, hanno iniziato già a ottobre a comprare in modo molto più attivo soprattutto automobili.