MILANO - Proseguono i lavori sulla Legge di Stabilità alla commissione Bilancio del Senato. Si registrano importanti modifiche e anche un colpo di scena serale, con il governo battuto su un emendamento di Sel. La norma passata, a prima firma Uras, destina 5 milioni di euro alle scuole elementari e medie della Sardegna danneggiate dall'alluvione. L'emendamento, con parere contrario di esecutivo e relatore, è passato con un voto di scarto.
L'obiettivo è comunque che il provvedimento arrivi nell'Aula di palazzo Madama giovedì mattina. Quanto ai cambiamenti, i più importanti sono in tema di tassazione: i soggetti Irap che non hanno dipendenti potranno fruire di un credito d'imposta del 10 per cento. Lo prevede l'emendamento del relatore al ddl di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), per 'compensare' l'aumento dell'aliquota dal 3,5% al 3,9% deciso con la Finanziaria. Questi soggetti, tra cui gli autonomi, infatti non possono fruire degli sgravi legati al costo del lavoro dei dipendenti. Il credito scatta dal periodo d'imposta 2015 e l'onere è stimato in 163 milioni dal 2016 perché, ricorda la relazione tecnica, il credito d'imposta è fruibile l'anno successivo a quello di maturazione. Questo credito, specifica la misura, potrà essere utilizzato "esclusivamente in compensazione".
Un'altra modifica prevede che saranno esclusi dalle agevolazioni fiscali previste dal nuovo regime dei minimi "i soggetti con redditi di lavoro dipendenti e assimilati prevalenti ripetto ai redditi oggetto di agevolazione ad eccezione di coloro per cui la somma di tali redditi non superi i 20.000 euro".
Il governo ha deciso di ritirare 5 emendamenti alla legge di stabilità, mentre altri 4 sono stati dichiarati inammissibili, per un totale di 9 proposte di modifica. Tra le norme che saltano figurano: la proroga che interessa le armi da fuoco a uso scenico - la cosiddetta norma per James Bond - l'aggiornamento dei canoni per le trivelle. Tra gli inammissibili gli sconti sulle frequenze tv e la possibilità per le forze di polizia di usare il carburante sequestrato.
Novità importanti anche sulla previdenza. Scatta un credito d'imposta del 6% sui redditi di natura finanziaria delle casse privatizzate "a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e imposte sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario a medio lungo termine" che dovranno essere individuate con decreto dell'Economia. Lo stesso emendamento prevede un credito d'imposta del 9% del risultato netto maturato dei fondi pensione sempre a condizione che "un ammontare corrispondente" sia "investito in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine". L'obiettivo è, per queste quote, di 'sterilizzare' l'aumento della tassazione per le casse dal 20% al 26% e per i fondi dall'11% al 20%. Viene posto un tetto di spesa di 80 milioni e, nella relazione tecnica, si specifica che si tratterà di "investimenti infrastrutturali".
Modifiche in arrivo, secondo quanto si apprende, anche per le zone franche urbane: verrebbero infatti ripristinati 40 milioni su un taglio di circa 100 milioni. Le zone franco urbane sono aree di piccole dimensioni dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Sono previsti poi 5 milioni di euro in più per sostenere le adozioni internazionali e 5 milioni di euro per lo screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie. Per l'alluvione di Genova, 8 milioni.
Sui patronati, infine, arriva un ulteriore alleggerimento dei sacrifici: i tagli al fondo dedicato - inizialmente previsti per 150 milioni e poi spostati a 75 milioni - dovrebbero scendere di nuovo a 35 milioni. Viene ridotto anche il taglio (da 238 milioni a 208 milioni nel 2015), al Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello.
L'obiettivo è comunque che il provvedimento arrivi nell'Aula di palazzo Madama giovedì mattina. Quanto ai cambiamenti, i più importanti sono in tema di tassazione: i soggetti Irap che non hanno dipendenti potranno fruire di un credito d'imposta del 10 per cento. Lo prevede l'emendamento del relatore al ddl di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), per 'compensare' l'aumento dell'aliquota dal 3,5% al 3,9% deciso con la Finanziaria. Questi soggetti, tra cui gli autonomi, infatti non possono fruire degli sgravi legati al costo del lavoro dei dipendenti. Il credito scatta dal periodo d'imposta 2015 e l'onere è stimato in 163 milioni dal 2016 perché, ricorda la relazione tecnica, il credito d'imposta è fruibile l'anno successivo a quello di maturazione. Questo credito, specifica la misura, potrà essere utilizzato "esclusivamente in compensazione".
Un'altra modifica prevede che saranno esclusi dalle agevolazioni fiscali previste dal nuovo regime dei minimi "i soggetti con redditi di lavoro dipendenti e assimilati prevalenti ripetto ai redditi oggetto di agevolazione ad eccezione di coloro per cui la somma di tali redditi non superi i 20.000 euro".
Il governo ha deciso di ritirare 5 emendamenti alla legge di stabilità, mentre altri 4 sono stati dichiarati inammissibili, per un totale di 9 proposte di modifica. Tra le norme che saltano figurano: la proroga che interessa le armi da fuoco a uso scenico - la cosiddetta norma per James Bond - l'aggiornamento dei canoni per le trivelle. Tra gli inammissibili gli sconti sulle frequenze tv e la possibilità per le forze di polizia di usare il carburante sequestrato.
Novità importanti anche sulla previdenza. Scatta un credito d'imposta del 6% sui redditi di natura finanziaria delle casse privatizzate "a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e imposte sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario a medio lungo termine" che dovranno essere individuate con decreto dell'Economia. Lo stesso emendamento prevede un credito d'imposta del 9% del risultato netto maturato dei fondi pensione sempre a condizione che "un ammontare corrispondente" sia "investito in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine". L'obiettivo è, per queste quote, di 'sterilizzare' l'aumento della tassazione per le casse dal 20% al 26% e per i fondi dall'11% al 20%. Viene posto un tetto di spesa di 80 milioni e, nella relazione tecnica, si specifica che si tratterà di "investimenti infrastrutturali".
Modifiche in arrivo, secondo quanto si apprende, anche per le zone franche urbane: verrebbero infatti ripristinati 40 milioni su un taglio di circa 100 milioni. Le zone franco urbane sono aree di piccole dimensioni dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Sono previsti poi 5 milioni di euro in più per sostenere le adozioni internazionali e 5 milioni di euro per lo screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie. Per l'alluvione di Genova, 8 milioni.
Sui patronati, infine, arriva un ulteriore alleggerimento dei sacrifici: i tagli al fondo dedicato - inizialmente previsti per 150 milioni e poi spostati a 75 milioni - dovrebbero scendere di nuovo a 35 milioni. Viene ridotto anche il taglio (da 238 milioni a 208 milioni nel 2015), al Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello.