Economia

Manovra, Iva al 4% per gli ebook. Per i giornali digitali è ancora tutto in forse

Nella Legge in discussione al Senato per gli emendamenti dovrebbero entrare gli sgravi fiscali sia per gli editori digitali che per i quotidiani. La leva fiscale per rilanciare i consumi

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ROMA – Abbattere l’Iva sugli e-book al 4 per cento e prevedere lo stesso regime del 4% anche per le copie digitali che sono vendute dagli editori dei giornali. Il governo Renzi vuole usare la leva della fiscalità per dare slancio e modernità ai consumi culturali.

Se però gli editori dei libri possono già festeggiare perché il taglio dell’Iva è ormai cosa fatta, gli editori dei giornali sono in ansia. La loro riduzione, che già oggi doveva entrare nella Legge di Stabilità con un emendamento, ancora non si vede. La Commissione Bilancio del Senato, che esamina il provvedimento, non ha votato la cosa.

Insomma: l’americana Amazon, paladina dell’e-book, ha già pronto lo champagne mentre gli editori (italiani) dei giornali sono all’acqua tonica. La misura non rappresenta un aiuto diretto agli editori dei giornali. Nessun assistenzialismo, insomma. Ed ha costi minimali per l’Erario, mentre darebbe un grande vantaggio ai lettori che sempre più spesso comprano il giornale nella versione per tablet. Sarebbero loro a pagare l’Iva al 4% contro il 22% di oggi.

E’ atteso per le prossime ore un maxi-emendamento del governo alla Legge di Stabilità, ultimo treno utile per varare la misura e permettere agli editori dei giornali di accelerare i loro piani. Che prevedono forti investimenti nelle edizioni digitali dei quotidiani e dei settimanali di qualità. Sempre che ci si ricordi di quanto sono importanti per la democrazia.