Economia

Svanisce l'effetto Fed, Borse deboli. Il petrolio resta sui minimi

Nell'ultima seduta della settimana svanisce l'euforia legata alla decisione della Banca centrale americana di proseguire nella sua politica accomodante. Una scelta confermata anche dalla Banca del Giappone. Stabile lo spread, mentre il greggio resta sui minimi dal 2009

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MILANO - L'effetto Fed è finito. E le Borse europee chiudono in calo una settimana non certo priva di passione. Sebbene il conteso per gli investitori resti positivo dopo che la Federal Reserve ha deciso di rinviare il rialzo dei tassi mantenendo il costo del denaro più basso del previsto ancora a lungo, a condizionare tuttavia la seduta ha contribuito la dinamica del petrolio che resta ai minimi dal maggio 2009 a dimostrazione che la domanda è debole a fronte di una produzione sostenuta. Il Wti è scambiato a 55 dollari, mentre il Brent recupera la soglia psicologica dei 60 dollari.

Le Borse europee hanno registrato andamenti negativi, ad eccezione di Londra che è avanzata dell'1,2%. Francoforte ha perso lo 0,25%, Parigi lo 0,18%, mentre Milano ha chiuso in calo dello 0,4%. L'euro è rimasto al minimo da 28 mesi di 1,2232 dollari ed è arretrato anche sullo yen a quota 146,33. A spingere in ribasso la moneta comune sono le crescenti aspettative di un programma di 'quantitative easing' firmato Bce, rafforzate oggi dalla dichiarazione del consigliere esecutivo, Peter Praet, il quale ha ribadito che Francoforte "non esiterà ad agire" a contrasto della disinflazione. Stabile lo spread in area 135 punti, mentre i Btp rendono l'1,96%. Alla chiusura delle piazza europee, Wall Street oscillava intorno alla parità. 

Dal vertice Ue concluso nella notte arrivano segnali positivi con il via libera al piano investimenti presentato dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker, mentre il premier italiano, Matteo Renzi, congedandosi dal semestre di presidenza dell'Unione ha ricordato che l'eredita lasciata "è la crescita oltre l'austerità". Sempre sul fronte macroeconomico, poi, gli investitori incassano il rialzo oltre le attese della fiducia dei consumatori tedeschi: l'indice Gfk per il mese di gennaio prossimo si è attestato infatti a quota 9, contro gli 8,7 di dicembre. Le attese del mercato stimavano per gennaio una crescita più limitata, a 8,9.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,39% con la Bank of Japan (BoJ) che ha confermato le linee di allentamento monetario ultra espansive e, pur tra la crescente incertezza causata dal crollo dei prezzi del petrolio, ha rimarcato che l'economia si sta riprendendo "moderatamente". La base monetaria continuerà a salire al ritmo annuo di circa 80.000 miliardi di yen (550 miliardi di euro) con l'acquisto di asset. L'economia, recita la nota diffusa al termine del board, continua a "riprendersi moderatamente come tendenza", con "segnali di ripresa" su export e produzione industriale.

L'oro con consegna immediata è scambiato a 1.200,29 dollari l'oncia a Singapore, in lieve aumento rispetto alla quotazione di ieri 1.198 dollari. Loro con consegna a febbraio è scambiato a 1.200,40 dollari l'oncia.