Economia

Borse in rialzo verso la pausa natalizia. Tasso Btp sui minimi storici

I mercati si avviano verso il lungo stop per le feste in un clima più sereno: Piazza Affari sale di mezzo punto percentuale. L'Italia resta osservata speciale tra la legge di Stabilità e i primi decreti attuativi del Jobs act. Euro in recupero. Il petrolio torna a scendere dopo il recupero in Asia

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MILANO - Nella penultima seduta prima della lunga sosta natalizia - Piazza Affari resterà chiusa dal 24 al 28 dicembre - i mercati guardano soprattutto alla politica italiana: la Camera è chiamata all'approvazione definitiva della legge di Stabilità per il 2015, mentre alla vigilia di Natale il Consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi due decreti attuativi del Jobs act, la riforma del lavoro promessa dal premier, Matteo Renzi, pochi giorni dopo il suo insediamenti a Palazzo Chigi, lo scorso febbraio.

Per il resto l'agenda dei mercati, per oggi come per il prosieguo della settimana, è piuttosto scarica (leggi): in Germania i salari reali salgono dell'1,8% annuale nel terzo trimestre, il balzo in avanti più forte da tre anni a questa parte. I prezzi delle importazioni, invece, calano del 2,1%. A livello di Eurozona, l'indice di fiducia economica a novembre è rimasto sostanzialmente invariato (+0,1%) secondo la stima flash di Eurostat. L'indice ha toccato quota 100,8. La tendenza si conferma anche nella Ue a 28 con l'indice a quota 104,1 (-0,1%). La fiducia dei consumatori in Eurolandia è migliorata invece a dicembre più delle attese a -10,9 punti, da -11,5 a novembre.

Il clima sui mercati resta comunque positivo. Almeno sul fronte del debito pubblico italiano: lo spread è in calo sotto quota 135 punti base, con i Btp a 10 anni che rendono l'1,93%, vicini al minimo storico. Dopo i segnali di ripresa del petrolio in mattinata, il greggio torna a scendere negli Usa: il greggio a febbraio segna un calo di nuovo in area 55 dollari al barile. Ieri è arrivato un atto d'accusa dall'Opec nei confronti dei paesi produttori, ma estranei all'organizzazione.

In questo contesto Piazza Affari modera i guadagni al +0,48% finale, sostenuta dai titoli del comparto energetico - che si giovano del recupero del greggio - e dalle banche. In controtendenza Mps, impegnata tra l'aumento di capitale e il possibile rinnovamento dei vertici: alla fine cede il 6% e anche Carige è pesante a -4%. Positive anche le altre Borse Ue: Londra guadagna lo 0,48% finale, Francoforte lo 0,81% e Parigi lo 0,3%.

Wall Street è debole: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones avanza dello 0,5%, ma lo S&P500 e il Nasdaq sono poco sotto la parità. L'indice della Fed di Chicago è salito a 0,73 punti in novembre da 0,31 in ottobre. La media mobile dei tre mesi è passata nel periodo a +0,48 punti dai +0,09 calcolati il mese precedente. Ogni dato sopra quota zero indica una fase di espansione delle attività economiche. Sotto le aspettative, invece, il dato sulla vendita di case esistenti: a novembre sono scese del 6,1%.

L'euro è in rialzo nei confronti del dollaro: la moneta unica viene scambiata in area 1,226 nei confronti del biglietto verde americano, rispetto alla valutazione di 1,2226 fatta segnare alla chiusura indicativa di Wall Street di venerdì scorso. 

In mattinata, chiusura in lieve rialzo per la Borsa di Tokyo - che pure è stata parzialmente frenata da alcune riscossioni di benefici -, sull'onda del rialzo in chiusura venerdì di Wall Street, lanciata dalle decisioni della Fed. Favorito dal dollaro, l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,08% (+13,74 punti) a 17.635,14 punti. L'indice Topix è cresciuto dello 0,24% (+3,44 punti) per attestarsi a 1.413,05 punti alla chiusura. In chiusura il dollaro a Tokyo veniva scambiato a 119,50 yen e l'euro a 146,38 yen, entrambi in leggero rialzo rispetto a venerdì.

L'oro con scadenza a febbraio, dopo il recupero in Asia, si stabilizza all'apertura di Wall Street in area a 1.195 dollari l'oncia.