MILANO - Per molti osservatori il 2014 è stato l'anno dell'avvio - lentissimo - del rimbalzo del mercato immobiliare, decimato nei suoi valori dalla lunga recessione economica. Eppure la ripresa è ancora fragilissima e lo dimostra il contraccolpo registrato dall'Istat nel secondo trimestre dell'anno, durante il quale, dopo la leggera ripresa nel periodo gennaio-marzo, le convenzioni notarili di compravendite di unità immobiliari, sia ad uso residenziale sia ad uso commerciale, sono tornate a registrare valori negativi.
Secondo l'Istituto di Statistica, il calo tendenziale è stato pari al 3,1% per le convenzioni notarili relative a trasferimenti di proprietà nel complesso del settore immobiliare; la stessa variazione negativa si è vista per i passaggi di immobili ad uso abitazione mentre i trasferimenti di unità immobiliari a uso economico si sono ridotti del 3,2%.
Ancora gli economisti spiegano che tra aprile e giugno scorsi sono state 151.994 le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari. Il 93,3% delle convenzioni rogate ha riguardato "trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (141.833), il 6% unità immobiliari ad uso economico (9.126) e lo 0,7% (1.035) unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà".
A livello territoriale, nel comparto dell'immobiliare ad uso residenziale, si sono segnate variazioni negative in tutte le ripartizioni geografiche, con valori sotto la media nazionale nelle Isole (-9,7%) e al Sud (-5,4%). Anche nel settore dell'immobiliare ad uso economico, tutte le ripartizioni geografiche fanno registrare variazioni negative, tranne le Isole (+4,5%).
L'Istat registra poi il risultato negativo degli Archivi notarili con sede nelle piccole città: il calo delle convenzioni di compravendita è stato del 4,5% a fronte del -1,1% degli Archivi dei grandi centri. Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare hanno invece registrato una crescita del 5,1%.
Nel settore dei mutui e dei finanziamenti, valori positivi si sono osservati in tutte le ripartizioni geografiche, con valori sopra la media al Sud (+10,6%) e nel Centro (+9,6%). Gli Archivi con sede nelle città metropolitane hanno registrato la variazione più alta (+5,8% a fronte del +4,6% nei Centri minori).
Secondo l'Istituto di Statistica, il calo tendenziale è stato pari al 3,1% per le convenzioni notarili relative a trasferimenti di proprietà nel complesso del settore immobiliare; la stessa variazione negativa si è vista per i passaggi di immobili ad uso abitazione mentre i trasferimenti di unità immobiliari a uso economico si sono ridotti del 3,2%.
Ancora gli economisti spiegano che tra aprile e giugno scorsi sono state 151.994 le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari. Il 93,3% delle convenzioni rogate ha riguardato "trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (141.833), il 6% unità immobiliari ad uso economico (9.126) e lo 0,7% (1.035) unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà".
A livello territoriale, nel comparto dell'immobiliare ad uso residenziale, si sono segnate variazioni negative in tutte le ripartizioni geografiche, con valori sotto la media nazionale nelle Isole (-9,7%) e al Sud (-5,4%). Anche nel settore dell'immobiliare ad uso economico, tutte le ripartizioni geografiche fanno registrare variazioni negative, tranne le Isole (+4,5%).
L'Istat registra poi il risultato negativo degli Archivi notarili con sede nelle piccole città: il calo delle convenzioni di compravendita è stato del 4,5% a fronte del -1,1% degli Archivi dei grandi centri. Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare hanno invece registrato una crescita del 5,1%.
Nel settore dei mutui e dei finanziamenti, valori positivi si sono osservati in tutte le ripartizioni geografiche, con valori sopra la media al Sud (+10,6%) e nel Centro (+9,6%). Gli Archivi con sede nelle città metropolitane hanno registrato la variazione più alta (+5,8% a fronte del +4,6% nei Centri minori).