MILANO - Rapine in banca dimezzate. Nei primi nove mesi dello scorso anno, infatti, sono stai messi a segno 418 furti allo sportello contro i 744 dello stesso periodo del 2013 (-44%). Di più, secondo uno Ossif, il centro di ricerca dell'Abi in materia di sicurezza, diminuisce del 41% anche il cosiddetto indice di rischio - il numero di rapine ogni 100 sportelli - che è passato da 3 a 1,8. D'altra parte il bottino per i rapinatori è sempre piuttosto scarso con una media di circa 26mila euro.
Insomma lo scorso anno ha mostrato un'inversione di rotta rispetto al +2,6% del 2013 quando vennero denunciate 43.754 rapine: "Tra gli obiettivi dei rapinatori - spiega l'Abi - figurano tutte le attività che prevedono la gestione di ingenti volumi di denaro contante, dalle dipendenze bancarie agli uffici postali, dalle farmacie ai supermercati, dalle tabaccherie agli esercizi commerciali. In particolare, sul totale delle rapine la metà è stata commessa nella pubblica via (51%). Seguono gli esercizi commerciali (15,7%), le abitazioni (8,3%), i locali e gli esercizi pubblici (4,2%), le farmacie (2,9%), le banche (2,8%), gli uffici postali (1,3%), i distributori di benzina (1,2%) e le tabaccherie (1,1%)".
Il calo dell'ultimo anno si spiega dunque con gli investimenti in sicurezza: le rapine allo sportello, infatti, sono passate dal 6% nel 2007 al 2,8% nel 2013 "confermando un trend positivo frutto del lavoro congiunto di banche e forze dell'ordine e degli ingenti investimenti del settore bancario per potenziare le misure di protezione, adottare soluzioni tecnologiche sempre più moderne e formare i dipendenti". Tuttavia, per l'Abi è indispensabile continuare a lavorare sul versante della prevenzione, riducendo l'ampia circolazione di denaro contante che ancora caratterizza l'Italia a vantaggio di strumenti di pagamento elettronici, più evoluti, efficienti e sicuri.
La Regione più sicura d'Italia è la Valle d'Aosta con nessun colpo nei primi nove mesi dell'anno, mentre le rapine sono diminuite in quattordici regioni: Abruzzo (-51,6%, da 31 a 15), Basilicata (-70%, da 10 a 3), Campania (-27,3%, da 44 a 32), Emilia Romagna (-40,7%, da 81 a 48), Lazio (-45,7%, da 70 a 38), Lombardia (-57,3%, da 150 a 64), Marche (-62,9%, da 35 a 13), Molise (-25%, da 4 a 3), Piemonte (-51,6%, da 62 a 30), Puglia (-12,5%, da 24 a 21), Sicilia (-41,3%, da 109 a 64), Toscana (-45,6%, da 68 a 37), Umbria (-66,7%, da 12 a 4) e Veneto (-60%, da 30 a 12). La situazione è peggiorata in Calabria (3 rapine da 2); Friuli Venezia Giulia (5 da 3); Liguria (23 da 9); Sardegna (2 da nessuna) e Trentino Alto-Adige (solo una da nessuna).
Insomma lo scorso anno ha mostrato un'inversione di rotta rispetto al +2,6% del 2013 quando vennero denunciate 43.754 rapine: "Tra gli obiettivi dei rapinatori - spiega l'Abi - figurano tutte le attività che prevedono la gestione di ingenti volumi di denaro contante, dalle dipendenze bancarie agli uffici postali, dalle farmacie ai supermercati, dalle tabaccherie agli esercizi commerciali. In particolare, sul totale delle rapine la metà è stata commessa nella pubblica via (51%). Seguono gli esercizi commerciali (15,7%), le abitazioni (8,3%), i locali e gli esercizi pubblici (4,2%), le farmacie (2,9%), le banche (2,8%), gli uffici postali (1,3%), i distributori di benzina (1,2%) e le tabaccherie (1,1%)".
Il calo dell'ultimo anno si spiega dunque con gli investimenti in sicurezza: le rapine allo sportello, infatti, sono passate dal 6% nel 2007 al 2,8% nel 2013 "confermando un trend positivo frutto del lavoro congiunto di banche e forze dell'ordine e degli ingenti investimenti del settore bancario per potenziare le misure di protezione, adottare soluzioni tecnologiche sempre più moderne e formare i dipendenti". Tuttavia, per l'Abi è indispensabile continuare a lavorare sul versante della prevenzione, riducendo l'ampia circolazione di denaro contante che ancora caratterizza l'Italia a vantaggio di strumenti di pagamento elettronici, più evoluti, efficienti e sicuri.
La Regione più sicura d'Italia è la Valle d'Aosta con nessun colpo nei primi nove mesi dell'anno, mentre le rapine sono diminuite in quattordici regioni: Abruzzo (-51,6%, da 31 a 15), Basilicata (-70%, da 10 a 3), Campania (-27,3%, da 44 a 32), Emilia Romagna (-40,7%, da 81 a 48), Lazio (-45,7%, da 70 a 38), Lombardia (-57,3%, da 150 a 64), Marche (-62,9%, da 35 a 13), Molise (-25%, da 4 a 3), Piemonte (-51,6%, da 62 a 30), Puglia (-12,5%, da 24 a 21), Sicilia (-41,3%, da 109 a 64), Toscana (-45,6%, da 68 a 37), Umbria (-66,7%, da 12 a 4) e Veneto (-60%, da 30 a 12). La situazione è peggiorata in Calabria (3 rapine da 2); Friuli Venezia Giulia (5 da 3); Liguria (23 da 9); Sardegna (2 da nessuna) e Trentino Alto-Adige (solo una da nessuna).