Produzione industriale in recupero a novembre: miglior risultato da giugno
I dati Istat mostrano una crescita dello 0,3% su ottobre, quando era rimasta ferma. La variazione annua resta fortemente negativa (-1,8%) pur se in miglioramento.Confindustria stima una crescita dello 0,1% a dicembre
MILANO - La produzione industriale a novembre torna positiva, con un rialzo dello 0,3% su ottobre, quando era stato registrato un congiunturale pari a zero. Lo rileva l'Istat, segnando il miglior dato da giugno. Tuttavia nel confronto annuo c'è ancora un ribasso (-1,8%), il quinto consecutivo, anche se più contenuto rispetto al precedente.
In undici mesi la flessione è stata dell'1,3%, che diventa un calo dello 0,9% se si correggono i dati per effetti di calendario. "Un segnale di buon auspicio, tutti i settori sono in positivo a parte l'energia", hanno commentato all'Istituto di statistica, anche se non è ancora ritenuto sufficiente.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Confindustria che "stima un incremento della produzione industriale dello 0,1% in dicembre su novembre". Il primo trimestre 2015, rilevano gli economisti di via dell'Astronomia, "parte con un abbrivio positivo (+0,2% la variazione ereditata da fine 2014) e ciò …
In undici mesi la flessione è stata dell'1,3%, che diventa un calo dello 0,9% se si correggono i dati per effetti di calendario. "Un segnale di buon auspicio, tutti i settori sono in positivo a parte l'energia", hanno commentato all'Istituto di statistica, anche se non è ancora ritenuto sufficiente.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Confindustria che "stima un incremento della produzione industriale dello 0,1% in dicembre su novembre". Il primo trimestre 2015, rilevano gli economisti di via dell'Astronomia, "parte con un abbrivio positivo (+0,2% la variazione ereditata da fine 2014) e ciò …
MILANO - La produzione industriale a novembre torna positiva, con un rialzo dello 0,3% su ottobre, quando era stato registrato un congiunturale pari a zero. Lo rileva l'Istat, segnando il miglior dato da giugno. Tuttavia nel confronto annuo c'è ancora un ribasso (-1,8%), il quinto consecutivo, anche se più contenuto rispetto al precedente.
In undici mesi la flessione è stata dell'1,3%, che diventa un calo dello 0,9% se si correggono i dati per effetti di calendario. "Un segnale di buon auspicio, tutti i settori sono in positivo a parte l'energia", hanno commentato all'Istituto di statistica, anche se non è ancora ritenuto sufficiente.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Confindustria che "stima un incremento della produzione industriale dello 0,1% in dicembre su novembre". Il primo trimestre 2015, rilevano gli economisti di via dell'Astronomia, "parte con un abbrivio positivo (+0,2% la variazione ereditata da fine 2014) e ciò rende molto probabile un'inversione di tendenza, dopo quattro cali trimestrali consecutivi, grazie al dispiegarsi degli effetti espansivi derivanti da un dollaro più forte e da un prezzo del petrolio basso".
Dall'Istat, intanto, spiegano ancora che a novembre l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni di consumo (+1,8%), dei beni intermedi (+0,8%) e dei beni strumentali (+0,2%); diminuisce invece l'energia (-1,5%).
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a novembre 2014, diminuzioni nei settori dell'energia (-6,9%), dei beni intermedi (-3,0%) e dei beni strumentali (-0,9%). Aumentano invece i beni di consumo (+0,9%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2014, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,0%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+4,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,9%).
Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-12,0%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,4%).
In undici mesi la flessione è stata dell'1,3%, che diventa un calo dello 0,9% se si correggono i dati per effetti di calendario. "Un segnale di buon auspicio, tutti i settori sono in positivo a parte l'energia", hanno commentato all'Istituto di statistica, anche se non è ancora ritenuto sufficiente.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Confindustria che "stima un incremento della produzione industriale dello 0,1% in dicembre su novembre". Il primo trimestre 2015, rilevano gli economisti di via dell'Astronomia, "parte con un abbrivio positivo (+0,2% la variazione ereditata da fine 2014) e ciò rende molto probabile un'inversione di tendenza, dopo quattro cali trimestrali consecutivi, grazie al dispiegarsi degli effetti espansivi derivanti da un dollaro più forte e da un prezzo del petrolio basso".
Dall'Istat, intanto, spiegano ancora che a novembre l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni di consumo (+1,8%), dei beni intermedi (+0,8%) e dei beni strumentali (+0,2%); diminuisce invece l'energia (-1,5%).
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a novembre 2014, diminuzioni nei settori dell'energia (-6,9%), dei beni intermedi (-3,0%) e dei beni strumentali (-0,9%). Aumentano invece i beni di consumo (+0,9%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2014, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,0%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+4,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,9%).
Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-12,0%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,4%).