LUGANO - Kuoni, il gruppo svizzero che è uno dei principali attori mondiali nel settore delle vacanze, abbandona l'attività di tour operator, già a partire da quest'anno. "Chi ha prenotato un viaggio, presso una delle nostre agenzie, non subirà alcun contraccolpo", hanno tranquillizzato dalla sede di Kuoni, a Zurigo. Resta invece da capire che fine faranno i 3800 dipendenti del gigante elvetico, ovvero circa un terzo del personale di questa vera e propria multinazionale delle vacanze che oltretutto, proprio lo scorso anno, ha ricevuto il riconoscimento di Leading Luxury Tour Operator, a livello internazionale.
"Al momento non sono previsti tagli", ha rassicurato, al portale Ticinonline, il responsabile di Kuoni a Lugano, Giancarlo Leonardi. "Sappiamo che Kuoni sta cercando nuovi acquirenti e siamo certi che il gruppo saprà trovare la soluzione migliore per tutti. Non è nell'interesse dell'azienda sopprimere posti di lavoro", ha poi aggiunto Leonardi. Ma perché il gruppo svizzero, fondato da Alfred Kuoni nel 1906, ha deciso di abbandonare un'attività, quella dei viaggi, che lo scorso anno ha comportato introiti netti per 2,2 miliardi di franchi, ovvero oltre un miliardo e 700 milioni di euro?
L'obbiettivo, è stato spiegato annunciando stamane il cambio di strategia, è quello di concentrarsi esclusivamente sull'attività che già oggi rappresenta il 60 per cento della cifra d'affari di Kuoni, ovvero quella di fornitore di servizi per l'industria turistica mondiale e di consulenza ai governi, sempre in tema di viaggi. Se si vuole un ruolo più defilato, più dietro le quinte, rispetto a quello svolto finora.
Eppure, ancora pochi giorni fa, nel corso di una conferenza stampa a Zurigo, il responsabile di Kuoni per la Svizzera, Marcel Buergin, aveva definito "il 2014 un buon anno per viaggi e vacanze". Insomma, l'annuncio di oggi sembra, quasi, un fulmine a ciel sereno. Fatto sta che, lo scorso anno, la borsa di Zurigo aveva manifestato sfiducia, nei confronti di Kuoni, la cui azione aveva perso, in pochi mesi, quasi la metà del loro valore. Oggi, dopo l'annuncio della ristrutturazione, il titolo ha registrato un guadagno oscillante tra il 10 e il 7 per cento.
"Al momento non sono previsti tagli", ha rassicurato, al portale Ticinonline, il responsabile di Kuoni a Lugano, Giancarlo Leonardi. "Sappiamo che Kuoni sta cercando nuovi acquirenti e siamo certi che il gruppo saprà trovare la soluzione migliore per tutti. Non è nell'interesse dell'azienda sopprimere posti di lavoro", ha poi aggiunto Leonardi. Ma perché il gruppo svizzero, fondato da Alfred Kuoni nel 1906, ha deciso di abbandonare un'attività, quella dei viaggi, che lo scorso anno ha comportato introiti netti per 2,2 miliardi di franchi, ovvero oltre un miliardo e 700 milioni di euro?
L'obbiettivo, è stato spiegato annunciando stamane il cambio di strategia, è quello di concentrarsi esclusivamente sull'attività che già oggi rappresenta il 60 per cento della cifra d'affari di Kuoni, ovvero quella di fornitore di servizi per l'industria turistica mondiale e di consulenza ai governi, sempre in tema di viaggi. Se si vuole un ruolo più defilato, più dietro le quinte, rispetto a quello svolto finora.
Eppure, ancora pochi giorni fa, nel corso di una conferenza stampa a Zurigo, il responsabile di Kuoni per la Svizzera, Marcel Buergin, aveva definito "il 2014 un buon anno per viaggi e vacanze". Insomma, l'annuncio di oggi sembra, quasi, un fulmine a ciel sereno. Fatto sta che, lo scorso anno, la borsa di Zurigo aveva manifestato sfiducia, nei confronti di Kuoni, la cui azione aveva perso, in pochi mesi, quasi la metà del loro valore. Oggi, dopo l'annuncio della ristrutturazione, il titolo ha registrato un guadagno oscillante tra il 10 e il 7 per cento.