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A Davos si mostra l'Italia che vince, mentre Renzi duetta con Bocelli

Italiani finalmente orgogliosi di non essere il paese che mette a rischio l'Europa, ma anzi che si presenta a viso aperto, con il sottofondo di un video che dice qualcosa su un Paese che spesso non vediamo ma che c'è: imprenditoriale e manageriale e un po' di buona Italia pubblica
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DAVOS - Andrea Bocelli ha fatto accapponare la pelle all'uditorio. Ho visto lacrime su volti indiani mentre cantava "O mio bambino caro", su volti iraniani quando intonava "Sinfonia" dai Vespri siciliani, brividi sulla pelle di tutti prima alle note di "Recondita armonia" e poi altri e più forti con "E lucean le stelle". Neppure il più cinico gestore di hedge fund ha superato indenne l'onda emotiva di questo straordinario concerto.

A quel punto la strada per la cena italiana era spianata. I buffet sono stati affrontati con un assalto  elveticamente dignitoso (nel senso che tutti si sono messi in fila e nell'attesa hanno amabilmente commentato il concerto). Prosciutto e formaggio ottimi, saggiamente chi ha costruito il menu ha evitato pasta e riso temendo gli eccessi di cottura che spesso caratterizzano la cucina di massa (anche se in questo caso era una massa d'elite) d'oltralpe. Poi branzino con una sorta di caponatina e file…
DAVOS - Andrea Bocelli ha fatto accapponare la pelle all'uditorio. Ho visto lacrime su volti indiani mentre cantava "O mio bambino caro", su volti iraniani quando intonava "Sinfonia" dai Vespri siciliani, brividi sulla pelle di tutti prima alle note di "Recondita armonia" e poi altri e più forti con "E lucean le stelle". Neppure il più cinico gestore di hedge fund ha superato indenne l'onda emotiva di questo straordinario concerto.

A quel punto la strada per la cena italiana era spianata. I buffet sono stati affrontati con un assalto  elveticamente dignitoso (nel senso che tutti si sono messi in fila e nell'attesa hanno amabilmente commentato il concerto). Prosciutto e formaggio ottimi, saggiamente chi ha costruito il menu ha evitato pasta e riso temendo gli eccessi di cottura che spesso caratterizzano la cucina di massa (anche se in questo caso era una massa d'elite) d'oltralpe. Poi branzino con una sorta di caponatina e filetto con contorno di una rosea polenta  e apoteosi di vini con una scelta accurata di bianchi (verdicchio e Franciacorta) prosecco no limits e rossi superbi, qualche Brunello, un Amarone, un paio di Barbera ecumenicamente di Asti e di Alba, due vini siciliani e forse dimentico qualcosa.

Italiani finalmente orgogliosi di non essere il paese che mette a rischio l'Europa, ma anzi che si presenta a viso aperto, con il sottofondo di un video interessante e anche piacevole, che dice qualcosa su una Italia che spesso non vediamo ma che c'è. C'è un po' d'Italia imprenditoriale e manageriale e un po' di buona Italia pubblica.

Matteo Renzi arriva, si pensava non ce la facesse ma invece alle 9 e mezzo si presenta, il party è agli sgoccioli ma lui fa il giro e saluta uno per uno. "E' stata una giornata lunga" dice, ma sembra soddisfatto. Soprattutto del Consiglio dei ministri e del decreto legge sulle Banche popolari, una operazione che da vent'anni e forse più si tentava di fare (adesso vedremo cosa accadrà in Parlamento). Si passa in una sala più piccola per un incontro con gli italiani. Mario Greco di Generali, Carlo Messina di Intesa, Giuseppe Recchi di Telecom, Nerio Alessandri di Tecnogym, Paolo Merloni, Andrea Illy, quasi tutti abituè del Forum sembrano soddisfatti, a loro agio, l'Italia c'è.

C'è? Il messaggio di Renzi, che duetta un po con Bocelli  (in prosa e non in musica per sua fortuna), e spande orgoglio nazionale, è che l'Italia è meglio di come si descrive, e se la tanta carne al fuoco cuocerà a dovere tutti dovranno prenderne atto. Speriamo.

La serata si conclude e si affacciano Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, presidente a amministratore delegato dell'Eni, vanno a fare un brindisi con Giuseppe Recchi, che dell'Eni è stato presidente fino alla scorsa primavera, e che oggi compie gli anni. Auguri anche a lui.